domenica 3 gennaio 2010

RIFLESSIONI SUL PREANNUNCIATO RICORSO DEL GOVERNO DELLA REPUBBLICA VATICALIANA ALLA “GRANDE CAMERA” DELLA CORTE EUROPEA (di Luigi Tosti)


Com’è noto, il Governo della Colonia Pontificia ha preannunciato di voler ricorrere avverso la sentenza con la quale la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha accolto il ricorso della cittadina Lautsi Soile, decretando l’illegittimità della presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche e sconfessando, con spennellate di cioccolata (in senso giuridico), la sentenza del TAR del Veneto, presieduto nell’occasione dal cattolicissimo giurista dr. Umberto Zuballi, e la sentenza del Consiglio di Stato, presieduto nell’occasione dal dr. Giuseppe Romeo, ex residente del Centro Studi Torrescalla di Milano dell’Opus Dei, che avevano invece affermato l’esatto contrario.
Questa sorta di “impugnazione” è contemplata dall’art. 43 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti e delle libertà fondamentali dell’uomo, ratificata dall’Italia con legge n. 848 del 4 agosto 1955, che così dispone: “Entro un termine di tre mesi a decorrere dalla data della sentenza di una Camera, ogni parte della controversia può, in casi eccezionali, chiedere che il caso sia rinviato dinnanzi alla Grande Camera. Un collegio di cinque giudici della Grande Camera accoglie la domanda quando la questione oggetto del ricorso solleva gravi problemi di interpretazione o di applicazione della Convenzione o dei suoi protocolli o di carattere generale. Quando il Collegio ha accolto la domanda, la Grande Camera si pronuncia sul caso mediante una sentenza”.
L’art. 73 del Regolamento di Procedura dinanzi alla Corte Europea prevede che il Collegio dei cinque giudici sia costituito in ottemperanza all’art. 24, paragrafo 5, e cioè dal Presidente della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, dai Presidenti delle due Sezioni per rotazione e da due giudici, designati a rotazione tra i giudici eletti in seno alle restanti Sezioni. I giudici che hanno partecipato alla precedente decisione non possono far parte di questo Collegio.
Il Collegio “accoglie la domanda soltanto se valuta che il caso sollevi davvero tale questione. La decisione di rigetto dell’istanza NON ha bisogno di essere motivata”.
Alla stregua di tale normativa, mi riesce francamente difficile concepire, immaginare, ipotizzare, fantasticare, supporre, congetturare e vagheggiare quali potrebbero mai essere i “gravi problemi di interpretazione o di applicazione della Convenzione o dei suoi protocolli o di carattere generale” che dovrebbero indurre il Collegio dei 5 giudici a sottoporre “nuovamente” alla Grande Camera, cioè ad un Collegio formato da 17 giudici della Corte di Strasburgo, il caso dell’esposizione dei crocifissi, in regime di monopolio, nelle aule scolastiche di Vaticalia. In effetti, la sentenza Lautsi Soile è stata deliberata all’unanimità dai sette i giudici che componevano la Sezione, uno dei quali era addirittura italiano e, dunque, non ha trovato alcun argomento o pretesto valido per “tifare” per la Repubblica Pontificia, cui appartiene per cittadinanza. Ma è ancor più pregnante la considerazione che la sentenza Lautsi Soile c./Italia (pardòn, contro Vaticalia), risulta esser pienamente conforme ai principi ripetutamente affermati dalle varie Sezioni della Corte di Strasburgo e, dunque, ai principi oramai ampiamente “consolidati”, sicché è impensabile che vi possa essere un ripensamento, che crerebbe un terremoto giurisprudenziale a tal punto grave da legittimare, non solo la violazione del diritto dei genitori all’educazione religiosa dei figli, ma anche il diritto di libertà religiosa dei figli ed il loro diritto all’eguaglianza e alla non discriminazione. In ogni caso la Grande Camera sarebbe costretta ad affrontare anche quest’ultima questione -cioè quella della violazione del diritto all’eguaglianza e non discriminazione- dal momento che in sede di prima istanza la Sezione della CEDU l’ha ritenuta “assorbita” dall’accoglimento dei primi due profili di illegittimità.
E’ presumibile, ovviamente, che le gerarchie clerico-fasciste di destra, di sinistra, di centro/ destra, di centro/sinistra, di sotto e di sopra, tenteranno tutte le vie del Signore (e magari anche quelle della Mafia) per condizionare, dietro le quinte, la decisione del Collegio dei 5 giudici. Altrimenti, infatti, la decisione di rigetto -con l’onta di neppure una riga di motivazione- dovrebbe essere a dir poco scontata e dovremmo dunque assistere all’ennesima “trombata” e all’ennesima figuraccia della nostra sempre più ridicola ed anacronistica Repubblica Pontificia Italiana.
Luigi Tosti
(nella foto: l'aula giudiziaria dove la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, dietro intercessione del Pontefice, celebrerà a Strasburgo il reclamo proposto dal Governo della Repubblica vaticaliana)

venerdì 1 gennaio 2010

SLADE, L'OPINIONISTA: IL PROTOTIPO DI "ITALIANO" CHE CI CONDANNA ALL'IMMOBILISMO E ALL'INCIVILTA' (di Luigi Tosti)






La notizia che il 22 gennaio prossimo si celebrerà il processo a mio carico per essermi rifiutato di subire l'imposizione dei crocifissi mentre tenevo le udienze -cioè perché mi sono rifiutato di far carne di porco del principio supremo di laicità sancito dalla Costituzione, nonché dei diritti di libertà religiosa e di eguaglianza e non discriminazione dei cittadini- ha innescato un po' di dibattiti. Mi piace segnalare, perché molto significativo, il confronto di opinioni tra "SLADE", che mi insulta, e DURANTE, che mi difende.






Così parlò SLADE, L’Opinionista:


Se invece di pensare al crocifisso pensassero a fare il loro lavoro penso che l'Italia e tutti gli italiani sarebbero MOLTO più contenti.
Me ne frega sta cippa lippa (per non dire peggio) di cosa è attaccato in aula piuttosto mi interessa avere giudici che invece di perdere tempo in battaglie insulse e insignificanti facciano sentenze in tempi decenti.
In tutte le aule come a scuola c'erano crocifissi cordialmente ignorati da tutti cristiani e anzi in molti posti andavano sparendo da soli senza problemi. Poi a causa di sto tizio e gente simili adesso s'è infiammata la battaglia e l'odio sociale e anche dove erano spariti son ritornati di prepotenza, dove non si faceva caso alla religione adesso è scontro e gioco di forza.
Complimenti a sti buffoni che per il solo voler tutto e subito han ottenuto di aver peggiorato la situazione per tutti e aver creato un problema che si stava risolvendo pacificamente per tutti con il passare del tempo.
A questo punto spero che lo condannano perchè per uno che fa una cosa del genere si è creato un'odio che può arrivare a far vittime quando invece il silenzio avrebbe fatto sparire a poco a poco ogni crocefisso.

Così replica DURANTE:
Sono solidale con il giudice. Non Basta dire che pensi più alle cause che ci sono in tribunale. Se non si è liberali, nell'eccezione del termine non saremo mai una democrazia compiuta. Chi non comprende cosa c'è dietro alla volontà di persistere con il simbolo del crocifisso, non dico che non sia democratico, è solo incompiuto. L'unità D'Italia non è ancora avvenuta, rileggiamoci il comportamento del Vaticano quando osteggiava L'unità della nazione, il comportamento che ha avuto nei confronti di determinate persone facenti parte del clero stesso, il comportamento che ha avuto verso don Giovanni Carità, per il semplice fatto di aver contribuito a salvare Giuseppe Garibaldi, e di aver semplicemente applicato il vangelo, cosa che invece nel sottointeso delle autorità ecclesiastiche va divulgato, ma guardarsi bene da seguirlo. Oppure di aver fatto giustiziare dei religiosi per il semplice fatto di aver sostenuto spiritualmente il movimento garibaldino. E ciò che erano prima lo sono egualmente oggi. Un conto è la fede, un'altro conto è la religione secolarizzata. Anche togliendo i crocefissi dai luoghi pubblici non viene impedito alla chiesa di svolgere il suo compito, e se una o più persone hanno la necessità di recarsi in un luogo sacro come le chiese o monasteri nessuno gli impedisce di farlo. Libera chiesa in libero stato. Questo di togliere il crocefisso non è mancanza di rispetto per nessuno perchè nessuno può togliere la fede a chi ce la, non è il simbolo che fa il cristiano, ma il comportamento. Ma sapete dato che siamo nel discorso perchè sono stati fatti i patti lateransi? Bene credo che sia opportuno che ci si documenti, e poi si vedrà quanta valenza avrà lo spirito di fede della chiesa. La simonia sussiste ancora oggi, con modalità diverse ma c'è. Come ripeto dietro al contesto del crocifisso si e crocifisso no, esiste ben altro.

SLADE:
Durante questa risposta è esatta eppure tremendamente miope.
In Italia stava avvenendo in maniera graduale e del tutto naturale un distaccamento dal crocifisso. In molte aule anche di tribunale stava a poco a poco scomparendo come in tanti uffici pubblici.
Queste prese di posizione invece hanno reso tanti sforzi del tutto vani, anche dove stava scomparendo adesso è stato ripiazzato di forza.
Perchè?
Perchè a tutte le società non piace il cambiamento. Tutto ciò che cambia viene visto male a prescindere da quale sia il cambiamento. Voler togliere il crocifisso di iniziativa diventa non una cosa religione ma un oltraggio alla gente. Io conosco personalmente gente che impreca a dio ogni 3x2, mai stata a messa e del tutto estranea alla religione ma che ora sono fra i più infervorati pro-crocefisso per un discorso puramente del "te me lo vuoi togliere e io ce lo inchiodo".
Morale della favola? Se tutti tacevano entro qualche decennio il crocefisso era sparito da solo al 90% dei luoghi pubblici. Grazie a questi brillanti giudici forse fra qualche decennio torneremo al punto che eravamo qualche anno fa.





Il mio commento.

Se si dovessero seguire le "acute" "strategie" "sladeriane" (cioè attendere che i "problemi" si risolvano da soli, col tempo), oggi la scienza seguiterebbe a credere che è il Sole che gira attorno alla Terra, riterremmo che è estremamente giusto ardere sui roghi le streghe, gli eretici e gli omosessuali, che è estremamente giusto schiavizzare gli sporchi negri, che è estremamente giusto rinchiudere nei lager gli ebrei e i rom, infilarli nelle camere a gas e nei forni crematori, che è estremamente giusto vietare agli sporchi negri di salire sugli autobus ed avere gli stessi diritti della superiore razza bianca, che è giusto ritenere che la Terra è stata creata 6.000 anni fa e che i fossili sono "scherzi" della natura. Questi "problemini", infatti, secondo l'acuta "strategia sladeriana", non andavano risolti col coraggio di Galileo Galilei -che si è ribellato alla stronzata biblica che è il sole che gira attorno alla Terra, o col coraggio di una donna nera, che si è rifiutata di lasciare il posto a sedere ad un uomo bianco- bensì "aspettando" che tutto si aggiustasse da solo: cioè che la Chiesa si stufasse di bruciare sui roghi gli eretici e le streghe, che i nazisti si stufassero di sterminare ebrei e rom, e che gli uomini bianchi si stufassero di discriminare i negri.SLADE è veramente un genio: bisogna dargliene pubblico riconoscimento.
In fondo il crocifisso è ABUSIVAMENTE e ARROGANTEMENTE affisso sulle pareti degli uffici pubblici da "appena" 61 anni, cioè dal 1948: non poteva dunque, quel buffone di Tosti, attendere altri 160 anni e seguitare, nel frattempo, a tenere le udienze sotto questo simbolo criminale e macabro? Forse tra 160 anni il Dio dei cristiani sarà soppiantato da un nuovo Dio -il Dio Morot, morto con un palo conficcato nell'ano per "salvare" dal peccato originale gli scimpanzè della Terra, di Giove e di Saturno, nonché le aragoste di Urano- e allora il problema del crocifisso appeso alle pareti si sarebbe risolto senza "traumi" ai danni di quei "poverini" che, oggi, si sentono "giustamente" "oltraggiati" dal fatto che, dopo "appena" 61 anni di ILLEGALITA', vi sia un buffone che pretende che LA COSTITUZIONE venga rispettata. Tra 160 anni, infatti, sulle pareti degli uffici italioti forse non vi sarà più il Dio biblico incarnato e inchiodato su una croce, bensì un Dio incarnito con un palo conficcato nel c.......!
Auguri Slade. Sono gli italiani come te che fanno ben sperare nel progresso della Colonia Pontificia e della civiltà.




giovedì 31 dicembre 2009

A CHE LIVELLI ARRIVA L'ARROGANZA CLERICO FASCISTA: NEGATA DAL SINDACO DI PESCARA L'AFFISSIONE DI MANIFESTI DELL'UAAR



Quello che vedete qui sopra è il manifesto che il circolo UAAR di Pescara ha chiesto di affiggere negli spazi pubblici, pagando le relative tasse. Con questo manifesto l'UAAR nient'altro ha fatto se non esercitare dei diritti inviolabili garantiti dala Costituzione italiana e dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo. L'UAAR, infatti, oltre ad essere la promotrice della battaglia legale per la rimozione dei crocifissi dalle scuole -che ha visto soccombere sonoramente e con notevole figuraccia l'Italia, pardòn la Colonia Pontificia, dinanzi alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo- è anche un'associazione umanistica che propugna, in contrapposizione ai credenti, l'ateismo o l'agnosticismo, promuovendo la difesa del principio supremo di laicità. Affermare dunque, in un manifesto, "che il crocifisso non dovrebbe essere esposto nelle scuole, perché "le scuole non sono chiese e le cattedre non sono altari" e che, per converso, "i diritti umani vanno rispettati sempre, al di là delle fedi religiose o politiche", è quanto di più legittimo ed anodino possa concepirsi. Ebbene, il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia -di centrodestra e, dunque, del cosidetto Polo delle Libertà (negate)- ha vietato l'affissione di questo crocifisso, facendo carne di porco dei diritti cosituzionali ed inviolabili dell'Associazione UAAR. Il Sindaco del Polo delle Libertà Negate ha dichiarato che “in qualità di legale rappresentante dell’amministrazione comunale” ha ritenuto “inopportuna” la concessione dell’autorizzazione, in quanto i manifesti “non intendono diffondere una propria convinzione di carattere religioso, ma piuttosto a mettere in discussione la credibilità di un simbolo, il crocifisso, storicamente condiviso dall’intera cristianità”. Il sindaco ha aggiunto che, a suo dire, “il dettato costituzionale” fa riferimento “proprio al ‘comune sentire’, ossia ai principi ampiamente condivisi dai cittadini e profondamente radicati nella collettività”. Ha inoltre ricordato che “il Regolamento comunale per le pubbliche affissioni, all’articolo 35 bis, comma 1, stabilisce che è facoltà dell’Ufficio competente rifiutare l’affissione di materiale pubblicitario il cui contenuto possa integrare ipotesi di reato. A tale proposito si pone l’attenzione sulla possibilità, ovviamente da approfondire nelle opportune sedi, che i contenuti dei manifesti in questione siano tali da configurare un delitto contro le confessioni religiose, di cui al titolo IV del Codice penale”.
Mi chiedo -e chiedo- se possano esistere manifestazioni di arroganza clerico-fascista superiori a quella messa in atto dal Sindaco di Pescara, il quale ritiene giusto che preti, papi, baciapile, vescovi, cardinali, cittadini e sinanco gli idioti possano esprimere l'opinione che il crocifisso deve rimanere nelle scuole perché i giudici della Corte Europea sono degli ubriaconi e delle loro sentenze l'Italica Colonia Pontificia può anche far uso igienico, mentre gli atei e gli agnostici debbano tacere, pena l'immediata denuncia all'autorità giudiziaria per .....vilipendio (degli idioti)!!!
E il bello è che non si vergognano.

venerdì 25 dicembre 2009

IL GIUDICE "ANTICROCIFISSO" LUIGI TOSTI SARA' PROCESSATO IL 22 GENNAIO 2010 DAL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA



Avviso tutti gli amici che mi hanno sostenuto nella battaglia per la rimozione dei crocifissi dalle aule dei tribunali italiani che il prossimo 22 gennaio 2010 sarà celebrato, dinanzi al Consiglio Superiore della Magistratura, Piazza Indipendenza n. 4, ROMA, il procedimento disciplinare che è stato aperto, circa 5 anni fa, a mio carico per essermi io rifiutato di tenere le udienze sotto l'incombenza dei crocifissi. Un procedimento, questo, per il quale ha subito due condane penali ad un anno di reclusione (poi annullate dalla Cassazione) e sto subendo, da 4 anni, la sospensione dallo stipendio e dalle funzioni. Mi difenderò da solo e l'udienza sarà pubblica (anche se l'aula non è particolarmente capiente). La presenza di televisioni sarebbe oltremodo gradita, non avendo io alcunché da nascondere o di cui vergognarmi: credo, però, che l'Avv. Nicola Mancino negherà le autorizzazioni per impedire che venga ripreso questo processo, degno della migliore Santa Inquisizione della Chiesa cattolica. In ogni caso, rappresento che presterò il consenso preventivo a quanti vogliano chiedere di riprendere il processo e divulgarlo. In caso di condanna e di conseguente rimozione dalla magistratura, adirò la Corte Europea dei diritti dell'Uomo: in caso di assoluzione e di reintegrazione in servizio, seguiterò a rifiutarmi di tenere le udienze sino a che il Ministro di Giustizia (oggi Angelino Alfano) non avrà rimosso l'ultimo crocifisso dall'ultima aula di giustizia della Colonia Pontifica, cioè dell'Italia. Presagisco (ed anzi spero) che i membri del CSM, per non offendere i desiderata di Papa Benedetto XVI ed anche per non correre il rischio di essere linciati e di essere bollati come "ubriaconi" (com'è avvenuto per i giudici della CEDU), opteranno per la prima soluzione.
E' gradita la massima diffusione di questa notizia.
Buon Sol Invictus a tutti.
Luigi Tosti

ABBANDONATO IN UNA STALLA DEL BRESCIANO UN NEONATO EXTRACOMUNITARIO: LA PROCURA INDAGA. BOSSI E MARONI HANNO ESPRESSO SDEGNO E INDIGNAZIONE.

Nella prima mattinata di oggi, 25 dicembre 2009, è stato trovato un neonato in stato di evidente abbandono in una stalla del bresciano. La polizia e i servizi sociali stanno indagano alacramente. Da indiscrezioni si è appreso che sono stati arrestati un falegname e una fanciulla, di 14 anni, che è stata tradotta al carcere minorile di Brescia. L’allarme è scattato nelle prime ore del mattino grazie alla segnalazione di un possidente terriero che, temendo di incappare nelle sanzioni irrogate dalla recente legge Maroni, ha segnalato alla Prefettura la presenza di una famiglia di extracomunitari, accampata in una stalla di sua proprietà. Al loro arrivo gli agenti di polizia, accompagnati da assistenti sociali, si sono trovati di fronte ad una scena di degrado agghiacciante: un neonato, avvolto in uno scialle, era stato abbandonato su di una mangiatoia del bestiame dalla madre, un’extracomunitaria di appena 14 anni, presumibilmente di cittadinanza palestinese.
Al tentativo della polizia e degli operatori sociali di far salire la madre e il bambino sui mezzi delle forze dell’ordine, l’uomo, successivamente identificato per Joseph H., ha opposto resistenza, spalleggiato da alcuni pastori e da tre altri extracomunitari, presenti sul posto. Sia il Joseph che i tre stranieri, risultati sprovvisti di documenti di identificazione e permesso di soggiorno, sono stati tratti in arresto.
L’Ufficio Stranieri della Questura e la Guardia di Finanza stanno indagando per scoprire il paese di provenienza dei tre clandestini. Secondo fonti di polizia i tre potrebbero essere spacciatori internazionali, dato che sono stati trovati in possesso di un ingente quantitativo di oro e di sostanze presumibilmente illecite. Nel corso del primo interrogatorio gli arrestati hanno riferito di agire in nome di “Dio”: il che ha indotto gli inquirenti a seguire la pista dei terroristi di Al Qaeda. Le sostanze chimiche rinvenute sono state inviate al laboratorio per le analisi. La polizia mantiene uno stretto riserbo sul luogo in cui è stato portato il neonato. Si prevedono indagini lunghe e difficili.
Un breve comunicato stampa dei servizi sociali, diffuso in mattinata, si limita a rilevare che il padre del bambino è un adulto di mezza età, mentre la madre è ancora adolescente. Gli operatori si sono messi in contatto con le autorità palestinesi per scoprire quale sia il rapporto tra i due e se la loro lontananza dal luogo di residenza abituale possa nascondere rapimento o plagio. Nel frattempo la giovane, di nome Maria, è stata ricoverata all’ospedale e sottoposta a visite cliniche e psichiatriche. Sul suo capo pende l’accusa di maltrattamento di minori e tentativo di abbandono di minore. Gli inquirenti nutrono peraltro dubbi sullo stato di salute mentale della fanciulla, la quale afferma di essere ancora vergine e di aver partorito il figlio di Dio.
Il primario del reparto di Igiene Mentale ha dichiarato oggi in conferenza stampa: “Non sta certo a me dire alla gente a cosa deve credere, ma se le convinzioni di una persona mettono a repentaglio – come in questo caso – la vita di un neonato, allora la persona in questione rappresenta un rischio sociale. Il fatto che sul posto siano state rinvenute sostanze stupefacenti, non ancora consuete al nostro mercato clandestino, non migliora il quadro. Sono comunque certo che, se sottoposte ad adeguata terapia per uno due o tre anni –e solo i progressi determineranno la durata della cura– le persone coinvolte in questa triste vicenda, compresi i tre trafficanti di droga, potranno essere reinseriti a pieno titolo nella società. Le autorità competenti decideranno se espellerli con foglio di via obbligatorio o accettare la loro eventuale richiesta di permesso di soggiorno. Ma questo esula da ogni mia responsabilità professionale”.
Pochi minuti fa si è sparsa la voce che anche i contadini presenti nella stalla vengono sospettati di essere consumatori abituali di sostanze stupefacenti. Il loro alibi non ha retto ai primi controlli. Sostengono infatti di essere stati costretti a recarsi nella stalla da una persona di alta statura, con addosso una lunga veste bianca e “due ali sulla schiena”. Avrebbe loro imposto di festeggiare il neonato. Il portavoce della sezione antidroga della questura ha così commentato: “Gli effetti di certe sostanze a volte sono imprevedibili, ma si tratta della scusa più assurda mai messa a verbale negli interrogatori di tossicodipendenti”.
Bossi e Maroni hanno espresso indignazione e preoccupazione per l’accaduto ed hanno assicurato che gli extracomunitari saranno al più presto rimpatriati: “In Italia non c’è posto per coloro che non hanno un lavoro stabile e che non si integrano nei nostri valori e nei nostri principi cristiani”.
Postato da FANTACRONACA VERA

domenica 13 dicembre 2009

IL 25 DICEMBRE, FESTA DELLA FALSA NATIVITA' DI GESU' (di Luigi Tosti)

Pubblico, qui di seguito, l'interessante intervista al prof. Alberto Bernardino Mariantoni
Un Natale senza “neonato”, reperibile sul sito:
http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=18359

“Molti studiosi, ormai, considerano che il Cristianesimo –inizialmente una semplice Setta eterodossa del Giudaismo– possa essere scaturito da una serie di costruzioni intellettuali. Delle costruzioni che, a partire dal retroterra culturale fornito dall’Antico Testamento, abbiano realizzato –e, qui, sto cercando di semplificare– un nuovo credo che, rispetto all’iniziale fede di Mosè, tendesse ad adattarsi molto di più alla sensibilità, alla mentalità ed alle consuetudini delle popolazioni europee e mediterranee d’epoca romana. Dando vita, per questo, ad un ‘personaggio ideale’ (il Gesù della fede) e ad un artificiale e studiato sincretismo, a partire da antiche religioni misteriche che, a loro volta, si riferivano a Dei ed a personaggi mitologici, morti e resuscitati, come, ad esempio, Osiride, Dionisos, Mithra, Sol Invictus, Asklēpiós o Aesculapius (Ascepio, in greco ; Esculapio, in latino), ecc. » (Alberto B. Mariantoni)

Canzano 1- Lei, come esperto di religioni del Vicino e Medio Oriente, che potrebbe dirci a proposito della ricorrenza del Santo Natale?

MARIANTONI - Prima di incorrere in sgradevoli o antipatici qui pro quo, premetto che non sono un teologo, ma un politologo. Qualcuno, cioè, che studia ed analizza le religioni dal punto di vista della cultura e della storia. Lungi da me, dunque, volere tentare di scalfire, inficiare o snaturare i fondamenti morali e/o le basi spirituali di una qualunque credenza o di una qualsiasi religione. Chiunque non si ritenga uno stolto o un mero presuntuoso, infatti, sa che la ragione non è mai in grado di spiegare nessuna fede, mentre invece, la fede è invariabilmente in condizione di spiegare qualsiasi ragione. Ora, se a lei conviene una lettura culturale e storica della ricorrenza del Natale, possiamo senz’altro continuare. Altrimenti, preferisco fermarmi qui.

Canzano 2- No, no, per carità… Per me va benissimo che ci parli della ricorrenza del Natale, anche soltanto dal punto di vista della cultura e della storia…

MARIANTONI - Da un punto di vista strettamente storico, posso dirle che il “Natale cristiano” è una “pia” ciarlataneria. Una simulazione convenzionale, nata da un plagio. Un sincretismo posticcio e raffazzonato. Una favola, insomma, che –ripetuta ossessivamente per 17 secoli– è, oggi, maggioritariamente considerata e creduta una “verità storica”!

Canzano 3- In chiaro, mi sta dicendo che – da un punto di vista storico – il Gesù della tradizione cristiana non sarebbe nato il 25 Dicembre dell’anno “0” della nostra era?

MARIANTONI - Vede, il celebre Yehòshuà ben Yussef o Yeshù o Jeschù (che in ebraico significa , ‘YHWH è salvezza’) o Iēsoûs o Iesus o Gesù della tradizione cristiana, non solo non è mai nato un 25 Dicembre ma, da un punto di vista storico, non è nemmeno esistito… In tutti i casi, non è mai esistito –per essere più preciso– nei termini in cui i testi del Nuovo Testamento continuano a presentarcelo.

Canzano 4- Ma come non sarebbe mai esistito? Si spieghi meglio…

MARIANTONI - Certamente. Prendiamo, per cominciare, la data di nascita del Gesù della fede. Secondo la tradizione cristiana, Yehòshuà/Yeshù/Jeschù/Iēsoûs/Iesus/Gesù sarebbe nato nel corso del principato di Augusto (-31/14) e sarebbe stato crocifisso durante quello di Tiberio (14/37). In che anno, mese e giorno sarebbe nato, esattamente? Questo, nessuno lo sa, né può affermarlo con certezza. Nemmeno la Chiesa, con la sua notoria e mal celata prerogativa di assoluta “infallibilità”! Un breve giro d’orizzonte tra gli scritti degli autori che cercano storicamente di situare quell’avvenimento, ci offre l’ampiezza dell’estrema confusione che è sempre regnata a proposito dell’eventuale data di nascita (Matteo 1, 18; Luca 1, 14; 2, 7) del Gesù della fede. Per alcune Chiese orientali –secondo il resoconto fattoci pervenire da Clemente Alessandrino (150-215 – Titus Flavius Clemens), in Stromates I, 21,146– il medesimo Gesù potrebbe essere stato partorito un 25 Pashon (che corrisponde al nostro 20 Maggio) o un 15 Tybri (10 Gennaio) o un 11 Tybri (6 Gennaio). Se seguiamo, invece, le indicazioni forniteci dal ‘De pascha computus’ –attribuito a Tascio Cecilio Cipriano (199-258 – Thascius Caecilius Cyprianus)– il medesimo Gesù potrebbe essere venuto al mondo un 28 Marzo. Diversamente, per Ippolito (m. 235 – in ‘Commento su Daniele’ IV, 23), quell’evento potrebbe essersi verificato un 23 Aprile. Al contrario, se teniamo conto dei punti di vista di Epifanio (315-403 – Epiphanius, Vescovo di Salamina), di Ephraem Syrus (306-373), di Cosma Indicopleuste (o ‘Viaggiatore delle Indie’ - P.G., LXXXVIII, 197) e di Abramo di Efeso (VIº secolo), l’identico Gesù potrebbe essere nato un 6 Gennaio (dalla data di quell’avvenimento, tra l’altro, si fa derivare il termine Epifania –dal greco Epiphàneja– manifestazione, nascita, comparsa, apparizione. Ed è in questa data, in ogni caso, che la Chiesa Ortodossa continua a festeggiare il Natale). Più vicino a noi, il Vescovo e teologo inglese John B. Lightfoot (1602-1675 –all’epoca vice cancelliere dell'Università di Cambridge: lo stesso personaggio che aveva minuziosamente “calcolato” che Dio avrebbe creato l’Universo alle 9 di mattina del 26 Ottobre -4004!), ci informa che il Gesù della fede potrebbe essere stato generato un 15 Settembre. Dal canto loro, Henry Browne (‘Ordo saeclorum’, Londra, 1844) e Thomas Lewin (‘Fasti Sacri’, Londra, 1865), considerano più volentieri che la nascita di Gesù potrebbe essere avvenuta nel mese di Agosto. Da parte sua, il Reverendo Jack Barr (vedere http://www.barr-family.com/godsword/dateborn.htm) è molto più propenso a credere che il medesimo Gesù possa essere nato tra Aprile e Settembre dell’anno -5. Roger T. Beckwith (‘The Date of Christmas and the Courses of the Priests’, in Id., Calendar & Chronology, Jewish and Christian, Leiden, 1996, pp. 79-92), invece, pensa che quell’evento possa essersi verificato nell’ultima decade di Settembre. Identica deduzione per Corrado Maggia che parla ugualmente del mese di Settembre. (vedere: http://www.incontraregesu.it/risposte/25dicembre.htm). Alcuni astronomi, invece –basandosi sull’indizio offerto dalla famosa ‘stella cometa’ che avrebbe indicato ai Re Magi l’esatta ubicazione del luogo di nascita del Gesù della fede, e costatando che in quel periodo della storia l’unico fenomeno astro-fisico che sia stato registrato, è quello della congiunzione di Giove e di Saturno, nella costellazione dei Pesci– sono più propensi a credere che quell’evento possa essersi verificato il 13 Novembre del -7. Ultimo in data (ma si potrebbe continuare all’infinito…), Guido Pagliarino (‘Gesù, nato nel 6 a.C., crocifisso nel 30 d.C.: un approccio storico al cristianesimo’, Collana Orione, Prospettiva Editrice, Civitavecchia, 2003) –che tiene conto, sia degli studi di Keplero che delle scoperte archeologiche di Schnadel– pretende che la nascita di Gesù possa essere avvenuta a Giugno o ad Agosto dell’anno -6. Inutile, dunque, cercare, da un punto di vista della Storia, la vera data di nascita del Gesù della fede. Insomma, l’unica cosa indiscussa che ci è dato storicamente di conoscere, è che, nel 337 della nostra era, il Papa Giulio Iº (Pontefice dal 337 al 352), per ordine (sembra…) dell’Imperatore Costantino (Flavius Valerius Aurelius Claudius Constantinus o Imperator Caesar Flavius Constantinus Pius Felix Victor Augustus Maximus – 274-337), decretò che lo Yehòshuà/Yeshù/Jeschù/Iēsoûs/Iesus/Gesù della tradizione cristiana, era nato nella notte tra il 24 ed il 25 Dicembre del 753 ab Urbe condita (a.U.c. – cioè, dalla fondazione di Roma). In altre parole, nell’Anno 0 della nostra era!

Canzano 5- Lei, però, come ha accennato prima, tenderebbe ugualmente a negare, addirittura l’esistenza storica della figura di Gesù Cristo?

MARIANTONI - Mi scusi, ma io, personalmente, non nego e non affermo nulla. Anche perché, se permette, io, in quell’epoca, non c’ero. Quindi, non posso testimoniare, né in un senso, né nell’altro! Come ogni ricercatore che si rispetti, però, non posso non tenere conto dell’insieme delle fonti storiche che esistevano, in quel tempo, nel contesto dell’area mediterranea. Tra quelle fonti, mi permetto di ricordare: Titus Livius oTito Livio (-59/+17); Publius Ovidius Naso o Ovidio (-43/+18); Philo Iudaeus Alexandrinus o Filone di Alessandria (-20/+50); Marcus Velleius Paterculus (-19/+31); Phaedrus o Fedro (-15/+50); Quintus Asconius Pedianus o Quinto Asconio Pediano (-9/+76); Lucius Annaeus Seneca o Seneca (-4/+65); Quintus Curtius Rufus o Quinto Curzio Rufo (m. 53); Aulus Perseus o Persius Flaccus o Aulo Persio Flacco (4/62); Lucius Iunius Moderatus Columella o Lucio Giunio Moderato Columella (4/70); Lucius Iunius Moderatus Columella o Lucio Giunio Moderato Columella (4/70); Gaius Plinius Secundus Major o Plinio il Vecchio (23/79); Tiberius Catius Asconius Silius Italicus o Silio Italico (26/101); Marcus Fabius Quintilianus o Quintiliano (35/100); Marcus Valerius Martialis o Marziale (38/104); Marcus Annaeus Lucanus o Lucano (39/65); Sextus Iulius Frontinus o Frontino (40/103); Dion Chrysostomos o Dione Crisostomo (40/120); Publius Papinius Statius o Publio Papino Stazio (46/96); Ploútarkhos o Plutarco (46/127); Decimus Iunius Iuvenalis (60/140); Appianos o Appiano Alessandrino (95/165); Zadok o Iustus o Justus o Giusto di Tiberiade (I sec.); Marcus Valerius Maximus o Valerio Massimo (I sec.); Pomponius Mela o Pomponio Mela (I sec.); Gaius Valerius Flaccus o Valerio Flacco (I sec.); Statius Caelicius o Stazio Cecilio (I sec.); Lucius Apuleius Madaurensis o Lucio Apuleio (123/170); Iulius Lucius Annaeus Florus o Lucio Florio (I/II sec.); Publius Aelius Phlegon o Flegone (I/II sec.); Theon di Smyrne o Teone di Smirne (I/II sec.), ecc. Come studioso di questa materia, dunque, mi pongo semplicemente queste domande: come mai la quasi totalità delle fonti storiche (ivi compreso il Cristano Eusebio di Cesarea, detto il falsario, nel suo ‘Vita di Costantino’ III, 56) riporta notizie a proposito di Apollonion Tyaneus o Apollonio di Tiana (2/98), un autentico e stimato guaritore che operava "miracoli", senza mai avere preteso di essere figlio di nessuna divinità? Mentre, invece, al contrario, nessuna delle medesime fonti, non sembra degnarsi, in nessun modo, di spendere neanche una parola a proposito del Gesù della fede, il diletto figliuolo di Dio (Matteo 3, 17; 17, 5; Marco 1, 11; 9, 7; Luca 3, 22; 9, 35; 2 Pietro 1, 17), del Nuovo Testamento? Vale a dire, quello sbalorditivo e prodigioso personaggio, cioè, che – secondo i Vangeli – avrebbe “camminato (e fatto camminare Pietro/Khefa) sulle acque” (Matteo 14, 25-29; Marco 6, 45-56; Giovanni 6, 16-21), “resuscitato – oltre che se stesso (Matteo 28, 1-10; Marco 16, 1-9; Luca 24, 1-12; Giovanni 20, 1-18) – i morti” (Matteo 9, 23-25; 11, 5; Marco 5, 42; Luca 7, 22; Giovanni 11, 41-44; 12, 9), “mondato i lebbrosi” (Matteo 8, 2-4; Marco 1, 41; Luca 5, 12-14), “guarito i paralitici” (Matteo 8, 5-13; 9, 2-5; 12, 16; Marco 1, 21; 2, 1-12; ; Luca 4, 31; 5, 23; Giovanni 5, 8, 11, 12) e gli “infermi” (Matteo 14, 14; 9, 36; Marco 6, 34; 8, 2), “sanato l’indemoniato cieco e muto” (Matteo 12, 22; Marco 3, 20; Luca 11,14), “restituito la vista ai ciechi” (Matteo 9, 27-30; 20, 30-34; Marco 10, 47; Giovanni 9, 10-11), “guarito gli storpi” (Matteo 15, 30), “cambiato l’acqua in vino” (Giovanni 2, 5-11), “realizzato il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci” (Matteo 14, 16-21; 15, 34-38; Marco 6, 30-44; 8, 1-9; Luca 9, 10-17; Giovanni 6, 1-15), ecc.? Il silenzio “assordante” della Storia su questo favoloso personaggio, non le “suona” un po’ strano?

Canzano 6- In altre parole, secondo lei, non ci sarebbe nessuna fonte storica che possa oggettivamente attestare la nascita, la vita, la passione, la morte ed i miracoli del Cristo, al di fuori del Nuovo Testamento e di altri scritti cristiani?

MARIANTONI - Capisco la sua reazione. Che vuole, dopo 17 secoli di sistematica e capillare colonizzazione culturale operata dalla Chiesa su i nostri Popoli-Nazione, ed i riflessi condizionati che –per questi ultimi– ne sono inevitabilmente derivati, mi rendo conto che le mie informazioni possano essere considerate scioccanti. Ma –storicamente parlando– le posso assicurare che, a mia conoscenza, non esistono fonti extra-cristiane che siano in grado di documentare la reale esistenza del Gesù della fede. La Chiesa, naturalmente, pretende il contrario. Pretende, infatti, che quattro storici, non cristiani, abbiamo comunque parlato di Gesù. In particolare: Plinio il Giovane, in una lettera all'imperatore Traiano (Lettere X, 96-97 ); Flavio Giuseppe o Joseph ben Mathitjahu o Joseph Ben Matthias o Josephus Flavius (Antiquitates iudaicae XVIII. 63-64; XX, 200) o celebre ‘testimonium flavianum’ (vedere: http://it.wikipedia.org/wiki/Testimonium_flavianum); Publius Cornelius Tacitus o Tacito (Annales XV, 44); Gaius Suetonius Tranquillus o Svetonio (che, in un suo testo a proposito di disordini a Roma, nell’anno 50, parla di un certo "Chrestus"/”Chrestos” = in greco antico, ‘utile’, ‘buono’, ‘eccellente’; un nome che veniva spesso affibbiato a degli schiavi, e che non può essere in nessun caso confuso con quello di Christos = Mâschîàh: cioè, l’unto o il consacrato, della tradizione cristiana). Ora, se – per ovvi motivi – si esclude quest’ultimo autore, non c’è affatto da sbalordirsi se la maggior parte degli studiosi di questa materia considerino che le frasi degli altri tre storici (che, in definitiva, dovrebbero certificare l’esistenza storica del Cristo), siano delle semplici interpolazioni ad hoc che sarebbero state operate da copisti cristiani, a partire dal IV secolo. In questa sede, sarebbe troppo lungo riassumerle l’insieme delle prove che sono in grado di documentarlo. Chi è curioso, però, può sempre dare uno sguardo alle opere di un certo numero di ricercatori che si sono interessati a questa problematica. Cito a memoria: Lucas Osiander, Bruno Bauer, John M. Robertson, Alfred Loisy, Prosper Alfaric, Raoul Vaneigem, Earl Doherty, Michel Onfray, Paul-Louis Couchoud, Jacques Moreau, Charles Guignebert, Pierre Battifol, Léon Hermann, Daniel-Rops, Marie-Joseph Lagrange, Marcel Simon, Pierre-Aimé Puech, Edmond Staffer, Friedrich Pfister, Georges Las Vergnas, Emil Schürer, Serge Bardet, Guy Fau, Georges Ory, Emil Schürer, Henry Chadwick, Pierre Geoltrain, Luigi Cascioli, Giancarlo Tranfo, ecc.

Canzano 7- Ma, allora, come è nato il Cristianesimo?

MARIANTONI - Molti studiosi, ormai, considerano che il Cristianesimo –inizialmente, una semplice Setta eterodossa del Giudaismo– possa essere scaturito da una serie di costruzioni intellettuali. Delle costruzioni che, a partire dal retroterra culturale fornito dall’Antico Testamento, abbiano realizzato –e qui sto cercando di semplificare– un nuovo credo che, rispetto all’iniziale fede di Mosè, tendesse ad adattarsi molto di più alla sensibilità, alla mentalità ed alle consuetudini delle popolazioni europee e mediterranee d’epoca romana. Dando vita, per questo, ad un ‘personaggio ideale’ (il Gesù della fede) e ad un artificiale e studiato sincretismo, a partire da antiche religioni misteriche che, a loro volta, si riferivano a Dei ed a personaggi mitologici, morti e resuscitati, come, ad esempio, Osiride, Dionisos, Mithra, Sol Invictus, Asklēpiós o Aesculapius (Ascepio, in greco ; Esculapio, in latino), ecc.

Canzano 8- Ritornando alla ricorrenza cristiana del Natale, potrebbe precisarci i motivi che, secondo lei, spinsero la Chiesa del 337 ad imporre la data del 25 Dicembre, per festeggiare la nascita del suo Gesù?

MARIANTONI - Ecco una delle tante prove che documentano il sincretismo di cui le stavo parlando. Come spiega Miranda Green (Le Divinità solari dell’antica Europa, Collana ‘Nuova Atlantide’, Serie Religiosità e sacro, Mito e conoscenza, Trad. di Massimo Ortello, ECIG, Genova, 1995), infatti, il 24/25 Dicembre era un’ancestrale ricorrenza che era sistematicamente e spontaneamente festeggiata dalla quasi totalità delle popolazioni dell’Europa. Nei paesi scandinavi, ad esempio, si festeggiava la nascita di Freyr, il figlio supremo di Odino (Odhinn-Wotan). Nell’estremo Nord, si celebrava Baldur (il candido e bellissimo ‘Dio della giustizia’ e del ‘bene’; un Dio che dopo essere stato ucciso, era resuscitato 40 giorni più tardi). In Danimarca, si festeggiava Trundholm (il ‘disco solare’). In Irlanda, si commemorava la venuta al mondo di Samhein (un Dio, guarda caso, che dopo tre giorni dalla sua morte, era ugualmente risorto). I Gallo-Celti glorificavano Alban Arthuan (la ‘rinascita del Sole’). I Troiani – secondo l’Iliade di Omero – adoravano il Sole-Apollo. I Greci, celebravano Helios (il ‘carro solare’ – figlio dei Titani Hypérion e Théia) ed in seguito Apollo Phoibos (‘Apollo raggiante’); ma onoravano ugualmente Adonis o Adone (allegoria della morte e della rinascita della natura) e Dionisio (figlio di Zeus e di Semele). A Roma e nel Lazio, si festeggiavano i Saturnali (feste in onore di Saturno, ‘Dio dell’Agricoltura’, dal 19 al 25 Dicembre) e la nascita di Bacco (l’equivalente di Dioniso, in Grecia); si onorava ugualmente il Sol Indiges e, più tardi – introdotto nel 273 (MXXVI a.U.c.) dall’Imperatore Aureliano (270-275) – il Dies Natalis Solis Invicti (il ‘giorno della nascita del sole invincibile’ – celebrazione fissata ante diem octavum Kalendas Ianuarias, cioè il nostro 25 Dicembre). I Germani, nello stesso periodo, solennizzavano il giorno di Yule (la ‘ruota solare’) e gli Anglo-Sassoni, l’equivalente Geola (il ‘giogo dell’anno’). Nei Balcani, tra le popolazioni Illiriche, si ossequiava Dupljaja (la ‘figura d’argilla’) e, tra gli Slavi, Dajbog. Il tutto, naturalmente, senza dimenticare che nello stesso periodo erano ugualmente festeggiati, Giove/Zeus/Juppiter (‘Dio Supremo’, ‘Padre dei Cieli’ e ‘Re degli Dei’) e Plutone/Hadès (Pluto, ‘colui che arricchisce’, in latino; Hadès, ‘colui che rende invisibile’, in greco), nonché l’egiziano Osiride o Osiris (‘Dio della morte e dell’oltretomba’). Non parliamo del Vicino-Oriente. In quella regione, la radicata ritualità del 24/25 Dicembre è ugualmente comprovata dalla storia e dall’archeologia. In quella data, ad esempio, i Sumeri vi celebravano il culto di Utu Babba (il ‘Sole’ – ‘Dio della giustizia’) che era rappresentato dal disco solare e il numero 20. E vi commemoravano ugualmente la nascita di Dumuzi (chiamato Tammuz a Babilonia e considerato la ‘reincarnazione del Sole’), un altro Dio morto e resuscitato! Quel Dio era rappresentato, da un bambino, in braccio alla madre Semiramis e/o a Istrar (la ‘Regina del Cielo’ babilonese che aveva una aureola di 12 stelle che svettava sul capo), alla stessa stregua dell’indiana Isi con suo figlio Iswara o dell’egiziana Isis con suo figlio Horus, ecc. Nell’antico Egitto, inoltre, si festeggiava il ‘Dio Sole’ Rê o Râ (più tardi, Amon-Râ), il ‘Dio Creatore’ che era rappresentato dalla figura di un uomo che portava un disco solare sulla testa. Ad Heliopolis (la ‘città del Sole’), sempre in Egitto, il medesimo Rê o Râ veniva adorato sotto le sembianze di un falco e l’aspetto umano di Atum. Questo, naturalmente, senza dimenticare Serapide (altro nome del ‘Dio Sole’ egiziano), né il monoteistico Dio Aton voluto da Amenhotep IVº che, nel corso del suo breve e sfortunato regno, per meglio attribuirsi e dedicarsi al Sole aveva addirittura cambiato il suo nome in Akhenaton (l’efficienza di Aton). A Babilonia, nello stesso periodo, si commemorava Bel-Marduk (il ‘vitello del Sole’) e Shamash (il ‘Dio Sole’). Ad Emesa (l’attuale Homs), in Siria, si ricordava solennemente Elababalus o Invictus Sol Elagabalus (il ‘Dio Sole invitto’ – da cui prenderà spunto l’Imperatore Aureliano, per il suo Dies Natalis Solis Invicti). A Petra, tra i Nabatei, si onorava Dusares (il ’Dio Sole’). Nell’India vedica, si celebrava Surya (il ‘fuoco del cielo’ o ‘l’ultima verità’). Nella medesima data del 24/25 Dicembre, inoltre, si festeggiava la nascita del Dio Mitra o Mitra (l’invictus-aniketos, venerato ugualmente a Roma come il nome di fautor imperii), una delle più importanti divinità dell’induismo antico e dell’originaria religione persiana. In Frigia, nell’allora Asia Minore (l’attuale Turchia), si solennizzava la nascita di Attis o Atys (figlio ed amante dell’affascinante Dea Cibele o Cybele-Agditis). Identica considerazione per quanto riguarda buona parte del resto del mondo. Nel Messico pre-colombiano, ad esempio, veniva onorato Quetzalcoatl (il ‘serpente con le piume’ e ‘Dio della luce’) e Huitzilopochtli, il ‘Dio Sole’ degli Aztechi. Itzamnà (il ‘Dio del Sole’) e la nascita del Dio Bacab, nello Yucatan, erano commemorati dai Maya. Gli Incas festeggiavano Inti o Inti Raymi, un Dio che era rappresentato con una maschera d’oro, dal viso umano, ornato di raggi. In Cina, si commemorava il giorno di Scing-Shin. In Giappone, era la Dea Amaterasu o-mi-kami (la ‘grande e regale divinità che illumina il cielo’), a ricevere i medesimi onori. Dobbiamo ancora chiederci il motivo per cui la Chiesa del 337 decise di scegliere la data del 24/25 Dicembre, come data convenzionale della presunta e mai accertata nascita del Gesù della fede?

Canzano 9- Un’ultima domanda Prof. Mariantoni: lei è Cristiano? Festeggia il Natale?

MARIANTONI - Sono nato in una famiglia cattolica. Di conseguenza, sono stato battezzato e cresimato. Mi sono sposato in Chiesa. Da giovane, ho servito la Messa, ho suonato le campane e le nacchere, sono andato per questua, ho spesso accompagnato il prete –come chierichetto– nelle benedizioni delle abitazioni (a Pasqua) e nelle estreme unzioni, ecc. Ero affascinato dalle Messe cantate e dai Canti gregoriani. Mi piacevano le processioni e l’insieme delle ritualità che caratterizzavano gli aspetti formali e sostanziali di quella fede. In definitiva, così come me l’avevano insegnata da piccolo, la fede in Cristo, appariva ai miei occhi, come la Via, la Verità e la Vita. Mi sentivo (e ne ero fiero!) un Soldato di Cristo. Insomma, per farla breve – nonostante che più tardi abbia scoperto che si trattava del compendio di una semplice costruzione intellettuale– non avrei avuto nessun problema a continuare a restare cattolico. E questo, anche se la Chiesa mi avesse ufficialmente certificato che quella fede, altro non era che una bellissima favola! Il Cattolicesimo romanizzato, in fondo, faceva parte della storia del mio Paese (cuius regio, eius religio) e sarebbe stato ammissibile, ai miei occhi, che avesse potuto continuare ad interessarsi degli aspetti spirituali della vita degli Italiani. Poi, venne il Concilio Vaticano II. E la Chiesa divenne un’altra cosa. La Chiesa, in breve, per le ragioni che sono le sue, dopo 17 secoli di “libera uscita” ideologico/teologica (apparentemente autonoma…), decise – forse obtorto collo – di ritraslocare in Sinagoga. I Cristiani accettarono di diventare i “fratelli minori”… Il tutto, naturalmente, senza che i suoi responsabili, dopo la loro radicale e contraddittoria metamorfosi, avessero avuto il coraggio o il buon senso di cancellare dal Nuovo Testamento l’insieme dei riferimenti che stigmatizzavano gli “Ebrei” come deicidi (Paolo, prima Lettera ai Tessalonicesi, 2, 14-16; Atti, 2, 23; 2, 36 ; 3, 14-15; 4, 10 ; 5, 30; 10, 39 ; 13, 28; Giovanni, 5, 18; 19, 6-7; 19, 15; Matteo 27, 25), figli dell'inferno... sepolcri imbiancati... serpenti… razza di vipere… (Matteo 3, 7; 12, 34 ; 23, 15, 27 ; 23, 31-38; Luca 3, 7), uccisori di profeti (Paolo, Iª Lettera ai Tess., 2, 15 ; Matteo 23, 34; 23, 37; Luca 11, 47; 11, 51; 13, 34), pieni di rapina e d'iniquità (Luca 9, 39), avversi a tutti gli uomini (Paolo, Iª Lettera ai Tess., 2, 15), oltraggiatori della legge (Marco 7, 10), abrogatori della parola di Dio (Marco 7, 13), bestemmiatori (Marco 15, 29-32), progenie del demonio (Giovanni, 8, 44), Sinagoga di Satana (Apocalisse 2, 9; 3, 9); ecc. Infine, in Chiesa, tra le tante “innovazioni” che ci venivano suggerite, ci incominciarono a dire che il Cristianesimo non era più ‘La Verità’, ma ‘una’ delle “verità”… A quel punto, mi chiesi: tra le tante “verità” esistenti, per quale ragione dovrei remissivamente continuare a professarne una che – in realtà – non ha niente a che fare o che vedere con l’originaria Civiltà del mio antico Popolo-Nazione? Visto che avevo l’imbarazzo della scelta, perché, allora, non ritornare ai nostrani Dei dei Patres o ‘Indigetes’ (tradizionali): vale a dire, Giano, Giove, Marte, Quirino e Vesta? Lo stesso dicasi per la ricorrenza cristiana del Natale. Alla luce delle suddette considerazioni, oggi, ovviamente, non la festeggio più. Preferisco, in tutti i casi, celebrare il Solstizio d’Inverno che altro non è che un reale ed oggettivo avvenimento astrofico naturale che segna il ciclico e costante ritorno della luce, a discapito delle tenebre.

Canzano 10- Insomma, per concludere, è diventato un miscredente, un agnostico o un pagano?

MARIANTONI - Mi consideri come meglio crede… Per quanto mi riguarda, so di essere un uomo libero. Un uomo, cioè, che, da sempre, ha fatto sua la massima che primeggiava sul frontone centrale dell’antico Pantheon romano: “Quod ceteri sacrum, nobis sacrosanctum est” (Ciò che per gli altri è sacro, per noi è inviolabile). Un uomo, per giunta, che ha perfettamente coscienza che l’essere umano, è spirito e materia. Non solo, quindi, soltanto immanenza, ma ugualmente trascendenza. Le “Sette”, però, non mi interessano più. Come sosteneva giustamente François Marie Arouet (detto Voltaire) “ogni setta della “verità”, di qualunque genere sia, e' uno schieramento del dubbio e dell'errore. Non esistono sette in geometria: non si dice mai, un "euclidiano", un "archimedista". Quando una verità è chiara, è impossibile che ne nascano partiti e fazioni. Non si è mai disputato se c'è luce a mezzogiorno”. Ciò che può senz’altro appagare il mio spirito –conoscendo la maggior parte delle religioni esistenti– non tento più di scoprirlo nelle Gatha dei Mazdeisti; né nell’Hamifla Humfley Torà (o Pentateuco), nel Talmud o nello Zohar degli affiliati al Giudaismo; né nelle Tripitaka, nel Saddharmapundarika Sutra e/o nel Praginaparamita dei Buddisti; né nel Nuovo Testamento dei Cristiani; né nel Corano (al-Qur’ân) dei Musulmani; né nel Granth Sahib dei Sikh; né nel Tirumurai, nel Tirumurukarruppatai e nel Tiruvacakam dei Tamul; né nel Bayan, nel Kitab-E-Hukkam e/o nel Kitab al-aqdas dei Baha’is. Tanto meno, provo più a rinvenirlo e discernerlo nei Veda, nel Mahabharata, nel Ramayana, nelle Upanishad o nella Baghavad-gîta. Meno ancora, mi dilungo più a cercare di scovarlo o rintracciarlo all’interno delle pagine dei Libri Sibillini. Da tempo, infatti, per individuare e focalizzare il significato ed il senso dello spirituale, mi basta levare gli occhi al cielo, e riflettere. Come dicevano gli antichi Greci, dove c’è ordine, senza allineamento, là c’è intelligenza. E questo, a me, è più che sufficiente per soddisfare la mia sete di trascendentale ed, allo stesso tempo, continuare a vivere e ad operare in perfetta simbiosi ed armonia con il Cosmos di cui faccio parte e sono parte integrante.
Curriculum del prof. Alberto Bernardino Mariantoni.
E’ nato a Rieti (I), il 7 Febbraio del 1947. E’ laureato in Scienze Politiche e specializzato in Economia Politica, Islamologia e Religioni del Vicino Oriente. E’ Master in Vicino e Medio Oriente.
Politologo, scrittore e giornalista, è stato per più di vent’anni Corrispondente permanente presso le Nazioni Unite di Ginevra e per circa quindici anni sul tamburino di «Panorama». Ha collaborato con le più prestigiose testate nazionali ed internazionali, come «Le Journal de Genève», «Radio Vaticana», «Avvenire», «Le Point», «Le Figaro», «Cambio 16», «Diario de Lisboa», «Caderno do Terceiro Mundo», «Evénements», «Der Spiegel», «Stern», «Die Zeit», «Berner Zeitung», «Il Giornale del Popolo», «Gazzetta Ticinese», «24Heures», «Le Matin», «Al-Sha’ab», Al-Mukhif Al-Arabi», nonché «Antenne2», «Télévision Suisse Romande», «Televisione Svizzera Italiana», ecc.
E’ esperto di politica estera e di relazioni internazionali, con particolare riferimento ai paesi arabi e musulmani e dell’Africa centrale ed occidentale. Ha al suo attivo decine e decine di inchieste e di reportages in zone di guerra e di conflitti politici. E’ autore di oltre trecento interviste ai protagonisti politici ed istituzionali dei paesi del Terzo Mondo e della vita politica internazionale.Ha insegnato presso la Scuola di Formazione continua dei giornalisti di Losanna. E’ stato Professore invitato presso numerose Università Europee e Vicino-Orientali.
a scritto: «Gli occhi bendati sul Golfo» (ed. Jaca Book, Milano 1991); «Le non-dit du conflit israélo-arabe» (ed. Pygmalion, Paris, 1992).
Dal 1994 al 2004, è stato Presidente della Camera di Commercio Italo-Palestinese.
Nel 2009, ha collaborato, come docente, con lo I.E.M.A.S.V.O - Istituto 'Enrico Mattei' di Alti Studi sul Vicino e Medio Oriente di Roma.

sabato 12 dicembre 2009

LA PROVA INCONFUTABILE DELLA FALSITA' E DELL'IPOCRISIA DELLA CHIESA E DI PAPA RATZINGER (di Luigi Tosti)

Riferendosi all'incredibile pletora di preti irlandesi che hanno abusato sessualmente di bambini, compiendo anche altri atti di torture e maltrattamenti, Papa Ratzinger ha espresso "rabbia e vergogna". Quanto siano false queste parole e questi sentimenti di indignazione lo si può facilmente arguire dal video che segue e che documenta con quanto arroganza l'allora cardinale Ratzinger trattava i giornalisti -ovviamente stranieri- che gli rivolgevano domande imbarazzanti sui preti pedofili, cioè su quello scandalo che allora la Chiesa tentava di occultare omertosamente. Oggi che lo scandalo è pubblico e che ha addirittura varcato il confine invalicabile delle Alpi, diffondendosi nel territorio di Vaticalia, Papa Ratzinger recita goffamente la parte dell'indignato. Gli unici che hanno titolo per indignarsi, però, siamo noi che lottiamo contro queste metastasi del cattolicesimo che hanno condannato l'Italia all'immobilismo e all'inciviltà.
http://www.youtube.com/watch?v=fBtfn_CBlXI

RATZINGER CHE SI ALTERA PERCHE' UN GIORNALISTA GLI RIVOLGE DOMANDE IMBARAZZANTI SUI PRETI PEDOFILI

venerdì 11 dicembre 2009

"RABBIA E VERGOGNA" DI PAPA RATZINGER NEI CONFRONTI DEI PRETI PEDOFILI IRLANDESI: SI SONO FATTI SCOPRIRE, NONOSTANTE 50 ANNI DI COPERTURA OMERTOSA


Papa Ratzinger, non potendo più coprire i crimini perpetrati dai preti irlandesi e smascherati dal “rapporto Murphy”, quel documento che attesta che per 50 anni circa 2500 bambini sono stati sodomizzati, abusati, seviziati e torturati con ogni tipologia di violenza, quella fisica a quella morale, presso istituti gestiti da religiosi cattolici, ha manifestato oggi "rabbia e vergogna" nei confronti di quei preti criminali, rei di essersi fatti scoprire, nonostante la copertura omertosa assicurata loro dalla Chiesa e dal Vaticano per 50 anni. L’indagine ha portato alla ribalta dati sconcertanti: abusi sessualli, pestaggi e umiliazioni inflitti da religiosi che avrebbe tentato di coprirsi l’uno con l’altro, mettendo sotto silenzio la faccenda. “Benedetto XVI - aggiunge padre Lombardi - vuole indirizzare una lettera ai fedeli dell’Irlanda nella quale saranno chiare le indicazioni circa la risoluzione della questione incresciosa e vergognosa per il nome di Cristo”. “Il papa è sconvolto e angosciato, condivide la rabbia, il senso di tradimento e la vergogna provate da così tanti fedeli cattolici irlandesi” si continua nella conferenza. E anche il nunzio apostolico in Irlanda, Giuseppe Leanza, si scusa per quegli errori taciuti dalla Santa Sede: “Noi condanniamo questi atti ma se dovesse emergere che un qualunque errore è stato commesso da parte nostra presentiamo le nostre scuse”. Basta che non ci chiediate soldi.
Lo scandalo, che è venuto alla ribalta in seguito ad un documentario televisivo che ha fatto emergere la storia delle violenze sui minori, è stato coperto omertosamente dalla Chiesa irlandese, disposta a salvare i suoi ministri e il "buon nome" della Chiesa cattolica. “Noi vescovi chiediamo scusa a coloro che hanno subito gli abusi dei sacerdoti quando erano piccoli, ai loro familiari e a tutti coloro che, giustamente, se ne sono scandalizzati. Siamo scioccati non solo per la portata degli abusi così come vengono riferiti in un rapporto, ci sentiamo anche coperti di vergogna di fronte ai tentativi di insabbiamento messi in atto dall'arcivescovado di Dublino”, afferma il sinodo dei vescovi irlandesi.

Queste notizie, che circolano sulla stampa e sulle televisioni estere da mesi, sono state sistematicamente occultate dalla stampa italiana, cioè della Repubblica Pontificia, sempre pronta a coprire, omertosamente, le malefatte del Vaticano.

Esprimo anch'io "rabbia e vergogna": quella di vivere nella mafiosa e omertosa Colonia del Vaticano.

IL VICESINDACO DI TREVISO GENTILINI INNALZA A TEMPI RECORD UN ORRIPILANTE CROCIFISSO DI 3 METRI


TREVISO (10 dicembre) - I cristiani nazisti si sono resi responsabili dello sterminio di circa sei milioni di ebrei, rom ed omosessuali: soltanto dei pazzi criminali, oggi, si sognerebbero di enfatizzare e di esporre, in pubblico, la criminale e lercia svastica dei nazisti. Ebbene, nonostante che il crocifisso sia un simbolo infinitamente più lercio e più criminale della svastica, dal momento che in suo nome sono stati sterminati, massacrati, carcerati, torturati, ghettizzati, perseguitati, vilipesi ed oltraggiati centinaia di milioni di esseri umani, il vicesindaco di Treviso Giancarlo Gentilini ha fatto innalzare un crocifisso alto più di tre metri, realizzato in ferro battuto con un Cristo stilizzato, nel giardino di Palazzo Rinaldi, a Treviso. La scultura, opera dell'artista Claudio Rottin, è stata posta per "protestare" contro la sentenza della Corte Europea dei diritti di Strasburgo sui crocifissi nelle aule scolastiche.«È una cosa che ho fortemente voluto - ha detto Gentilini - perché ritengo giusto testimoniare la nostra identità». Una installazione a tempo di record ha sottolineato lo stesso Gentilini che «avrebbe richiesto tre mesi tra permessi e burocrazia varia ma che sono riuscito a chiudere in solo tre giorni». Questo perché «volevo per Natale - ha concluso - un simbolo qual è il crocifisso a benedire la nostra città». Palazzo Rinaldi è una delle sedi dell'amministrazione comunale di Treviso. Un plauso al Gentilini che, da buon cattolico, non ha tollerato che la Corte dei Diritti dell'Uomo affermasse il principio che tutti siamo eguali, senza distinzione di religione, e che i cattolici non appartengono dunque ad una "razza" superiore. Complimenti, Vicesindaco!! Seguiti ad innalzare altri criminali e lerci crocifissi per le strade, a perenne ricordo delle centinaia di milioni di esseri umani che voi cattolici avete sterminato nella vostra millenaria storia criminale!!!