sabato 8 dicembre 2018

Tragedia di Corinaldo: intervista alla Madonna Immacolata (di Luigi Tosti)



Intervista alla madonna immacolata nel giorno della tragedia di Corinaldo.
Il 2018 è stato un anno particolarmente esaltante per la Beata Vergine Assunta e Immacolata. Infatti il 6 agosto 2018 -cioè nel mese di ricorrenza della festa della sua “assunzione in Cielo”- la Beata Vergine si è esibita in quello che è stato definito un vero e proprio “miracolo” dal Vescovo di Bologna Monsignor Matteo Zuppi. Si tratta del “miracolo” del TIR che trasportava GPL e che, dopo aver tamponato sulla tangenziale di Bologna un altro TIR che trasportava liquidi infiammabili, è esploso provocando il crollo di una porzione di cavalcavia, 1 morto, 145 feriti e decine di milioni di euro di danni. Come riferito dall’Alto Prelato, è stato soltanto grazie all’intercessione della Beata Immacolata ed Assunta, nonché della Divina Provvidenza, che vi è stato "soltanto un morto" e “soltanto una manciata di persone sono rimaste ustionate e in gravi condizioni”.
Oggi, poco dopo lo scoccare della mezzanotte, la festa dell’Immacolata è stata funestata dalla tragedia della discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, dove ben cinque ragazzi minorenni e una madre sono deceduti per il crollo di una balaustra ed altri 15 minorenni versano in condizioni gravissime.
Per fortuna mamma RAI ci ha fatto sapere che Papa Bergoglio ha chiesto l’ “intercessione della Beata Vergine Assunta e Immacolata” a favore dei sei defunti.
La Direzione della Rai ha replicato alle parole del Santo Padre chiosando che sarebbe stato forse meglio che l’Immacolata si fosse prodigata prima della sventura, magari evitando con uno dei suoi usuali miracoli il crollo della balaustra e la morte dei sei innocenti. Mamma RAI ha anche chiosato che i convincimenti religiosi delle sei povere vittime non sono noti, sicché è improvvido che il rappresentante della religione cattolica abbia auspicato l’intervento della Madonna, anziché quello di Allah, di Budda, di Zeus, di Mitra, di Odino o di Shiva, senza peraltro considerare che qualcuna delle vittime potrebbe essere atea e non gradire, quindi, le “raccomandazioni” della Madonna.
Questa inusuale querelle tra RAI e Vaticano mi ha indotto ad intervistare la Beata Vergine Assunta, nonché Immacolata, per chiedere lumi sul suo mancato intervento miracoloso nella discoteca di Corinaldo. Questo è il resoconto dell’intervista.
“Beata Vergine Immacolata, come mai proprio oggi che ricorre la celebrazione della Sua festa, non è intervenuta nella discoteca di Corinaldo per evitare che quella maledetta balaustra cedesse e ben sei innocenti morissero?”
“Caro figliolo, non vi è stata nessuna colpa da parte mia perché, purtroppo, da tre settimane sono in congedo per maternità”
“Congedo per maternità? Ma suo figlio è nato duemila e 18 anni fa!”
“Si, è vero figliolo. Ma nel frattempo ho partorito altri sei figli, ovviamente anch’essi tutti dei, l’ultimo dei quali è nato per l’appunto tre settimane fa ed è stato già battezzato (si tratta di Settimio).”
“Quel che mi riferisce è un vero scoop: quindi Gesù non è più solo ed ha ben altri sei fratelli, tutti dei come lui? Ma mi dica, come mai non è intervenuta neppure il  6 agosto scorso, cioè 9 giorni prima della Sua festa dell’Assunzione, per evitare la catastrofe sull’autostrada A14? Non mi vorrà mica dire che era in congedo per maternità!”
“No, figliolo, ma anche in quell’occasione non mi è stato possibile intervenire perché mi trovano in Guadalupe per fare una supplenza: infatti la mia collega, la Madonna di Guadalupe, si era ammalata e sono stata chiamata per sostituirla. Ero troppo lontana per intervenire. Semmai era la Madonna di Loreto che doveva intervenire, ma anche lei quel giorno era indisposta per una sciatalgia.”
“Comunque intercederà per le vittime innocenti della strage odierna, come auspicato e preconizzato dal Papa?”
“La ringrazio per questa domanda perché mi consente di fare chiarezza su alcune questioni che interessano tutti i fedeli. La prima è che in realtà il buon Dio non ha mai conferito né al presente Papa né a nessuno dei suoi colleghi che l’hanno preceduto alcuna procura per essere rappresentato sul Pianeta Terra. La seconda puntualizzazione è che il buon Dio aborre le “raccomandazioni” e non intende quindi né intercedere né favorire alcuno, tanto meno in seguito a “preghiere”. La terza considerazione riguarda la fede delle povere sei vittime. Ancora non sappiamo se fossero credenti o meno e in quale divinità credessero, sicché è ingiustificabile che Papa Bergoglio si sia arrogato la pretesa di chiedere la mia intercessione supponendo con sicumera che tutte le sei vittime siano cattoliche. In realtà Noi Dei ci rispettiamo a vicenda e rispettiamo il diritto di qualsiasi essere vivente di credere o di non credere in qualcuno di Noi. Per Noi è una questione di civiltà, che voi esseri umani non avete ancora ben capito”.
Postato da FANTACRONACA VERA by Luigi Tosti.

NOTA DIDATTICA PER I LETTORI CATTOLICI: Il dogma dell’Immacolata Concezione è stato proclamato dal beato criminale Pio IX nel 1854 con la bolla "Ineffabilis Deus". Con questa “bolla” il Papa ha sancito che risultava scientificamente provato che la Maria non aveva soltanto concepito e partorito Gesù l’Unto sempre in stato di permanente “verginità”, ma che era stata anche preservata immune dal “peccato originale” fin dal primo istante del suo concepimento da parte dei suoi genitori, cioè di sant’Anna e di san Gioacchino.
Ebbene, lo scopo di tale “immacolato concepimento” di Maria è stato rivelato da Dio a Pio IX durante un colloquio che si tenne tra i Due nell'agosto del 1854 e di cui esiste ripresa audiovisiva conservata negli archivi segreti del Vaticano (visionata dallo scrittore giornalista Vittorio Messori). Dio ha spiegato che la Sua volontà era che la Vergine Maria avrebbe dovuto concepire e partorire Sé stesso sotto forma di “Verbo incarnato”: pertanto non era possibile correre il rischio che Dio, somma perfezione e somma purezza, rimanesse infettato dal virus del peccato originario che fosse presente in sua madre, cioè Maria. Se ciò fosse accaduto il Verbo Incarnato sarebbe rimasto assoggettato all’azione del Maligno (leggi: Satana).
Sin qui l'arguto dogma dell'immacolata concezione di Maria. Resta però da spiegare una titanica illogicità e contraddittorietà di questo dogma: per quale oscuro motivo il Verbo incarnato -alias Gesù l’Unto-  è stato poi “battezzato” da San Giovanni? Il Nostro Unto, infatti, era stato concepito da due soggetti che non erano sieropositivi ed erano anzi sicuramente “immuni dal virus del peccato originario”. In altri termini, posto che secondo il dogma della Chiesa lo scopo del battesimo era ed è quello di “lavare” il peccato originario da chi ne è infetto, perché mai Gesù è stato lavato col battesimo propinatogli da San Giovanni, posto che  i "genitori" di Gesù -Spirito Santo e Miryam- erano entrambi immuni dal virus del peccato originario? La risposta più logica per i beoti è la seguente:  mistero della fede.

mercoledì 15 agosto 2018

I “MIRACOLI” delle CATASTROFI del ponte Morandi e della tangenziale di Bologna (di Luigi Tosti)





“Miracoli” dell’estate 2018: a Genova crolla il ponte Morandi nella vigilia della festa della Beata Vergine Immacolata Maria, Assunta in Cielo, e a Bologna crolla il calcavia della tangenziale di Bologna dopo l’incendio e l’esplosione di un TIR carico di GPL.
Nonostante l’afoso clima di questa torrida estate del 2018, il Buon Dio e i suoi solerti aiutanti (Mamma Miryam e i circa 7.879.543.240 Santi già assunti in Paradiso) non hanno abbassato la guardia ed hanno seguitato a dispensare prodigiosi “miracoli” al Popolo della Repubblica Pontificia Italiana, uno dei più devoti del Pianeta Terra.
Dapprima c’è stato il “miracolo” del TIR che trasportava GPL il quale, dopo aver tamponato sulla tangenziale di Bologna un altro TIR che trasportava liquidi infiammabili, è esploso provocando il crollo di una porzione di cavalcavia, 1 morto, 145 feriti e decine di milioni di euro di danni.
Come “argutamente” evidenziato dall’illustre teologo, nonché Arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi [il cui stipendio gli viene elargito dal Popolo italiota col prelievo dell’8 per mille imposto dal 1984 sull’IRPEF dall’accoppiata Bettino Craxi-Giulio Tremonti: n.d.r.], il disastro di Bologna è stato un vero e proprio “miracolo”: infatti -a ben vedere-  solo una manciata di persone risultano in gravi condizioni (nessuna è in pericolo di vita) e, dato ancor più sorprendente, alla fine si è contato appena un morto”.
Il che dimostra -come autorevolmente affermato dal teologo Arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi- che “In tangenziale c’è stato l’intervento della Provvidenza di Dio: un dono, una protezione”. E di questo “dono” e di questa “protezione” i Bolognesi e l’intero Popolo degli Italioti debbono essere ben grati, fieri e riconoscenti. Di più: gli Italioti -Salvini e Di Maio in testa- dovrebbero rivolgere insistenti preghiere quotidiane affinché il Buon Dio dispensi altre catastrofi apocalittiche, magari soltanto con poche decine di morti e poche migliaia di feriti gravi e solo con qualche miliardo di euro di danni.
L’Alto Prelato Teologo felsineo Matteo Zuppi, interpellato sul “miracolo della tangenziale di Bologna” (https://www.quotidiano.net/cronaca/incidente-bologna-1.4080793), ha “illuminato il mistero di questa immane catastrofe con la lampada della fede”, facendoci sapere -a noi poveri atei ignoranti di cose divine- che “la casualità è soltanto il travestimento assunto da un Dio che vuole passeggiare in incognito per le strade del mondo”, rievocando le argute parole del Suo Collega Teologo Cardinale Giacomo Biffi, le quali integrano un vero capolavoro di logica serrata.
Detto in termini più prosaici, sulla tangenziale di Bologna si è realmente verificato un “miracolo”, perché è provato dalla "scienza" della "teologia" che il Buon Dio, con la sua imperscrutabile bontà, onnipotenza e onniscienza, “ha fatto sì che morisse soltanto una persona e che vi fossero soltanto 145 feriti e soltanto alcune decine di milioni di euro di danni”.
Certo, qualcuno potrebbe obiettare che era forse “meglio” che il Buon Dio avesse utilizzato la sua infinita bontà, onnipotenza ed onniscienza per evitare il tamponamento e, quindi, il morto, i 145 feriti e la catastrofe che ha provocato decine di milioni di euro di danni: ma si tratta di obiezione che può essere mossa solo da laidi e faziosi razionalisti atei perché, come il dotto ed ispirato Teologo Arcivescovo di Bologna ci ha fatto sapere nell’intervista, “in quella che chiamiamo, anche comunemente, fortuna, i credenti in Dio colgono la Provvidenza, un dono del Signore, la cui presenza dovremmo riuscire ad avvertire in ogni cosa, compreso il dolore. Ossia anche quando il dono purtroppo non c’è. Siamo davanti al mistero della croce di Dio che non manda, né vuole il male nel mondo, ma con la sofferenza ci aiuta a capire la nostra.
Affermazioni, queste, che risulteranno particolarmente gradite al morto, ai suoi congiunti, e ai 145 ustionati della catastrofe della tangenziale, di cui molti in stato gravissimo, i quali si riempiranno di gaudio nel leggere queste “perle di saggezza teologica”. Magari decideranno di “ringraziare” il buon Dio dell’Arcivescovo Zuppi per i “doni” della morte e delle ustioni loro dispensati, dispensando cospicue elargizioni di danaro alla Chiesa, rivolgendo preghiere quotidiane per essere colpiti da altre disgrazie e facendo pellegrinaggi nei circa 800.000.000.000 di sacri luoghi di culto disseminati sul Pianeta.
In fondo è giusto che i “credenti” considerino un vero e proprio “privilegio” quello di essere “destinatari” -da parte del loro Buon Dio- dei “doni” di essere arsi vivi o di subire gravissime ustioni. Anzi, sembra che anche l’Arcivescovo Matteo Zuppi -dando granitica dimostrazione di coerenza- si sia rammaricato di non aver ricevuto dal Buon Dio il dono di essere arso vivo o ustionato gravemente in occasione della catastrofe della tangenziale di Bologna. E' per questo che ha rivolto al suo Buon Dio la “preghiera” di ricevere almeno in futuro il “dono” di essere coinvolto in qualche catastrofe o, magari, di ammalarsi di una simpatica malattia che lo conduca lentamente, dopo atroci sofferenze, alla morte. In fondo per il Papa, la Chiesa e la folta schiera di Teologi (emeriti e non emeriti) ciò che DEVE contare per TUTTI gli uomini (credenti o non credenti) è “soffrire” il più possibile in questa vita terrena, perché la “sofferenza” è un “dono di Gesù L'Unto” di cui TUTTI -credenti e non- dobbiamo essergli “grati”. Questa sofferenza terrena ha già garantito a miliardi di credenti della specie homo sapiens di poter accedere al “dono” della “vita eterna”: un dono che è però rigorosamente riservato, secondo le sacre scritture, solo ai poveri di spirito, cioè ai creduloni e agli imbecilli.
Ma veniamo al secondo “miracolo” della torrida estate del 2018, e cioè al crollo del Ponte Morandi di Genova.
Anche qui un altro devoto -e cioè il Vice Premier Matteo Salvini- rispondendo ad un’intervistatrice della RAI in merito all’immane catastrofe del crollo del ponte Morandi, ha detto che questo è il momento della "preghiera". Ovviamente l’intervistatrice della RAI si è ben guardata dal chiedere al Ministro degli Interni “a CHI doveva essere rivolta la PREGHIERA” (Zeus, Odino, Dio Po, Madonna, Padre Pio etc.) e “QUALI DESIDERI dovevano essere espressi con questa PREGHIERA”. Nulla da rimproverare alla giornalista per queste omesse domande perché, anche a voler supporre che avesse le capacità logico-cognitive per farle, non si poteva certo pretendere un atto di eroismo: se le avesse fatte, sarebbe stata linciata e licenziata in tronco.
Resta dunque il dubbio che il nostro Augusto Ministro Matteo Salvini, da fervente buon cristiano qual è, intendesse rivolgere una "preghiera" al suo "buon" Dio Uno e Trino” (oppure a sua madre immacolata beata vergine assunta in cielo) per ringraziarli di aver limitando la carneficina genovese a soli 52 morti -di cui tre minorenni- consentendo, sempre con la sua infinita bontà e provvidenza, che alcune persone venissero salvate. Forse il Ministro degli interni e l’intera Stampa italiana (ma anche l’Arcivescovo felsineo Matteo Zuppi) grideranno nei prossimi giorni al “miracolo!!”, magari perché la “mano del buon Dio” ha bloccato un camion facendolo arrestare dieci metri prima della voragine, oppure perché il Buon Dio non ha fatto schiantare il ponte quando sotto transitavano dei treni, limitando così il numero delle vittime.

Gridiamo dunque sin da ora tutti in coro: “Miracolo!! Miracolo a Genova!!” E lo possiamo legittimamente fare perché supportati dalla teologia ufficiale della Chiesa e dei vari Papi, arcivescovi e cardinali, che ci hanno insegnato e seguitano ad insegnarci che “in quella che chiamiamo, anche comunemente, fortuna, i credenti in Dio colgono la Provvidenza, un dono del Signore, la cui presenza dovremmo riuscire ad avvertire in ogni cosa, compreso il dolore, ossia anche quando il dono purtroppo non c’è” e che  "siamo davanti al mistero della croce di Dio che non manda, né vuole il male nel mondo, ma con la sofferenza ci aiuta a capire la nostra".
E allora ben vengano, a iosa, questi “miracoli” che dimostrano l’esistenza del buon Dio e della Divina Provvidenza. E la smettano il Matteo Salvini, il Di Maio e il Presidente Mattarella a reclamare giustizia ed accertamenti sulle “responsabilità” di chi ha fatto sì che il ponte Morandi crollasse: per i veri credenti d.o.c. queste catastrofi sono da imputare alla volontà della “Divina Provvidenza” e si tratta anzi di “doni” del Signore, di cui i credenti italiani dovrebbero essere fieri e grati. Vogliamo dunque “processare” la Divina Provvidenza? Sarebbe pura blasfemia.
“Preghi” dunque il fervente cristiano Matteo Salvini il suo Buon Dio, acciocché riservi anche a lui il privilegio di ricevere il “dono” di rimaner schiacciato -a mo' di piadina- nel prossimo crollo di un altro ponte autostradale: magari in compagnia dell’omonimo correligionario Arcivescovo di Bologna.

giovedì 26 aprile 2018

TRE MILIONI DI BAMBINI MORIBONDI PER FAME SARANNO RICOVERATI AL BAMBIN GESU' (di Luigi Tosti)

Dopo aver appreso dall'UNICEF che ogni anno muoiono oltre 3 milioni di bambini stranieri per fame (https://www.unicef.it/doc/4843/the-lancet-3-milioni-morti-bambini-malnutrizione.htm), Papa Francesco ha lanciato all'Angelus un'accorata preghiera per salvarli tutti ricoverandoli (come il piccolo Alfie) al Bambin Gesù, la prestigiosa struttura ospedaliera del Vaticano che è pagata con i soldi degli Italiani (parte dei quali anche per ristrutturare i megalattici appartamenti del cardinal Bertone), i cui dipendenti non pagano l'IRPEF e relative soprattasse perché Sede extraterritoriale del Vatic-ano. Dopo avere appreso l'accorato appello del neo poverello di Assisi all'Angelus, il ministro degli interni Francesco Minniti e quello degli esteri Angelino Al-fano hanno immediatamente concesso -anche con l'entusiastico appoggio e dietro assillanti e reiterate richieste da parte di Matteo Salvini- la cittadinanza italiana ai tre milioni di bambini stranieri condannati a morte per fame, affinché possano essere trasportati con urgenza dall'Esercito nell'Italica Colonia Pontificia e ricoverati al Bambin Gesù.

Postato da FANTACRONACAVERA, addì 26 del mese di aprile dell'anno 2018 d.i.C. (dopo invenzione di Cristo).

DA CHARLIE AD ALFIE: MIRACOLI ZERO, IPOCRITI TANTI. Di Alessandro Chiometti 24.04.2018

È nella ricerca dello scoop umanitario che l'ipocrita dà il peggio di sé, coprendosi di ridicolo.
Se già con il caso Charlie, poco meno di un anno fa, le grancasse dei sedicenti movimenti per la vita si erano riattivate trovando il “caso umano” che poteva dar fiato alle loro campagne di disinformazione, oggi con il “caso” Alfie Evans abbiamo un capolavoro di ipocrisia del governo italiano.
Minniti,  ovvero l'autore di decreti e leggi che hanno negato l'accoglienza umanitaria verso tanti migranti e il redivivo Al-Fano che tanto ha combattuto contro lo ius soli (quindi difendendo una situazione discriminatoria verso tanti bambini e ragazzi che dovrebbero essere italiani a tutti gli effetti), sono riusciti nel loro capolavoro prima di dover essere sostituiti dai nuovi ministri del futuro governo.
Hanno concesso la cittadinanza italiana a Alfie Evans fermando così l'iter burocratico inglese della sospensione delle cure che l'avrebbe portato presto a morte.
Bravi, scroscianti applausi francescani e franceschisti.
Cosa ci dimostra questo?
a) Che la classe politica italiana resta la più antiscientifica dell'occidente, seguendo, a seconda di come tira il vento (leggi opinione pubblica) la promessa o la ricerca di inesistenti miracoli. Sia che siano di improbabili santoni laici (caso Stamina) sia che indossino le tuniche bianche e siano tanto buoni e già santi in vita. Il fatto che il cervello del bambino, o per lo meno buona parte di esso, non esista più da un pezzo e continuare nell'accanimento terapeutico significa condannarlo a una vita da vegetale, non interessa a nessuno.
Lasciando perdere il dramma dei genitori di cui strumentalmente Papa Francesco dice di ascoltare la sofferenza, quello che occorrerebbe capire è che l'uomo non è una pianta ornamentale per cui basta che cresca e che respiri in modo da potergli fare una carezza ogni tanto per rallegrare la nostra giornata.
L'amore spesso diventa egoismo, il che è umanamente comprensibile. Non è comprensibile invece chi sfrutta questa sofferenza per farsi pubblicità elettorale o acquisire credibilità nel proprio gregge di creduloni.
b) Che per suscitare l'interesse dei politici italioti, come i due testé citati, devi essere morto o clinicamente morto. Se sei un bambino vivo che cerchi di realizzare la tua vita scappando dalla fame e dalle guerre tutti se ne fregano di te; anzi! Rischi pure che ti affondino il barcone su cui sei in viaggio.
Se invece sei in coma da mesi e sei destinato a morire presto o a vivere come un vegetale ti danno la cittadinanza italiana.
No, per favore, non cercate “logiche” o “motivazioni” umanitarie nell'azione di questi due politicanti in cerca di verginità politica in quanto reduci dai disastri dei governi Renzi-Gentiloni.
Fareste un torto ad Alfie e a tutti i ragazzi, i bambini e i migranti da loro condannati a perpetua sofferenza.

Fonte: Italia Laica (http://www.italialaica.it/news/editoriali/58469). Autore: Alessandro Chiometti