venerdì 28 luglio 2017

SICCITA' E RAZIONAMENTO PER TUTTI GLI ITALIOTI, MA NON PER IL VATICANO

Tutte le reti della RAI,alias Televaticano, e tutti gli organi di stampa asserviti come pecore alla Chiesa, al Papa di turno e al Vaticano, strombazzano ogni giorno i problemi della siccità e la necessità di ricorrere al razionamento. Nessuno dice, però, che lo Stato del Vaticano non paga né le bollette dell'acqua, né le bollette della raccolta rifiuti dell'ACEA, né le bollette dell'energia perché i nostri augusti Politici, a cominciare da quel delinquente di Benito Mussolini, le pagano con i soldini dei contribuenti italioti i quali, guarda caso, le "loro" bollette sono costretti a pagarsele coi loro soldini, anche se in stato di più assoluta povertà. Di più: la mistificazione della VERITA' da parte della RAI e degli organi di stampa è giunta al punto tale da diffondere la "notizia" che il Vaticano ha deciso di interrompere l'erogazione dell'acqua alle sue fontane: e questo per far credere agli italioti che il Vaticnao è "buono", che è "bravo", che è "sensibile", che è quello che dà sempre per primo il "buon esempio".
Che dire? Nient'altro se non che gli italioti si meritano questo ed altro. Ben venga dunque la siccità e ben vengano i cumuli di monnezza, sia a Roma, la capitale della Mafia & C., che in tutte le altre città degli italioti. Riporto per buona memoria qui di seguito un articolo tratto dal sito dell'UAAR.


Milioni di cittadini romani rischiano il razionamento idrico. Ma tra i destinatari dell’acqua erogata dall’Acea qualcuno è sempre stato più uguale degli altri. Non paga la bolletta e annaffia 23 ettari di lussureggianti giardini. In parte visitabili pagando un salato biglietto (esentasse), e in parte riservati alle meditazioni del pontefice. Meditazioni che beffardamente possono diventare propaganda generica di una vita povera e onesta. O propaganda del momento: farsi passare come benefattori spegnendo per qualche giorno fontanedove scorre acqua pagata probabilmente da chi davvero conduce una vita povera e onesta.
Già, per i suoi 44 ettari di superficie la Città del Vaticano, in base all’articolo 6 dei Patti Lateranensi, scroccaall’Italia «un’adeguata dotazione di acque in proprietà». Non solo: anche l’energia è gentilmente offerta dai contribuenti. Un totale stimato in 5 milioni l’anno di costi pubblici a favore di uno degli stati proporzionalmente più ricchi del pianeta e contemporaneamente più povero in termini di diritti. 
Ma i governi italiani vanno addirittura oltre gli onerosi vincoli di fascista memoria dei Patti Lateranensi. Quando nel 1999 l’azienda idrica romana Acea fu quotata in borsa, ci pensò il governo a pagare i 25 milioni che la società chiedeva al Vaticano per arretrati non legati all’effettivo utilizzo di acqua, quali la manutenzione delle fognature e la gestione dei liquami. Per pagare il conto del Vaticano anche negli anni a venire, poi, la legge finanziaria per il 2004 fissò un versamento annuo all’Acea di 4 milioni di euro. 
In tempi di crisi i privilegi e le immunità risaltano per la loro plateale ingiustizia sociale: da un lato onesti contribuenti che pagano l’acqua e conseguentemente ne limitano i consumi per non gravare sul bilancio familiare. Dall’altro una lussuosa e religiosa enclave che può permettersi sprechi, tanto pagano i contribuenti di cui sopra. Sia chiaro: la responsabilità non è tanto degli scrocconi di turno, ma è principalmente di una classe politica clericale che non prende in esame la riforma costituzionale più ragionevole e necessaria: abolire il Concordato e gli anacronistici privilegi e immunità su base religiosa che si porta appresso, in tutta evidenza incompatibili con i principi di una democrazia liberale.

Roberto Grendene

Fonte: https://blog.uaar.it/2017/07/25/siccita-razionamento-sprechi-per-vaticano-tutto-gratis/

martedì 4 luglio 2017

Paolo Villaggio, Stefano Rodotà e Gianni Boncompagni: la coerenza dei grandi laici (di Luigi Tosti




Dopo Gianni Boncompagni e Stefano Rodotà, un altro grande compagno di viaggio ci ha lasciati. Paolo Villaggio ha spento la sua vita in un giorno come un altro. E il Sole non si è stupito, perché quando muore un laico il Sole non si ferma e non si stupisce. Quando muore un laico, non c’è rissa di dei o di demoni e le campane non piangono, perché non c’è un’anima in vendita. La morte di un laico lascia un dolore e un rimpianto comune, ma la consolante certezza di non vederlo più afflitto dall’imbecillità umana.
Grazie, Gianni, grazie, Stefano, e grazie Paolo, per averci insegnato, con i vostri funerali "laici", che la coerenza è un valore che oltrepassa la morte.

martedì 21 febbraio 2017

Giustizia è “sfatta”!! Confermata dalla Cassazione la condanna all’ergastolo di Sabrina Misseri e Cosima Serrano (di Luigi Tosti)


Lo sconcertante e kafkiano processo per l’omicidio di Sara Scazzi offre lo spunto per divulgare quale sia il metodo migliore per commettere un omicidio perfetto, con la certezza (almeno in Italia) di rimanere impuniti. La ricetta è semplice: basta prima uccidere una persona e, poi, confessare l’omicidio avendo anche cura di condurre gli inquirenti nel luogo dove si è occultato il cadavere. Basterà poi ritrattare la confessione ed accusare -senza alcuna prova- delle persone innocenti. Con questo infallibile sistema nessuno ti crederà di essere il vero assassino, sicché verrai prosciolto dall’omicidio e al tuo posto verranno condannate all’ergastolo delle persone innocenti.
Quello che ho appena detto potrebbe essere considerato un sarcasmo di cattivo gusto nei confronti del sistema giudiziario: purtroppo non lo è, perché il processo per l’omicidio di Sara Scazzi dimostra il contrario. E’ infatti un dato incontestabile che l'UNICO soggetto a cui carico esistevano -ed esistono- PROVE di colpevolezza grandi come macigni -e cioè la CONFESSIONE dell'omicidio e l'aver condotto gli inquirenti nel luogo dove aveva occultato la vittima- è il Sig. Michele Misseri che, però, è stato ASSOLTO dal delitto di omicidio, mentre invece altri DUE soggetti -nei confronti dei quali non esisteva e non esiste alcuna prova di aver partecipato al delitto, se non la ricostruzione fantasiosa operata dai giudici sulla base di congetture degne dei processi dell'Inquisizione- sono stati condannati. Si tratta di un vero e proprio delirio che dimostra quale possa essere il livello di affidabilità della "Giustizia".
C’è un aspetto che NESSUN giornalista e/o commentatore ha messo in luce: e cioè che l’anomalo sviluppo del processo per l’omicidio di Sara Scazzi ne ha poi determinato, in modo ineluttabile, l'ancor più assurdo epilogo. Michele Misseri, infatti, doveva quanto meno essere processato per l'omicidio di Sara Scazzi in concorso con la moglie e la figlia, e non prosciolto sin ab initio dal delitto che aveva addirittura confessato. Avendo scelto gli inquirenti  di incriminarlo per il solo reato di soppressione di cadavere, assolvendolo contro la sua volontà dall'omicidio che aveva confessato, si sono create le premesse per far sì che la condanna per l'uccisione di Sara Scazzi non potesse che ricadere sulla moglie e sulla figlia. A questo punto l'esito del ricorso per Cassazione era praticamente scontato: i Giudici della Cassazione non avrebbero MAI potuto assolvere Sabrina Misseri e Cosima Serrano -ancorché innocenti- perché altrimenti nessuno avrebbe MAI pagato per l'omicidio di Sara Scazzi. L'esito di questo processo è a dir poco degno del miglior Kafka e personalmente auguro ai colpevolisti di incappare in un processo analogo. E chiudo ricordando che LA LEGGE impone ai Giudici di condannare solo se sussiste la ragionevole certezza di non condannare un innocente, e non se sussiste la probabilità, più o meno elevata, di condannare un colpevole.

Sabrina Misseri e Cosima Serrano potrebbero “forse” essere le assassine di Sara Scazzi; ma è questo “forse” che le rende sicuramente vittime di un errore giudiziario.

giovedì 16 febbraio 2017

L'imbecillità è una cosa seria: lettera aperta ad prof. M. Ferraris e al Dott. C. Augias




Egregio Dott. Corrado Augias


Egregio Prof. Maurizio Ferraris


Gent.ma Prof. Maria Mantello


            Mi sottopongo alla fatica di scrivere questa lettera perché francamente indignato dalla recente puntata di “Quante storie” nella quale Giordano Bruno è stato dipinto e catalogato in una trasmissione della RAI come un ottuso “imbecille” perché, anziché abiurare o fingersi pazzo come il “volpino” Tommaso Campanella, ha persistito caparbiamente nella pretesa di manifestare liberamente il suo pensiero e le sue idee critiche, finendo così per essere “giustamente” “arrostito” sul rogo allestito da quella Santa Roma Chiesa che tutt’ora è accreditata dalle Istituzioni ed impera come Autorità primaria nella nostra Repubblica (Pontificia) Italiana.
            Trovo francamente singolare che il rarissimo “coraggio civico” manifestato da una persona -grazie al cui sacrificio l’umanità può oggi annoverare tra i “diritti inviolabili dell’individuo” anche quello di “libertà di pensiero, di espressione e di critica”- possa essere disinvoltamente e candidamente etichettato come manifestazione di “imbecillità caratterizzata dall’indifferenza verso i valori cognitivi”.
            Contrabbandare per “imbecillità” il coraggio di chi ha portato avanti una battaglia epocale per il progresso dell’umanità non è soltanto un oltraggio alla memoria di quell’individuo, ma è anche un’istigazione alla codardia dell’intero genere umano e, altresì, un’inaccettabile apologia dei criminali che hanno “arrostito” Giordano Bruno, alla cui testa mi permetto di annoverare il gesuita Cardinale Roberto Bellarmino che -lo ricordo- in virtù dei suoi “alti meriti” acquisiti nell’ “arrostire” Giordano Bruno e nel tentare di “arrostire” Galileo, viene oggi venerato da milioni di “intelligentissimi” cattolici come “Santo” e come Sommo “Teologo” e “Padre della Chiesa”, grazie ad un processo di canonizzazione concluso da Pio XI nel 1930, cioè l’altro ieri.
            Ma non è tutto.
            Affermare che Giordano Bruno è stato un “imbecille” perché non ha salvato la sua pelle con “volpine” abiure e con altri “volpini” escamotages, preferendo invece immolare la sua esistenza per una questione di principio, significa anche dare dell’ “imbecille” a personaggi come il “negro” Nelson Mandela, che è marcito per 27 anni in carcere come un “idiota” per portare avanti la sua stupida lotta contro il regime di discriminazione e di apartheid del Sud Africa, oppure dare dell’imbecille alla “negra” Rosa Parks che, anziché cedere il posto a sedere su di un autobus ad una persona di superiore razza bianca, ha “stupidamente” preferito ribellarsi contro le norme razziste e segregazioniste americane, subendo poi l’incarcerazione e il processo. Ma significa anche appioppare la qualifica di “imbecilli” a quegli sparuti funzionari che persero il posto di lavoro o subirono ritorsioni per essersi rifiutati di applicare le immonde leggi razziali dei regimi dittatoriali cristiano-fascisti di Mussolini e cristiano-nazisti di Hitler.
            E che dire, poi, del cognato di Elizabeth Lohner, che è stato spedito al campo di Dachau per essersi rifiutato di aderire alla gioventù hitleriana? Anche qui ci dovremmo trovare al cospetto di un perfetto “imbecille”, posto che il più “sagace” ed “intelligente” Joseph Aloisius Ratzinger preferì, al contrario, aderire alla Gioventù Hitleriana e per questo Suo alto merito venne poi selezionato e premiato dallo Spirito Santo che ispirò il Conclave romano perché lo eleggesse Papa col nome d’arte Benedetto XVI. E che dire dei 6 milioni di ebrei, rom ed omosessuali che si fecero sterminare dai nazisti? Anche qui si tratta di perfetti “imbecilli” che non capirono, in tempo, che era meglio fuggire ed emigrare in altri Paesi.
            Beh, io non ho l’erudizione di un filosofo, ma ritengo che sia oltremodo azzardato confondere l’onestà morale e il coraggio civico con l’imbecillità. Credo, al contrario, che se l’umanità può oggi godere di un (relativo) progresso scientifico, di civiltà e di rispetto dei diritti umani, questo lo si deve esclusivamente all’Illuminismo e alle battaglie portate avanti, nell’interesse generale ed anche con sacrifici estremi, da individui caparbi che si sono ribellati con coraggio all’oscurantismo e ai principi immorali e criminali della Chiesa cattolica e delle religioni in genere.
            Se non vi fossero state queste conquiste di civiltà e progresso scientifico, gli ebrei dovrebbero ancor oggi vivere segregati nei ghetti inventati nel 1555 dal criminale Papa Paolo IV, dovremmo seguitare a credere che il Sole gira attorno alla Terra e dovremmo credere all’esistenza delle streghe e a tutte le altre scemenze scritte nelle cosiddette “Sacre scritture”, per non correre il rischio di incappare in “eresie” foriere di processi, roghi e torture.
            Ritengo che esaltare l’ “inerzia” umana di fronte ai crimini, alle torture e alle violazioni dei più elementari diritti umani, considerandola una manifestazione di vera “intelligenza”, significa ignorare che l’inerzia umana è, in realtà, la principale virtù dei codardi e che i crimini contro l’umanità, che sono stati perpetrati per millenni in nome di strampalati dei o di strampalate ideologie, non sono solo il frutto della malvagità di chi li ha eseguiti, ma anche della vigliaccheria di chi li ha tollerati e non vi si è opposto.
            Credo che l’imbecillità sia tutt’altra cosa e che essa scaturisca primariamente dal difetto di conoscenza e da carenza di capacità critiche e logiche.
            Se imbecilli sono sicuramente considerati coloro che credono nell’esistenza reale di Babbo Natale e della Befana, altrettanto imbecilli sono coloro che credono che un terremoto è stato provocato dall’ira di un Dio che si è offeso perché dei turisti, dopo esser saliti sulla sommità di un vulcano, si sono messi a prendere il sole in costume da bagno. Ma altrettanto imbecilli sono coloro -Vice Presidente del CNR in testa- che hanno diffuso dall’emittente del Vaticano “Radio Maria” la notizia che i terremoti dell’Aquila, del Centro Italia e di Messina sono stati dei castighi inviati da “Dio” a causa dell’approvazione della legge sulle unioni civili, e non delle scosse telluriche provocate dal movimento delle placche tettoniche. Altrettanto imbecilli sono quei miliardi di persone che credono tuttora alla favola del Dio che ha creato l’Universo e che, alla domanda “Chi ha creato Dio?”, rispondono “nessuno”, senza tenere conto della logica minima del rasoio di Occam.
            Imbecilli a denominazione di origine controllata debbono essere considerati, a buon diritto, coloro che credono ancora ai miracoli, all’esistenza dei demoni e degli angeli, agli indiavolati, agli esorcisti, ai fantasmi, alle apparizioni delle centinaia di Madonne sparse qua e là sul Pianeta, ai 18 prepuzi di Gesù Cristo, al falso sangue di San Gennaro che si liquefa periodicamente dopo essere stato sballottato dallo sciamano di turno e alle centinaia di migliaia di reliquie miracolose custodite da Santa Romana Chiesa Cattolica. Imbecilli sono quelli che credono che un gatto nero, il canto di una civetta o la rottura di uno specchio portino sfortuna.
            Imbecilli sono universalmente considerati coloro che credono alla favola dell’esistenza degli Dei sul Monte Olimpo e alle altre centinaia di migliaia di Dei inventati dalla fervida fantasia da tutti i popoli della Terra. Ma altrettanto “imbecilli” debbono essere considerati quei miliardi di esseri umani che credono ancora alla favola del clone del Dio Mitra, e cioè dell’UFO di natura divina che, dopo circa 13 miliardi e mezzo di anni dal Big Bang, ha deciso di scendere sul pianeta Terra con le sembianze di pennuto per accoppiarsi -non già con una rana, una giraffa, una zanzara o una foca- bensì con una primate femmina della specie homo sapiens, peraltro minorenne, vergine e sposata con un falegname: e questo allo scopo di generare, il giorno 25 dicembre di circa 2000 anni fa, un pargolo altrettanto divino il cui scopo predestinato dal suo “bravo” Genitore era quello di essere torturato e martirizzato su una croce per salvare (non si sa ancora da che cosa) l’intera specie di homo sapiens, fatta ovviamente esclusione dei popoli che vivevano in terre e continenti ancora non scoperti.
            Concludendo, e rubando una massima di Einstein, concordo sul fatto che l’imbecillità umana sia sconfinata quanto quella dell’Universo e ritengo, altresì, che la stessa sia stata e seguiti ad essere la causa primaria dei crimini contro l’umanità, nonché la minaccia principale della vita dell’intero Pianeta.
            Non credo, però, che possa essere stigmatizzata come imbecillità l’ostinata pretesa di Giordano Bruno di combattere contro l’oscurantismo arrogante, imbecille e criminale della Chiesa Cattolica e ritengo, al contrario, che la speranza di un futuro migliore possa poggiare soltanto sulla diffusione della conoscenza -cioè delle scienze- e su un’educazione che privilegi sin dall’infanzia lo sviluppo della capacità cognitive e critiche dei bambini.
            Il che non credo che avvenga nell’Italica Colonia del Vaticano, dove la RAI, anziché mandare in onda trasmissioni divulgative di carattere scientifico, privilegia trasmissioni demenziali sui “miracoli” e fiction altrettanto demenziali sul Santo Impostore, alias Padre Pio, intorpidendo le già scarse capacità cognitive e critiche degli italiani con trasmissioni frivole come il Grande Fratello e L’isola dei Famosi e diffondendo, quotidianamente e col suo staff di “vaticanisti”, solo le “pillole di saggezza” propinate dal Papa e dai vari alti prelati, cioè con una martellante pubblicità che è stata scientificamente creata per indurre a credere, anche a livello subliminale, che il Cattolicesimo sia l’Unica Vera Fede che meriti di essere condivisa.
            Ancor più tragica è la situazione della scuola pubblica, dove al bassissimo livello professionale, divulgativo e alle croniche carenze di dotazioni tecnologiche, si aggiunge il fatto che gli studenti vengono indottrinati, con una spesa di circa 1 miliardo e 300 milioni di euro all’anno, con i dogmi della religione cattolica che vengono impartiti da insegnanti laureati in “Teologia”, ovverosia nella cosiddetta “Scienza dell’aria fritta”.
            Ha scritto Bertrand Russell: se un filosofo è un uomo cieco che cerca in una stanza buia un gatto nero che non c'è, un teologo è l'uomo che riesce a trovare quel gatto.
            In ogni caso venerdì 17 febbraio 2017, alle ore 17.00, si terrà a Roma, Piazza Campo de’ Fiori, la commemorazione di Giordano Bruno promossa, come di consueto, dall’ Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”. Trattandosi di Associazione aperta alle opinioni di tutti, credo che la Prof. Maria Mantello, che mi legge in copia, non avrà obiezioni a consentire un intervento del prof. Maurizio Ferraris che illustri i profili di “imbecillità” del comportamento autolesionista posto in essere dal filosofo nolano nel 1600.
            Cordialità
                                                                       Luigi Tosti