venerdì 14 marzo 2014

QUATTRO DOMANDE AL PARROCO BERGOGLIO


Bergoglio festeggia il primo anno come Capo di Stato durante il quale ha recitato la parte di semplice parroco.
Un successo, senza dubbio.
Dodici mesi di marketing religioso decisamente vincente.
Democrazia Atea rivolge a Bergoglio quattro domande, una per ogni stagione del suo primo anno di governo.
1.Ha mai espresso parole di condanna inequivocabili contro il dittatore Videla e contro il cardinale Pio Laghi?
2.Proporrà modifiche legislative abrogando la direttiva “Crimen sollicitationis” al fine di obbligare i vescovi alla collaborazione giudiziaria con le autorità civili nei casi di pedofilia clericale?
3.Rinuncerà a esenzioni e privilegi e consentirà che il clero non disponga più dell’8x1000, che paghi la TASI, l’IVA, il canone TV, il canone idrico, i ticket per gli accessi nelle zone ZTL, i ticket per i parcheggi comunali, i contributi INPS, gli stipendi degli insegnanti di religione e dei cappellani militari, le tasse per le affissioni comunali, le tasse per le occupazioni di suolo pubblico, e tutti gli altri tributi che normalmente gravano sui contribuenti italiani?
4.Rinuncerà a diffondere la sua religione attraverso la TV pubblica italiana che ha istituito un apposito canale televisivo, RAI Vaticano, a spese dei cittadini italiani?
Sono domande retoriche perché le risposte sono già note:
1.No; 2. No; 3. No; 4. No.
Le stagioni del governo di Bergoglio si ripeteranno uguali a se stesse, adagio, celando abilmente il potere con una prossemica audace e spiazzante, con maestria d’inganno e d’oscurantismo.
Rivendichiamo il diritto a non lasciarci incantare dalla retorica della finta povertà fino a quando non saranno abrogati i Patti Lateranensi.
Fino ad allora a Jorge Mario Bergoglio non auguriamo alcunché.
Carla Corsetti, Segretaria del Partito Democrazia Atea

venerdì 28 febbraio 2014

PARTITO RADICALE IN VIA DI ESTINZIONE?

Pubblico con piacere, qui di seguito, il commento, perplesso, dell'amico Fiorenzo Nacciariti sul dibattito del Partito Radicale del 25.2.2014, dal quale traspare il tracollo degli ideali laici di questo Partito: il che ne segnerebbe la definitiva "estinzione".

Annichiliti, in Brodo di Giuggiole. 
Si è svolto ieri (25/02/2014) a Roma, presso la sede del Partito Radicale, il dibattito "La crisi giuridica ovvero l'ingiustizia legale" vertente su un libro (vecchio di un anno) intitolato Quinto Rapporto sulla Dottrina Sociale della Chiesa scritto da un cardinale vietnamita, moderato da Giuseppe Di Leo, al quale sono intervenuti: 
Giuseppe Di Leo (giornalista, vaticanista di Radio Radicale), Rita Bernardini (segretario (RADICALI ITALIANI)), Alessio Falconio (direttore di Radio Radicale), Lucetta Scaraffia (docente di Storia Contemporanea presso l'Università “La Sapienza” di Roma), Luciano Violante (docente universitario, già presidente della Camera ed ex magistrato), Fausto Bertinotti (ex presidente della Camera dei deputati), Marco Pannella (presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito), Filomena Gallo (avvocato, segretario dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica), Giovanni Maria Vian (direttore dell'Osservatore Romano). 
Chi volesse può riascoltarlo, entro i prossimi 14 giorni, su Radio Radicale al seguente indirizzo:
 Si tratta del file MP3:          MP708146.mp3 
Quello che qui mi interessa sottolineare non è il merito del dibattito ma alcuni particolari segnali che da tale dibattito sono venuti, non come una sorpresa, ma come esplicitazione del consolidamento di una tendenza in atto da tempo: iniziata con una certa declinazione del termine “laicità”, tale tendenza è proseguita con la sistematica citazione di Avvenire nella rassegna stampa di Radio Radicale, si è poi aggiunta la trasmissione domenicale Rassegna Stampa Vaticana (su Radio Radicale) a cura di Giuseppe Di Leo, si è avuta poi la “naturale” convergenza tra Marco Pannella e i cappellani carcerari sulla battaglia contro la carcerazione inumana e degradante, …
 Ma la trasmissione del dibattito di ieri segna, a mio avviso, un punto di svolta: Rita Bernardini nel suo intervento cita il vangelo secondo Matteo e Giuseppe Di Leo va “in brodo di giuggiole” (sue testuali parole) e poi dichiara che andrebbe ancora di più in brodo di giuggiole se Alessio Falconio (nuovo direttore di Radio Radicale) introducesse nella “mazzetta” (sua testuale parola) delle notizie di Radio Radicale anche l’Osservatore Romano, annunciando poi trionfalmente che il nuovo direttore di Radio Radicale Alessio Falconio e il direttore de l’Osservatore Romano, Giovanni Maria Vian, lì presente, si erano pocanzi stretti la mano e che poi lui (Di Leo) avrebbe sollecitato Giovanni Maria Vian ad intervenire a fine dibattito.
Tra tutti gli interventi pateticamente ossequiosi del nuovo ordine “francescano” il più patetico mi è sembrato quello di Filomena Gallo (avvocato, segretario dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica), non tanto per il suo contenuto, che anzi ha cercato di raddrizzare le storture più patenti propalate da Lucetta Scaraffia (docente di Storia Contemporanea presso l'Università “La Sapienza” di Roma) nei suoi precedenti interventi, ma per la sua tremolante voce da “prigioniera di guerra”.

Infine la “lectio magistralis” del direttore de l’Osservatore Romano, Giovanni Maria Vian, il quale, a mio avviso, ha tra le righe messo in chiaro a chi spetti il giudizio conclusivo.
La questione che mi preme più di tutto evidenziare circa tutta questa parabola e questa “brutta fine” del fu glorioso Partito Radicale e della fu gloriosa Radio Radicale è: quanto incide in tutto ciò la necessità del P.R. (nelle sue varie coniugazioni) e di R.R., specie dopo la “perdita” della Farnesina, di garantirsi l’appoggio cattolico al proseguimento del finanziamento pubblico di R.R.?
Sarebbe poi interessante, ma mi rendo conto che sarebbe chiedere troppo, sapere se le finanze vaticane abbiano qualche ruolo nella altrove ventilata (ma non accertata e furiosamente esorcizzata dall’anziano leader con minacce di querele urbi et orbi) situazione debitoria di alcune declinazioni Radicali.

Mi sembra invece pienamente lecito e doveroso chiedere che fine abbiano fatto il super-anticlericale Maurizio Turco e i grandi combattenti contro i privilegi dei cattolici (specie al riguardo dell’otto per mille e delle esenzioni per immobili della Chiesa ad uso commerciale) Michele De Lucia e Mario Staderini.
 Spariti, annichiliti dal “nuovo” corso Radical-catto-vaticano? Per loro niente brodo di giuggiole?
 Provo ora molta comprensione per il recente suicidio di Dino Marafioti (redattore di Radio Radicale) che forse avrebbe fatto meglio ad andarsi a ricollocare altrove per rimanere sulle sue posizioni e continuare la battaglia contro lo schifo che avanza.
Falconara Marittima, 26 febbraio 2014


Fiorenzo Nacciariti

COSI' SCRIVEVA ERNESTO ROSSI NEL 1964. 50 ANNI DOPO, NULLA E' CAMBIATO (di Luigi Tosti)

Così scriveva Ernesto Rossi (Il Sillabo e dopo) l'8.12.1964:
«Io appartengo alla sparutissima schiera di coloro che credono ancora sia dovere di ogni uomo civile prendere la difesa dello Stato laico contro le ingerenze della Chiesa in Parlamento, nella scuola, nella pubblica amministrazione, e ritengono che quest’obiettivo sia, nel nostro paese, più importante di qualsiasi altro – politico, giuridico o economico – in quanto il suo conseguimento costituirebbe la premessa indispensabile per qualsiasi seria riforma di struttura: io sono, cioè, sulle posizioni di quello che la maggior parte degli esponenti della nostra sinistra democratica oggi definisce “vieto anticlericalismo” e “pregiudizio piccolo-borghese”.»
Ernesto Rossi, 8 dicembre 1964

E' passato mezzo secolo, e non è cambiato nulla o, come direbbe qualcuno con linguaggio non gradito dalla seconda Carica Istituzionale dopo Il Papa -cioè Re Giorgio I°, Presidente della Repubblica Pontifica Italiana- "non è cambiato un cazzo". La speranza è che le cose peggiorino ulteriormente.
Luigi Tosti, 28 febbraio 2014 d.i.C. (dopo invenzione Cristo)
 

martedì 11 febbraio 2014

INDIGNAZIONE DI NAPOLITANO CONTRO LE INGERENZE DELL’ONU SULLA CHIESA: NON ESCLUSO UN INTERVENTO MILITARE CONTRO IL PALAZZO DI VETRO -di Luigi Tosti


ROMA - La commissione Onu per i diritti dei minori ha mosso un pesante atto d’accusa nei confronti del Vaticano a proposito dei preti pedofili. In un durissimo rapporto di sedici pagine , l’organismo delle Nazioni Unite ha denunciato le politiche della Santa Sede che hanno permesso ai religiosi di abusare sessualmente di decine di migliaia di bambini e ragazzi. In particolare secondo l'ONU il Vaticano ha imposto, in perfetto stile mafioso, “un omertoso codice del silenzio” a carico di tutti i membri del clero che erano venuti a conoscenza degli abusi sessuali su minori affidati alle loro “cure pastorali”, minacciandoli di scomunica e, quindi, di riduzione allo stato laicale, se avessero osato denunciare alle autorità penali i casi di violenza che erano stati commessi nei singoli Stati in cui la Chiesa operava ed opera. L’ONU evidenzia quella che già era emerso in sede planetaria (salvo che in Italia, dove la stampa è esercitata da una massa di codardi affiliati o succubi della Chiesa Cattolica), e cioè che la criminale copertura omertosa dei criminali preti “pedofili” (per i quali è stato coniugato nel WEB il più sintetico e descrittivo nomignolo di “inculabambini”) è sempre stata motivata dallo “scopo” -tutt’altro che commendevole”- di “tutelare l’immagine e l’Onore” della Chiesa, altamente strafottendosene dei bambini “inculati” e dei traumi e dei danni morali, materiali e psicologici da essi subiti. Di più: l’ONU ha censurato il Vaticano, non solo per non aver rimosso né denunciato alle autorità penali i preti inculabambini, ma anche per averli “trasferiti” in altre sedi sempre a contatto con altri ignari bambini, consentendo dunque che essi proseguissero impunemente nella pratica di sodomizzazione dei loro teneri culetti.

L'ONU ha chiesto “l’immediata rimozione” dei responsabili di quegli atti criminali, che dovrebbero essere immediatamente “consegnati” alle autorità civili anziché protetti omertosamente, nonché l’apertura degli archivi segreti sui pedofili e sugli uomini di chiesa che hanno coperto i loro crimini. Affinché non ci fossero dubbi, il presidente del Comitato Onu per i diritti dei bimbi Kristen Sandberg ha precisato che il Vaticano ha violato la convenzione per i diritti dei minori. Nel rapporto, il comitato ONU per i diritti  umani dei fanciulli ha criticato aspramente il Vaticano anche per il suo atteggiamento verso l’omosessualità, la contraccezione e l’aborto.

Queste accuse dell’ONU hanno suscitato la dura replica del Vaticano, il quale ha sottolineato, per il tramite dell’Ufficio Stampa di Padre Federico Lombardi, che esse rappresentano un indebito «tentativo di interferire nell’insegnamento della Chiesa cattolica sulla dignità della persona umana e nell’esercizio della libertà religiosa».

Le accuse dell’ONU hanno anche suscitato l’indignazione trasversale di tutte le Cariche Istituzionali e Politiche della Repubblica Pontifica Italiana (da Re Giorgio Napolitano a Laura Boldrini, Pietro Grasso, Gianni ed Enrico Letta, Matteo Renzi, Beppe Grillo, Giovanardi, Bossi, Piercasinando Casini, Pietro Nenni, Palmiro Togliatti, Emma Bonino etc.), i quali hanno espresso all’unisono la loro incondizionata “solidarietà” al Papa, al Vaticano e alla CEI, censurando con fermezza l’indebita e intollerabile “ingerenza” dell’ONU nell’Alto Magistero della Chiesa Cattolica Apostolica Romana. In una nota congiunta del Quirinale e delle Camere si evidenzia che l’ONU non può interferire nelle norme dei codici canoni che disciplinano, con certosina puntualità, le modalità e i riti che i preti debbono seguire durante le sacre pratiche di inculamento dei bambini affidati al loro catechismo. Ancor più intollerabile è il fatto che l’ONU censuri le direttive emanate da Papa Ratzinger e dalla Chiesa per insabbiare, con cura omertosa, i crimini di pedofilia, sottraendo i colpevoli tonacati alla giustizia penale, trattandosi di direttive insindacabili che sono state emanate dalla Chiesa nell’esercizio del Suo Alto Magistero Divino. Del tutto grottesca, infine, è la critica che è stata mossa alla Chiesa per il suo atteggiamento nei confronti degli omosessuali e per l'aborto, dal momento che i gay -come giustamente insegna l'Alto Magistero della Chiesa, sono dei malati, dei depravati e dei pervertiti e le donne che abortiscono, da parte loro, sono tutte della gran puttane, ivi incluse le minorenni violentate e rimaste in cinta.
Anche il divieto dell'uso dei contraccettivi rientra nell'illuminato Magistero della Chiesa, essendo giustificato dall'esigenza di infettare e far morire di AIDS chi scopa per assurde finalità non riproduttive.
Il Ministro degli Esteri Alfano si è detto indignato ed ha presentato una vibrata nota di protesta alle Nazioni Unite. Il Ministro della Difesa Mauro, da parte sua, ha minacciato un intervento armato dell’Esercito e della Marina della Repubblica Pontificia Italiana contro l’ONU se, nel giro di tre mesi, codesta Organizzazione internazionale non provvederà a riabilitare, pubblicamente e incondizionatamente, il Vaticano, il Papa, la CCAR, la CEI e lo IOR.
Addì 11 di febbraio dell'anno 2014 d.i.C.
Postato da Luigi Tosti. Fonte informativa accreditata: FANTACRONACAVERA.

giovedì 26 dicembre 2013

ODE AI NON RIMBAMBINELLITI (di Fiorenzo Nacciariti)


Pubblico con piacere questa breve Ode ai Dotati, ai Fortunati e ai Capaci che Evitarono il Rimbambinellimento, scritta dall'amico Fiorenzo Nacciariti in occasione del cosiddetto "Natale".

Oh voi dotati da Madre Natura!

Oh voi che sapeste apprendere dalla cattiva esperienza!

Oh voi fortunati!

Oh voi privilegiati!

Oh voi protetti dalla buona sorte!

Oh voi capaci per appresa arte!

Oh voi tenaci auto costruttori della vostra personalità!

Oh voi beati immuni dall’imbecillità!

A tutti voi che per dote o per fortuna o per volontà riusciste ad evitare le sirene della crescita mentale contorta dalle favole avvelenate.

A tutti voi che oltre allo sbugiardamento della semplice fola di Babbo Natale riusciste anche a superare la prova della più perfidamente congegnata ennesima religione imposta per il controllo mentale delle deboli masse.

A tutti voi i miei vivissimi complimenti!

Mentre un miliardo o più di persone, anagraficamente considerate adulte, si balocca con il bambinello con lo stesso candore con cui i piccolissimi si baloccano con i regali portati da Babbo Natale, voi fieramente dimostrate di non essere vittime del rimbambinellimento!

Che sia dote, che sia fortuna, che sia bravura, che sia un miscuglio delle tre, alla fine, ciò che conta è il risultato.

Anche per quest’anno non vi siete rimbambinelliti!

Brindate dunque con me alla vittoria!

Lode a voi!

Non è fumosa gloria!

Lo sarebbe se il prete, ogni giorno, con l’incenso non cercasse di annebbiarvi la memoria.

Lo sarebbe se la sua criminale organizzazione non fosse aiutata con ogni mezzo da chi dell’uso del suo criminale abuso fa strumento per annebbiare il cervello allo sterminato armento.

Passi chi, per ignoranza dei primordi, del solstizio faceva materia di soprannaturale, ma chi per perfido calcolo vi sovrappose il natale di una chimera, nata dalla copulazione di una semprevergine con un ente astratto, era ben conscio dell’ignobile misfatto che compiva e ancora oggi dietro le quinte, se non è egli stesso rimbambinellito, ride divertito additando il gregge ridotto ad adorare la menzogna.

Vergogna è inutile gridare. Chi si vergognava se ne è già andato. Gli altri son rimasti. Il lavoro è divertente e la paga eccellente. Superato l’esame finale di faccia da culo professionale, la carriera sempre sale e si può arrivare persino al soglio papale.

Che li potessero acciaccare!

Viva  i pochi arditi non ancora rinbambinelliti!

domenica 24 novembre 2013

SPUTARE UN’OSTIA NON E’ REATO: COSI’ SENTENZIA IL TRIBUNALE DI SENEGHE (di Luigi Tosti)




Il fatto è accaduto a Capoterra, provincia di Cagliari, durante la messa di commemorazione dei caduti. Una tredicenne, dopo aver ricevuto l’ostia consacrata durante la comunione, l’ha sputata in terra e calpestata. I fedeli cattolici si sono infuriati ed hanno chiesto l’intervento dei Carabinieri. Le spoglie dell’ostia sono state pietosamente ricomposte in una teca ed affidate alle cure del Vescovo di Siniscola. E’ sollecitamente intervenuto un drappello di Carabinieri che hanno arrestato la tredicenne per il delitto di “vilipendio della religione cattolica”, traducendola poi nel carcere minorile di Simaxis.
La notizia del gesto sacrilego si è rapidamente diffusa nel centro abitato di Capoterra e nell’intera Isola, suscitando l’ira incontenuta dei cattolici che hanno circondato la caserma dove era detenuta la tredicenne, tentando anche di linciarla. Il Nunzio Apostolico di SantuLussurgiu ha stigmatizzato l’episodio in una nota ufficiale indirizzata a sua Altezza Giorgio I° Borbone, Re di Vaticalia, e al Guardiasigilli Annamaria Cancellieri che, da parte sua, ha assicurato per telefono una sollecita “sensibilizzazione” del Procuratore Capo Anti Mafia di Tresnuraghes. La tredicenne è stata tratta a giudizio direttissimo ma, con sconcerto degli isolani, il GUP del Tribunale di Seneghe l’ha assolta, ordinandone l’immediata scarcerazione.
Come si legge nella motivazione della sentenza n. 000000 del 2018, depositata oggi 23 novembre 2013, il Giudice del Tribunale del Montiferru ha ritenuto in primo luogo sussistente la causa di giustificazione che la tredicenne aveva addotto a sua discolpa con questa accorata confessione: “Ho sputato sì l’ostia, ma per amore verso Gesù: se l’avessi inghiottita come gli altri, infatti, l’avrei trasformato in merda”. Il perito del Tribunale dr. Pio Deidda ha confermato la validità scientifica dell’assunto difensivo della tredicenne asserendo -sotto giuramento- che gli alimenti introdotti per via orale si trasformano, in seguito al processo digestivo e salvo occlusioni intestinali, in merda che finisce poi, ineluttabilmente, nelle fogne. Questa conferma scientifica è stata ritenuta dal GUP dott. Efisio Mulas dirimente ai fini dell’assoluzione della tredicenne. Peraltro, dall’esame biologico eseguito dal dr. Pio Deidda sul corpo del reato -cioè sull’ostia consacrata dal parroco Don Porcu- non è risultata alcuna traccia del DNA di Gesù ma, sorprendentemente, tessuti cellulari inequivocabilmente appartenenti alla Dea Pallade Atena e al Dio Poseidone: tracce del Dio Bacco sono state rinvenute nel vino consacrato dal parroco. Queste risultanze processuali hanno indotto il GUP ad assolvere la tredicenne anche perché non punibile per insussistenza del reato. Infatti, la legislazione della Repubblica Pontifica Italiana non sanziona le offese alle religioni diverse da quella cattolica perché -come giustamente sentenziato dalla Corte Costituzionale negli arresti n. 132/1989 e 435/2004- l’Italia è uno Stato laico e, dunque, le divinità diverse da quelle cattoliche  contano meno delle “merde”.
I referti biologici sull’ostia hanno tuttavia creato sconcerto e subbuglio in Vaticano. Dopo aver infatti appreso che le ostie consacrate dai preti cattolici si trasformano, in realtà, in vera carne e in vero sangue di Dei pagani, falsi e bugiardi, il Vescovo di Siniscola ha gettato l’ostia consacrata da Don Porcu nella discarica di Tadasuni. Papa Francesco ha indetto un immediato Concilio che si terrà il prossimo 1° dicembre a Roma -sotto la supervisione dello scienziato laico Antonino Zichichi- per apportare modifiche agli impasti delle ostie e alle formule alchemico - magiche da pronunciare durante i riti sciamanici della santa messa.
Postato da Luigi Tosti. Fonte: FANTACRONACAVERA
POSTILLA al POST: Questo post è dedicato, in primo luogo, all’imbecillità umana; in secondo luogo agli sciamani truffatori che abusano degli imbecilli per vivere parassitariamente alle loro spalle; in terzo luogo ai politici governanti e alle istituzioni che, colludendo mafiosamente con gli sciamani truffatori e parassiti, regnano da millenni sugli imbecilli, rubando e rapinando impunemente.

martedì 29 ottobre 2013

Papa Bergoglio all’Angelus: l’omosessualità è un peccato mortale che va lavato col suicidio (di Luigi Tosti).

 
La notizia dello studente romano di 21 anni che si è suicidato gettandosi dall’11 esimo piano dell’ex pastificio Pantanella, sulla Casilina, perché vittima dell’omofobia, ha indotto Papa Bergoglio ad affrontare il tema dell’omosessualità al prossimo Angelus di domenica 6 novembre. In una nota del Vaticano si anticipa il discorso del Papa: “L’omosessualità è un peccato mortale che Dio non ammette e che, giustamente, lo studente romano ha ritenuto opportuno lavare col suicidio, posto che alla Chiesa viene purtroppo impedito da tempo di far ardere gli omosessuali sui roghi della Santa Inquisizione”. La direttrice di RAI News 24 Monica Maggioni, appresa la notizia, ha annunciato, con commozione, che assicurerà la ripresa diretta dell’Angelus di Papa Francesco.
Il Sindaco Ignazio Marino, dopo aver appreso le intenzioni del Papa, ha ritirato le sue incaute critiche all’omofobia, ammettendo che non si è trattato di una tragedia frutto dell’arretratezza culturale del Nostro Paese, ma di una carenza dei sani valori cattolici da parte dei giovani colpiti dal virus e dal peccato lussurioso dell’omosessualità. Plauso al preannunciato Angelus di Papa Bergoglio è stato espresso da tutti i politici di sinistra, di destra, di centro, di centro destra, di centro sinistra e di destra-sinistra. Beppe Grillo, in particolare, ha affermato che l’omosessualità va estirpata assieme alla piaga degli emigranti, perché gli omosessuali e gli emigranti sono pochi e ai fini del consenso elettorale contano meno della radice quadrata di mezzo prefisso telefonico.
La Procura di Roma, che aveva incautamente aperto un fascicolo penale per indagare sul suicidio del giovane studente, ha archiviato il caso dopo aver appreso il contenuto del prossimo Angelus di Papa Francesco.
Buttiglione, Di Pietro, Letta, Casini, Pietro Grasso e Rosy Bindi hanno indetto per domani, 30 ottobre 2013, una fiaccolata contro gli omosessuali che appestano la città di Roma, per contrastare l’insana manifestazione che è stata indetta dal mondo gay in via di San Giovanni in Laterano per chiedere al Parlamento una legge contro l’omofobia.
Postato da Luigi Tosti - Fonte: Fantacronacavera.




POSTILLA: aggiungo questa postilla per i lettori e commentatori cattolici che fingono di non capire quello che ho scritto ma che, in realtà, non gradiscono il sarcasmo col quale denuncio la discriminazione e la persecuzione millenaria che è stata posta in essere contro gli omosessuali dal Cristianesimo e dalla Chiesa Cattolica (ma anche dall’Islam) e che seguita tuttora ad essere alimentata dalle religioni.

1) PRIMO CHIARIMENTO: né Papa Francesco né TUTTI gli altri personaggi da me evocati (Buttiglione, Di Pietro, Letta, Casini, Pietro Grasso, Rosy Bindi, Beppe Grillo, Ignazio Marino e Monica Belloni) hanno mai detto o fatto quello che ho riportato: si tratta di ovvie ed evidentissime bufale -intuibili anche dai minus habentes e dal "nome" della "fonte" della notizia (FANTACRONACAVERA)- bufale che hanno lo scopo evidente di denunciare, con sarcasmo, la reale ed immensa ipocrisia di TUTTI coloro che hanno sulla coscienza le discriminazioni, l’odio e il disprezzo aizzati contro gli omosessuali per millenni e che, tuttora, persistono caparbiamente nei loro comportamenti discriminatori e di disprezzo, impedendo l’approvazione della legge contro l’omofobia e non facendo nulla di concreto per porvi rimedio.

2) SECONDO CHIARIMENTO: l’omofobia è una realtà che in Italia nessuno ha il coraggio di combattere, perché è una REALTA' impregnata dei pregiudizi cattolici tuttora imperanti nella Colonia Pontificia e condizionanti l'azione politica.

3) TERZO CHIARIMENTO: il fatto che gli omosessuali siano stati giustiziati sui roghi e perseguitati dalla Chiesa Cattolica, di cui Papa Francesco è a capo, è una realtà storica di cui La Chiesa, i cattolici e Papa Francesco dovrebbero quanto meno vergognarsi e chiedere perdono: questo mio articolo “offre” all’attuale Pontefice, oggetto di papololatria, di chiedere perdono, al prossimo Angelus, per i crimini perpetrati ai danni degli omosessuali e per affermare, solennemente, che gli omosessuali sono persone esattamente eguali ed aventi dli stessi diritti e la stessa dignità degli eterosessuali e che qualsiasi differenza di sesso e/o di tendenza sessuale non può essere utilizzata per criminalizzare, discriminare o colpevolizzare questi esseri umani, peraltro in nome di un UFO chiamato dio. Al papa offro anche l’opportunità di spronare il Parlamento italiano ad approvare la legge contro l’omofobia, dando così dimostrazione concreta di volerla realmente combattere.

4) QUARTO CHIARIMENTO: la circostanza che Papa Francesco abbia affermato “Chi sono io per giudicare i gay?” è sconcertante e lascia il tempo che trova. E’ sconcertante perché i gay non debbono in realtà “essere giudicati” da nessuno, né dal Papa né da nessun altro homo sapiens, ma hanno il sacrosanto diritto di essere lasciati in pace e di essere considerati come tutti gli altri umani eterosessuali. L'affermazione lascia anche il tempo che trova perché, oltre a predicare bene, il Papa dovrebbe anche razzolare bene: e la Chiesa mi sembra proprio che  seguiti a razzolare male, visto e considerato che NON ha affatto mutato il suo giudizio di condanna morale e religiosa dell’omosessualità e non sta sicuramente spronando il Parlamento della Colonia Pontificia ad approvare la legge contro l’omofobia ma, anzi, la osteggia e la intralcia con le sue avanguardie politiche. Dunque, cari cattolici, se vi volete realmente “indignare”, non indignatevi contro me che considero gli omosessauli delle persone normali e non afflitte da alcuna malattia o da “peccati”, ma indignativi contro di voi, contro la vostra ottusa morale, contro la vostra Chiesa e contro il vostro attuale Pontefice che la comanda. Ed indignatevi per tutto ciò di immorale ed oltraggioso che seguitate a predicare contro gli omosessuali. In ogni caso, ripeto, Papa Beroglio ha la grande opportunità di smentirmi e di proclamare, solennemente, all’Angelus o dove vuole lui, che l’omosessualità non può essere condannata, né moralmente né in nome di un’astrusa teologia di un astruso UFO. Dubito, però, che lo farà, e questo darà ulteriore credito alle mie critiche sarcastiche, che voi cattolici sembra proprio non gradiate.

Spero di essere stato sufficientemente chiaro e che questo giovi nell’interpretazione dei miei futuri scritti ispirati dalla "fonte" FANTACRONACAVERA, cioè da una fonte FALSA e immaginaria che esprime, con sarcasmo, le VERITA’ occultate.

Un saluto affettuoso al lettore Attilio Foliero che, non appartenendo alla schiera dei catto-troll, sembra che abbia capito appieno il mio modesto articolo.

Luigi Tosti

mercoledì 16 ottobre 2013

Indagine Ocse: gli italiani sono i più istruiti del mondo.



Uno studio dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) ha svelato che gli italiani sono in cima alla classifica mondiale per livello di istruzione. L’indagine ha analizzato le competenze di 166mila persone tra i 16 e i 65 anni in 24 Paesi del mondo cosiddetto sviluppato, constatando che, se è pur vero che gli italiani sono in fondo alla graduatoria mondiale per ciò che concerne le competenze alfabetiche, matematiche e scientifiche e le cognizioni di fisica, di astrofisica, di biologia, di chimica, di meccanica, di matematica, di geometria, di informatica, di robotica, di medicina, di musica e, in genere, per le capacità di leggere e scrivere, di risolvere problemi e di utilizzare la tecnologia, eccellono invece nel campo della scienza teologica e religiosa: il che vale a compensare e ad annichilire ampiamente tutte le immani deficienze acquisite nel campo delle altre scienze minori.
Grande soddisfazione è stata espressa dal Capo della Repubblica Pontificia Italiana, Papa Bergoglio, e dal suo vice-capo Re Giorgio I° Borbone, i quali hanno all’unisono elogiato la lungimiranza dei politici che hanno amministrato l’Istruzione pubblica del nostro Paese, garantendo il corposo insegnamento delle uniche materie scientifiche che garantiscono alla gioventù ed alla popolazione un futuro roseo nel campo dell’occupazione e del lavoro: la religione cattolica e la teologia.

“E’ soltanto grazie alla raffinata ed illuminata teologia di Ratzinger e di Berboglio e all’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche che l’Italia ha potuto acquisire un progresso scientifico senza eguali, che la pone all’avanguardia negli studi scientifici su Dio e su tutte le sue variegate componenti e discipline”, hanno affermato in coro Re Giorgio I°, il Premier Enrico-Gianni Letta, Matteo Renzi, Beppe Grillo, Silvio Berlusconi, Paola Binetti, Mario Monti, Angelino Alfano, Maurizio Lupi, Rocco Buttiglione, Clemente Mastella e gli altri 3.896.678.978 politici di tutti gli schieramenti che reggono le sorti del nostro bel Paese. “Solo gli italiani hanno acquisito conoscenze scientifiche all’avanguardia su Dio, sul mistero della Trinità, sul mistero della verginità della Madonna, sui miracoli dei santi e delle reliquie, sul fenomeno elettrochimico della transustanziazione, sulle caratteristiche fisiobiochimiche degli Angeli e sui DNA che contraddistinguono quelli Troni da quelli Cherubini, Serafini ed Arcangeli, sulla reale natura prepuziale degli anelli di Saturno, sulla composizione biofisiochimica del sangue di San Gennaro e del latte della Madonna e sullo straordinario processo bioastrofisioelettrochimiconucleare della resurrezione di Cristo. Le carenze nei campi delle altre scienze non ci preoccupano affatto, perché si tratta di scienze minori che non servono a nulla: sarà anzi cura di questo Governo e dei Governi che verranno garantire che l’insegnamento della religione cattolica soppianti definitivamente lo studio di materie inutili e desuete come la matematica, la fisica, la biologia, la medicina, l’astrofisica, la geometria, la geografia, l’informatica, l’elettronica, la medicina etc.: quando si conoscono a fondo le caratteristiche biopsicoastrofisioelettrochimiconucleari di   Dio, della Madonna, degli Angeli, dei Santi e dei miracoli di cui sono quotidianamente capaci, il tempo per studiare le materie scientifiche è tutto tempo sprecato”.
Postato da Luigi Tosti il 16 ottombre 2013 d.i.C.

sabato 12 ottobre 2013

VERGOGNA, BERGOGLIO! VERGOGNATI DELLA TUA CHIESA !!!!! (di Luigi Tosti)



Don Cesare Lodeserto è stato assolto con sentenza 41579/2013 dalla Cassazione penale dal reato di peculato, dopo avere sottratto 7.065.259.674 di lire erogate dallo Stato italiano (dalla Prefettura di Lecce) per il sostentamento degli immigrati. Questi, in sintesi i fatti. Il nostro "Don", dopo aver ricevuto erogazioni dallo Stato italiota per la bellezza di 11.692.099.411 lire, si è intascato il 60,43 % di tale somma (cioè 7.065.259.674) ed è stato oggi assolto con formula piena dalla Cassazione. I giudici hanno ritenuto che, in base alla "convenzione" stipulata dallo Stato italiota con la  "Onlus"  Arcidiocesi di Lecce", la Prefettura doveva corrispondere una retta giornaliera di 30.000 lire per ogni immigrato, ospite dell'Istituto. Il 60,43 % di tale retta, però, se l'è intascata il nostro "Don", sicché all'emigrato è stata destinato un servizio  pari a lire 11.871, contro le 30.000 corrispostegli dai contribuenti italiani. Il "pizzo -o se si preferisce, la "cresta" di 18.129 giornaliere per ogni singolo emigrato, se l'è intascato il nostro "Don". Ora la VI Sezione della Cassazione, ribaltando la condanna del "Don" a 4 anni di reclusione, lo ha assolto con la formula piena "il fatto non sussiste" perché ha ritenuto che la Onlus Arcidiocesi di Lecce non doveva "rendere" allo Stato italiano il "conto" dell'uso del danaro che gli veniva elargito per sostentare gli immigrati, dal momento che il contratto stipulato con la Prefettura doveva essere considerato come un contratto di "appalto di servizi" ex art. 1655 codice civile, sicché le somme erogate dai contribuenti italiani erano entrate nella disponibilità della Onlus Arcidiocesi di Lecce "senza obbligo di rendicontazione". Non ha dunque alcun rilievo la circostanza che i "servizi" appaltati non siano stati in realtà erogati agli immigrati nella loro interezza, posto che il nostro "Don" si è "inculato" il 60,43 % dei proventi pubblici. In buona sostanza, secondo la Cassazione il nostro "Don" è sì un delinquente, ma non si è appropriato dei soldi dei contribuenti italiani e, di riflesso, degli immigrati, bensì dei soldi...... della "Onlus Arcidiocesi di Lecce" che, dunque, è la "Vera" parte lesa del reato di "appropriazione indebita"!! Reato che è però perseguibile solo su querela della parte offesa. Che gli immigrati si siano visti sottrarre 7 miliardi e 100 milioni di lire -che lo Stato aveva destinato per il loro sostentamento- non ha, ovviamente, alcun rilievo per la giustizia. Né ha alcun rilievo che tali ingenti somme siano state distratte per usi privati che non hanno nulla a che vedere con le finalità di assistenza per le quali sono state erogate, peraltro a spese dei contribuenti italioti: le parti lese, infatti, non sono né i contribuenti italiani né gli immigrati, ai quali il nostro "don" ha inculato ben 7 miliardi e 100 milioni, bensì la "povera" Arcidiocesi di Lecce.

La quale Arcidiocesi di Lecce -detto per inciso- è talmente "parte lesa" che l'arcivescovo Ruppi  ha fatto trasferire ol nostro "Don" nel 2007 in Moldavia come inviato in missione fidei donum , dove ha aperto una fondazione intitolata Regina Pacis, come quella leccese, visto il "successo" avuto dalla precedente Onlus nell'inculare danaro agli italioti e agli immigrati. Questa fondazione opera anche in Ucraina, in Romania e in Transnistria.Subito dopo l'apertura dell'ambasciata italiana a Chişinău, l'ambasciatore italiota  ha messo a disposizione del "Don" un ufficio presso il consolato italiano, dove gestisce consigli sul rilascio dei visti, evidentemente a coronamento degli alti meriti acquisiti in Italia.
Che dire, a commento della vicenda? Semplicemente che papa Bergoglio ha avuto perfettamente ragione a pronunciare la parola "Vergogna" all'indomani della strage degli immigrati a Lampedusa: egli, in effetti, si dovrebbe vergognare di come la sua Chiesa e i suoi preti inculano i soldi erogati dallo Stato italiano, sottraendoli agli immigrati.

Da Wikipedia riporto un estratto del curriculum del nostro "Don":

Il 25 maggio 2005 è stato condannato in primo grado a 8 mesi di reclusione per simulazione di reato. Nel 2001 aveva infatti inviato al proprio telefono cellulare - o qualcuno lo fece per lui - un sms contenente minacce di morte con l'intento di evitare la revoca della scorta personale alla quale era sottoposto. Dopo la conferma della condanna in appello, nel 2009 la Corte di Cassazione ha emesso sentenza di assoluzione la formula "il fatto non sussiste", sulla base del fatto che «non è stata presentata querela».[3]

Il 22 luglio 2005 Lodeserto è stato condannato a un anno e quattro mesi per violenza privata e lesioni aggravate nei confronti dei 17 immigrati di origine maghrebina che il 22 novembre 2002 avevano tentato la fuga dal CPT di San Foca a Lecce.[4] A pagina 27 della sentenza si legge: "È emerso chiaramente che, oltre ad aver tenuto condotte illecite direttamente rivolte ai magrebini, Lodeserto abbia assistito alle violenze perpetrate dai suoi sottoposti. Egli non le ha impedite, non le ha inibite e non le ha denunciate poiché non solo le approvava, ma le aveva autonomamente poste in essere, costituendo un esempio negativo per i suoi stessi collaboratori i quali erano, pertanto, implicitamente autorizzati a compiere atti lesivi".[5]

Nel 2005 è stato arrestato con l'accusa di sequestro di persona e di abuso dei mezzi di correzione.[6] Nell'ambito di questa inchiesta, il 26 settembre 2007 è stato condannato con rito abbreviato a 5 anni e 4 mesi e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici per sequestro di persona, estorsione e calunnia ai danni degli ospiti del CPT[7]. Il sacerdote, comunque, non ha scontato la pena, poiché a dicembre dello stesso anno l'arcivescovo di Lecce monsignor Ruppi lo ha inviato in missione fidei donum in Moldavia.[8] La condanna in appello è stata confermata il 4 luglio 2012.[9]

Nel luglio 2009 è stato condannato dalla Corte dei Conti a rimborsare allo Stato la somma di € 133.651 per «maggiori prestazioni a favore degli immigrati rispetto a quelle effettivamente rese».[10] È in attesa di appello.

Il 14 dicembre 2010 è stato condannato in primo grado con abbreviato a un anno e quattro mesi di reclusione per truffa aggravata ai danni dello Stato, per aver percepito 230.000 euro destinati all'aiuto di donne scampate alla prostituzione, senza aver mai svolto le attività per cui i fondi erano stati stanziati.
Luigi Tosti, 12.10.2013

venerdì 11 ottobre 2013

Berlusconi affidato ai servizi sociali: farà il precettore all’Istituto delle Orfanelle del Divino Amore.


 
Il Tribunale di Sorveglianza ha accolto la domanda di affidamento ai servizi sociali presentata oggi dai legali di Silvio Berlusconi, stabilendo che per i prossimi otto mesi l’ex Premier svolga le funzioni di precettore presso l’Istituto Paoliniano delle Orfanelle del Divino Amore di Roma, Via dei Preti pedofili 23.

Postata da Fantacronacavera (fonte: Agenzia pANSA).