martedì 17 maggio 2016

AVERE LA FACCIA COME IL CULO, OVVERO IL PAPA CHE ESORTA I VESCOVI AD "ESSERE SOBRI E RINUNCIARE ALLE PROPRIETÀ" (di Luigi Tosti)




AVERE LA FACCIA COME IL CULO, OVVERO IL PAPA CHE ESORTA I VESCOVI AD "ESSERE SOBRI E RINUNCIARE ALLE PROPRIETÀ".
Ieri, lunedì 16 maggio dell’anno 2016 d.i.C. (dopo l’invenzione di Cristo) il gesuita Papa Francesco ha lanciato la quotidiana “perla di saggezza e nobiltà” che è stata immediatamente ripresa, diffusa e contrabbandata per “svolta epocale della Chiesa” da tutti gli asserviti “media”  (RAI in testa, Mediaset etc.) della Colonia del Vaticano, alias Repubblica Pontificia italiana. Il gesuita Bergoglio, in arte Papa Francesco, ha ammonito l’emiciclo dei grassi e panciuti Vescovi, assisi di fronte a lui e vestiti con palandrane divine che costano decine di migliaia di euro l’una, con questo gigantesco quanto ipocrita invito: "SIATE SOBRI E RINUNCIATE ALLE PROPRIETÀ".
La notizia è stata diffusa dai media con il solito intento propagandistico di far credere ai gonzi italioti che la “Chiesa è povera, che è buona, che è altruista, che fa opere di bene a livello planetario e che non è affatto attaccata ai beni terreni e alle ricchezze” (e che quindi "merita un bel 8 per mille). Una menzogna, questa, che può essere propalata con siffatta impudenza solo da chi, come si dice a Roma, “ha la faccia come il culo”: e può esser "bevuta" solo da chi è affetto da gravi malattie mentali o cognitive.
Ovviamente nessun giornalista dell’asservita stampa italiota ha avuto il coraggio di muovere neppure un timida critica a cotanta sfrontata menzogna, facendo notare nei TIGGI' che la Chiesa, come al solito, predica bene e razzola male. Da un lato predica “povertà” e dall'altro seguita, al contrario, ad accumulare altre immense ricchezze e a vivere negli agi e negli ozi più sfrenati a sbaffo dei contribuenti italioti e alla faccia dei veri poveri.

Qui di seguito mi limito a riportare quanto scriveva Marzio Bartolini su “Il Sole 24 ore” [http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/notizie/2013-02-15/chiesa-2mila-miliardi-immobili-082813.shtml?uuid=Ab3cTeUH&refresh_ce=1].

Chiesa, 2mila miliardi di immobili nel mondo
Il suo patrimonio mondiale è fatto di quasi UN MILIONE di complessi immobiliari composto da edifici, fabbricati e terreni di ogni tipo con un valore che prudenzialmente supera i 2.000 Miliardi di euro. Può contare sullo stesso numero di ospedali, università e scuole di un gigante come gli Stati Uniti. Ha oltre 1,2 milioni di "dipendenti" e quasi un miliardo e duecento milioni di "cittadini".
Questo Paese immaginario dotato delle infrastrutture di un big dell'economia occidentale e della popolazione della Cina va sotto il nome di Chiesa. Un universo dietro al quale non c'è solo e unicamente il Vaticano, ma una galassia di satelliti fatta di congregazioni, ordini religiosi, confraternite sparse ovunque nel mondo che, direttamente o attraverso decine di migliaia di enti morali, fondazioni e società, possiedono e gestiscono imperi immobiliari immensi che nessuno forse è in grado di stimare con precisione e che sono sempre in costante metamorfosi.
Un patrimonio dove l'elenco dei beni, la maggior parte sicuramente no-profit ma una discreta fetta anche a fini commerciali, sembra non esaurirsi mai: chiese, sedi parrocchiali, case generalizie, istituti religiosi, missioni, monasteri, case di riposo, seminari, ospedali, conventi, ospizi, orfanotrofi, asili, scuole, università, fabbricati sedi di alberghi e strutture di ospitalità per turisti e pellegrini e tante, tantissime abitazioni civili in affitto. Un universo intorno al quale gravitano nel mondo 412mila sacerdoti e 721mila religiose – senza contare centinaia di migliaia di laici - che assistono 1 miliardo e 195 milioni di fedeli.
Secondo il gruppo Re, che da sempre fornisce consulenze a suore e frati nel mattone, circa il 20% del patrimonio immobiliare in Italia è in mano alla Chiesa. Un dato quasi in linea con una storica inchiesta che Paolo Ojetti pubblicò sull'Europeo nel lontano 1977 dove riuscì per la prima volta a calcolare che un quarto della città di Roma era di proprietà della Chiesa. Un patrimonio immenso che però non si ferma appunto alla sola capitale dove ci sono circa 10mila testamenti l'anno a favore del clero e dove i soli appartamenti gestiti da Propaganda Fide – finita nel ciclone di alcune indagini per la gestione disinvolta di alcuni appartamenti – valgono 9 miliardi. La Curia vanta possedimenti importanti un po' ovunque in Italia e concentrati, tra l'altro, in gran numero nelle roccaforti bianche del passato come Veneto e Lombardia.
Quindi se oggi il valore del patrimonio immobiliare italiano supera quota 6.400 miliardi di euro – come qualche giorno fa ha registrato il rapporto sugli immobili in Italia realizzato dall'Agenzia del territorio e dal dipartimento delle Finanze – si può stimare prudenzialmente che solo nel nostro Paese il valore in mano alla Chiesa si aggiri perlomeno intorno ai mille miliardi (circa il 15%). Se a questa ricchezza detenuta in Italia – dove pesa l'eredità di un potere temporale durato per quasi duemila anni – si aggiunge il patrimonio posseduto all'estero fatto di circa 700mila complessi immobiliari tra parrocchie, scuole e strutture di assistenza la stima, anche stavolta più che prudenziale, può raddoppiare almeno a 2mila miliardi. Numeri, questi, che nessuno conferma dall'interno della Chiesa perché per molti neanche esiste una stima ufficiosa. Ma da ambienti finanziari interpellati la cifra sembra apparire congrua. Cifra a cui si devono aggiungere, tra l'altro, investimenti e depositi bancari di ogni tipo. Questi sì ancora meno noti.
Ma quali sono i numeri più "sicuri" del patrimonio immobiliare e quindi della ricchezza economica della Chiesa cattolica nel mondo? I dati più dettagliati sono fotografati con precisione dalla Bibbia dei numeri del Vaticano: l'«Annuarium statisticum ecclesiae». Che fa risalire il suo aggiornamento a fine 2010. Secondo l'"Istat vaticano" nelle 4.851 diocesi e 105 nunziature apostoliche sparse in tutti e cinque i continenti del mondo ci sono la bellezza di 455.839 tra parrocchie, missioni, chiese e altri centri religiosi che possiedono terreni e fabbricati di ogni dimensione. A queste bisogna aggiungere 206.892 scuole cattoliche che dalla materna alle secondarie fanno studiare la bellezza di 55 milioni di ragazzi, a cui si aggiungono altri 6 milioni che si formano negli istituti superiori e negli atenei cattolici (circa 200 nel mondo) che si trovano spesso in edifici e sedi storici di grande valore.
Più precisamente si contano 70.544 scuole religiose materne – 23.963, la fetta più grande, in Europa – che sono frequentate da 6,4 milioni di bambini, 92.847 istituti primari (23.624 nel continente americano) dove studiano oltre 31 milioni di piccoli studenti e 43.591 scuole medie (11.665 sempre in America) con 17 milioni di ragazzi che vanno nelle aule gestite da preti o religiosi. Ci sono poi almeno 200 atenei religiosi – molti concentrati in Europa e in Italia dove operano istituti dalla storia secolare come l'università Gregoriana o quella Lateranese – e altri centinaia di istituti superiori dove si formano circa 6 milioni di persone, tra laici e religiosi. A tutto questo vanno aggiunti 6mila circa tra convitti e seminari.
Infine nel patrimonio immobiliare una voce davvero importante è quella del "welfare" dove i numeri sono enormi e dove anche qui l'elenco non sembra esaurirsi mai: si contano nel mondo 121.564 strutture sanitarie e di assistenza di vario genere. La punta di diamante è rappresentata dai 5.305 ospedali della Chiesa (basti pensare che la sanità statunitense ne ha 5.700) dove dentro c'è un po' di tutto: dalla struttura all'avanguardia – in Italia basta citare il polo pediatrico di Roma Bambino Gesù o la Casa del Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo – al piccolo centro di frontiera in Africa che fornisce l'assistenza di base. I numeri della sanità vaticana si dividono abbastanza equamente tra i principali continenti: in America sono 1.694 gli ospedali, in Africa 1.150, in Asia 1126, in Europa 1.145 dove l'Italia fa la parte del leone con 129 strutture sanitarie.

Ma la realtà delle cure cattoliche è anche molto più ricca: con 18.179 strutture cosiddette ambulatoriali (oltre 10mila divise tra Africa e Americhe) che danno assistenza ai più svantaggiati e ben 17.223 strutture residenziali e assistenziali destinate alla terza età o ai disabili. Di quest'ultime ben 8mila sono concentrate in Europa e quasi 1.600 solo nel nostro Paese. Completano l'elenco del welfare vaticano quasi 10mila orfanotrofi, oltre 11mila asili per i più piccoli, 15mila consultori familiari e quasi altre 60mila strutture che forniscono assistenza sociale e prestazioni di vario tipo.

giovedì 28 aprile 2016

Due Stati, una sola posizione in classifica.


L’Italia perde ben quattro posizioni nell’annuale classifica di “Reporters sans frontières” (Rsf) sulla “libertà di stampa”. Nell’indagine condotta dalla Ong francese il nostro paese sprofonda al 77° posto, parecchio dietro alcune discutibili autarchie, alcuni paesi africani tra i più poveri e divisi del mondo e qualche nazione balcanica dal pluralismo piuttosto difettoso. Due le principali motivazioni di questo triste primato: le minacce e le violenze contro i cronisti che con il loro lavoro denunciano le mafie, il malaffare e la corruzione dilagante nel nostro paese; le ingerenze e i processi inquisitori alla “libertà di stampa” del Vaticano a conduzione bergogliana (Vatileaks 2).
L’art. 7 della nostra Costituzione, quello dello “Stato e Chiesa indipendenti e sovrani ciascuno nel proprio ordine”, dev’essere stato interpretato da Rsf come una boutade dal momento che nella classifica i due paesi non sono affatto indipendenti e in sostanzal’Italia perde posizioni a causa delle ingerenze di un altro paese, e quindi della sua non sovranità. Non ci è dato sapere, poi, se nelle motivazioni circa la nostra posizione in classifica Rsf abbia tenuto conto anche della pessima qualità del pluralismo informativo in riferimento all’ambito religioso, e quindi in rapporto all’overload mediatico della Chiesa cattolica e del suo più alto rappresentante. Tant’è.
Meglio lasciare ai nostri aficionados qualsiasi speculazione sulle prime e ultime 20 posizioni della classifica, confidando nella loro intuizione per ciò che concerne il nesso tra il livello di laicità dei paesi più virtuosi e il loro relativo ranking in fatto di “libertà di stampa”. Sta di fatto che ancora una volta si evince come il livello del giornalismo italiano veleggi serenamente nelle comode acque dell’autocensura sistematica per non tediare troppo il leader di turno, sia esso politico governativo o religioso. Se questa non fosse già di per sé una notizia abbastanza deprimente possiamo sempre metterla in relazione allo stato di diritto in cui versa il nostro paese, sui temi di interesse e le campagne che porta avanti la nostra associazione da tempi non sospetti.
Per esempio a distanza di dieci anni dalla battaglia per l’eutanasia legale di Piergiorgio Welby e a ben 17 anni dalla vicenda Englaro, con i testi di legge finalmente approdati nelle commissioni di competenza, la stampa sembra avere chiuso i rubinetti dell’informazione. Vero che si parlerebbe di un argomento cheportò già alle dimissioni di un autorevole giornalista, colpevole di rivolta verso la linea editoriale imposta dalla sua emittente televisiva, ma suvvia; un po’ più di quella intraprendenza dimostrata da pochicoraggiosi, e di fiuto in considerazione dei reiterati inviti a legiferare (2006 e 2014) da parte delle più alte cariche dello Stato, nei confronti di un dibattito e di una corretta informazione pubblica non guasterebbe. Quantomeno per scrollarsi di dosso il sospetto di essere completamente asserviti ai desiderata della CEI (si legge ingerenze).
A proposito di Stato, nessun organo di informazione o quasisembra voglia spendere le sue due righe sulla surreale situazione dell’8×1000. Dopo che non uno ma ben due richiami da parte della Corte dei Conti parlano in modo manifesto di un meccanismo truffa, siamo arrivati alla fine di quel aprile mese di tasse senza che nessuno rispolverasse la questione. Abbiamo già evidenziato la sberla europea all’Italia sull’applicazione della 194/78, ma a eccezione del fisiologico scambio di vedute a mezzo stampa tra il ministro Lorenzin e la CGIL promotrice del ricorso, sembra proprio che da una prospettiva giornalistica la questione sia chiusa. A nostro avviso fin troppo frettolosamente per non destare sospetti.
Sulle unioni civili gli organi di informazione, specie quelli che si auspica non siano di parte, hanno viziato ed esasperato il dibattito con punti di vista ideologici quando non del tutto clericali. Mettere nello stesso calderone di argomenti l’adozione del figlio da parte del partner (stepchild adoption) e la “Gestazione per Altri”, al fine di ottenere uno schiacciamento dell’opinione pubblica e quindi il condizionamento in senso restrittivo del testo di legge, è sicuramente un esercizio che poteva riuscire solo ad un “quarto potere” al servizio di ben altri poteri. Bizzarro che dopo tanta foga di vendere copie a scapito dei diritti civili, nessuno abbia invece parlato dei 900 emendamenti allo stesso testo di legge sulle Unioni Civili tutti respinti.
Per questi e altri motivi, Rsf ravvisa una perdita di “libertà di stampa” causato da ingerenze del Vaticano. Uno squilibrio che era stato ben evidenziato anche da altri lo scorso anno. Quindi si stupiscano ben poco gli italiani, se viviamo in un paese dove di fatto il dibattito pubblico viene indirizzato, quando non addirittura negato, in base alle esigenze politiche o religiose dei palazzi. Una stampa che senza un’inversione di tendenza è presumibilmente destinata a perdere ancora posizioni su posizioni. Dal 49° posto del 2010 al 77° posto del 2016 ci incamminiamo verso una graduatoria da regime teocratico, illiberale, autoritario. Nessun organo di informazione del bel paese sembra oggi voler ringraziare Bergoglio per l’incisivo contributo della “sua” Chiesa al “nostro” pessimo piazzamento. Chiedersene le ragioni è retorica, quindi la nostra speranza è che alla luce di tutto questo almeno gli italiani non continuino a chiedersene il motivo.
Paul Manoni
Fonte:

http://www.uaar.it/news/2016/04/27/due-stati-una-sola-posizione-classifica/#comment-765885

giovedì 21 aprile 2016

SENZA PAROLE: BEPPE GRILLO & TARCISIO BERTONE (di Luigi Tosti)

Quando le immagini "parlano" più delle parole. Le foto, tratte del blog di Beppe Grillo, non sono "fotomontaggi", come orgogliosamente puntualizza il comico ligure. Complimenti.




martedì 19 aprile 2016

Com’è “buono” Papa Francesco: ritorna da Lesbo con 12 migranti! (di Luigi Tosti)

Segue imperterrito il marketing pubblicitario della Chiesa Cattolica per creare su di sé l’aurea di ente solidale dispensatore di opere buone, per poter poi reclamare ulteriori privilegi economici da parte dell’ appecorata classe politica italiota.
L’ultima trovata della Chiesa -che può essere considerata geniale solo dagli idioti disposti ad abboccarvi- è quella di avere fatto fare a papa Francesco un viaggio a Lesbo, dove attualmente gli immigranti vengono respinti in Turchia grazie ad un accordo siglato dalla “cattiva” Europa- al fine di far risaltare, di contrapporre e di magnificare -in via mediatica- l’estrema “bontà” della Santa Apostolica Cattolica Romana Chiesa. Il Papa ha infatti fatto “selezionare” (!!) dodici soggetti di fede islamica (gli atei sono stati infatti scartati a priori perché considerati dei frammenti fecali) ai quali è stato poi concesso un “passaggio” sull’aereo (pagato dagli italioti) che ha riportato in Italia il papa. E questo allo scopo di “accogliere” nel Regno del Vaticano i 12 migranti selezionati.
In Vaticano, direte voi? Col cazzo! I 12 soggetti saranno in realtà accolti e mantenuti in Italia dalla “Comunità di Sant’Egidio”, cioè da quella Comunità, salita non proprio agli onori della cronaca, che viene mantenuta e foraggiata sempre con i soldini dei contribuenti italioti.
Ora vi chiederete: ma qual è la sorte degi altri 3.459.982 profughi che sono approdati in Europa? Chi li acccoglie e li mantiene? Forse il Vaticano o Josè Bergoglio, in arte Papa Francesco, o magari Sua Eccellenza Eminentissima il Cardinal Bertone nella sua povera stamberga romana?
E no, che cazzo pretendete, laicisti di merda che altro non siete!! La Chiesa ha fatto la “sua parte” con questo esempio di inaudita  magnificenza, di solidarietà e di accoglienza nei confronti dei migranti, accogliendone 12 a spese … dei contribuenti italioti!! Ora, agli altri 3.500.000 circa -che in fondo sono una bazzecola- secondo Papa Francesco ci debbono pensare gli europei, a loro spese!!
La genialità e la coerenza della Chiesa Cattolica sono sempre più ammirevoli. Ma ancor più ammirevoli sono la RAI e i cosiddetti “giornalisti” italioti, che fanno da cassa di risonanza alle diffusioni di questi ipocriti spot pubblicitari della CCAR, senza battere ciglio e senza osare accennare alla minima critica di falsità e di incoerenza che anche il più cretino degli italioti sarebbe in grado di esprimere. D’altra parte i giornalisti “tengono famiglia” e possono sparare tranquillamente a zero solo sui più anonimi e indifesi “mafiosi” che vivono, come topi, nei nascondigli ricavati nelle fogne o nei vespai: giammai sui potenti monarchi e prelati che vivono in superattici e che hanno stretto secolari rapporti mafiosi con i governanti della Repubblica Pontificia italiana.

Dunque, Viva il Papa e Viva il Regno di Vaticalia!
Addì 19.4.2016 d.i.C.

Luigi Tosti

lunedì 4 aprile 2016



LA PASSACAGLIA DELLA VITA


Oh come t'inganni
se pensi che gl'anni
non hann’ da finire,
bisogna morire,
bisogna morire,
bisogna morire.

È un sogno la vita
che par sì gradita,
è breve gioire,
bisogna morire.
Non val medicina,
non giova la china,
non si può guarire,
bisogna morire,
bisogna morire,
bisogna morire.

Non voglion sperate,
minarie, bravate
che caglia l'ardire,
bisogna morire.
Dottrina che giova,
parola non trova
che plachi l'ardire,
bisogna morire,
bisogna morire,
bisogna morire.

Non si trova modo
di scoglier 'sto nodo,
non vale fuggire,
bisogna morire.
Commun’ è statuto,
non vale l'astuto
'sto colpo schermire,
bisogna morire,
bisogna morire,
bisogna morire.

La morte crudele
a tutti è infedele,
ognuno svergogna,
morire bisogna.
È pur ò pazzia
o gran frenesia,
par dirsi menzogna,
morire bisogna,
morire bisogna,
morire bisogna.

Si more cantando,
si more sonando
la cetra, o zampogna,
morire bisogna.
Si muore danzando,
bevendo, mangiando
con quella carogna,
morire bisogna,
morire bisogna,
morire bisogna.

I giovani, i putti
e gl'huomini tutti
s'hann da incenerire,
bisogna morire
I sani, gl'infermi,
i bravi, gl'inermi
tutt'hann'a finire,
bisogna morire.
E quando che meno
ti pensi, nel seno
ti vien a finire,
bisogna morire.
Se tu non vi pensi
hai persi li sensi,
sei morto e puoi dire:
bisogna morire,
bisogna morire,
bisogna morire,
bisogna morire,
bisogna morire,
bisogna morire,
bisogna morire,
bisogna morire,

bisogna morire.

giovedì 4 febbraio 2016

COLOSSALE RADUNO A ROMA DI NECROFILI E NECROFAGI CATTOLICI ATTORNO ALLA SACRA CARCASSA DEL SANTO IMPOSTORE (di Luigi Tosti)





Il neo poverello di Assisi Jorge Bergoglio, in arte Papa Francesco, ha deciso di rimpinguare ulteriormente le asfittiche casse del Vaticano e della Chiesa Cattolica Apostolica Romana con un colossale raduno a Roma di necrofili e necrofagi cattolici, devoti adoratori della carcassa imbalsamata di un soggetto che è stato a suo tempo santificato per le sue eccezionali doti di impostore e simulatore di stigmate. La salma imbalsamata del Santo Impostore, più noto come Padre Pio, è stata traslata dall’umile e dimessa Piramide edificatagli a suon di miliardi su progetto dell’architetto ateo Renzo Piano, per essere poi trasferita, con una scorta riservata agli Imperatori e costata alla Repubblica Pontificia Italiota circa 7 miliardi di euro, nella città di Roma, dove verrà esposta ai fedeli cattolici nell’ambito dello show imbastito da Bergoglio con il marchio canonico di “Giubileo della Misericordia”. Il macabro corpo di padre Pio è stato sistemato in una urna, rigorosamente cristallina per incentivare l’appetito degli italioti durante i Tiggì rigorosamente dispensati da TeleRaiVaticano nelle ore pasti, per esser poi traslata, con la scorta dei 25.000 agenti delle Forze dell’Ordine, a Roma. Per «evitare danni» al salmone del Santo, che ultimamente ha accusato acciacchi causati da «vibrazioni e sollecitazioni», la reliquia imbalsamata è stata accomodata su «materassini ammortizzanti» appositamente creati dalla NASA con la collaborazione della Tempur.
I festeggiamenti tribali saranno seguiti e teletrasmessi in mondovisione da TELERAIVATICANO con un servizio che andrà in onda su tutte le reti (1,2,3,4,5,6,7,8,9,10 etc.) 25 ore al giorno per sei mesi. Il Governo della Repubblica Pontificia Italiota ha disposto il "No fly zone" su tutto il territorio dell'italica Colonia del Vaticano per l'altezza di 100.000 miliardi di Km. Il Presidente del Consiglio Renzi e il Presidente della Repubblica Mattarella hanno previsto l’afflusso di circa 30 miliardi di fedeli a Roma -23 dei quali provenienti da altri Pianeti del sistema solare gemellati con la Terra- per rendere omaggio e per pregare davanti alla carcassa del Santo. Quest’ultimo, da parte sua, ha già fatto sapere, per il tramite di nota diffusa da Padre Federico Lombardi, che dispenserà miracoli a iosa, anche al Ministro Padoan.
25 milioni di fedeli si sono già accalcati in fila e per ore di attesa per entrare nella basilica di San Lorenzo “fuori le mura” che, per l’occasione, è stata trasferita con provvedimento d’urgenza dal Sindaco Tronca “dentro le mura”. Al cimitero monumentale del Verano, per il secondo giorno consecutivo, vi è stato un bagno di folla di circa 150 milioni di fedeli che hanno aspettato il proprio turno per accedere alla chiesa. I primi sono arrivati già alle 0.30 del mattino e, durante la giornata, i pellegrini sono andati aumentando, con tempi di attesa per l'ingresso che hanno superato le 422 ore e mezza, mentre ieri sera gli accessi per rendere omaggio al santo di Pietrelcina sono proseguiti fino alle ore 48. Questa sera le reliquie di San Pio da Pietrelcina saranno trasferite nella chiesa di San Salvatore Lauro e venerdì saranno portate in processione fino alla basilica di San Pietro.
Ai fedeli disposti a versare un obolo di 450 euro saranno consegnati i pasticcini benedetti di San Pio a forma di mano con stimmate centrale di marmellata di more.

Postato da FANTACRONACAVERA il 4.2.2016 d.i.C.


giovedì 28 gennaio 2016

Virus Zika: una manna inviata da Dio per l’Umanità (di Luigi Tosti).




Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Margaret Chan, ha lanciato un allarme per la rapida diffusione del virus Zika, una malattia virale trasmessa da zanzare del genere «Aedes», le stesse che trasmettono la dengue o la chikungunya. La malattia è pericolosa per le donne incinta perché causa una microcefalia nei feti. Secondo una prima stima il virus potrebbe infettare 3-4 milioni di persone nelle Americhe, 1,5 milioni delle quali in Brasile, dove - da meno di un anno a questa parte - sono nati più di 4mila bambini con microcefalia, una malformazione neurologica che comporta una crescita ridotta del volume del cervello e della circonferenza cranica.
Comitato di emergenza.
Lunedì si riunirà un comitato di emergenza per determinare se Zika costituisca un’emergenza sanitaria di portata internazionale. Ad oggi si è diffuso in 22 Paesi dell’America Latina. Il più colpito è il Brasile, dove i primi casi sono stati individuati a maggio dello scorso anno; solo a ottobre però è stato ipotizzato il collegamento con l’aumento dei casi di microcefalia in bambini nati soprattutto nella zona nord-ovest del Paese. In Brasile ci sono stati finora oltre un milione e mezzo di casi di Zika e circa 4.180 casi di microcefalia, siamo assolutamente tranquilli».
L’appello degli scienziati
La presa di posizione dell’OMS arriva a poche ore dalla pubblicazione sulla rivista Jama di un appello di due scienziati dell’O’Neill Institute for National and Global Health Law di Georgetown (Usa), Daniel Lucey - specializzato in malattie infettive - e Lawrence O. Gostin. Gli esperti hanno richiamato il caso Ebola e spiegato che in quel contesto la mancanza di un intervento deciso dell’Oms nella fase iniziale della crisi probabilmente è costata migliaia di vite. Una lezione da non dimenticare perché, avvertono, anche oggi potrebbero verificarsi gravi conseguenze se non si intraprendono immediatamente decise azioni contro il virus.
La posizione del Vaticano e della Chiesa Cattolica.
Ben diverse le posizioni di Papa Francesco e dei Vertici della Chiesa Cattolica, che considerano la diffusione a livello planetario della microcefalia una vera manna del Cielo, piuttosto che una catastrofe sanitaria. “La Chiesa ha già fattivamente e cristianamente operato per la diffusione del virus dell’AIDS, vietando l’uso del preservativo, e sono stati raggiunti ragguardevoli risultati positivi in Africa, dove il virus dell’AIDS si è oramai diffuso in modo esponenziale”, ha dichiarato in una nota il portavoce del Papa, Padre Federico Lombardi-Piemontesi. “La propagazione del nuovo virus Zika è dunque una vera e propria manna inviata da Dio per diffondere nei feti la microcefalia, che non è una malattia -come i relativisti vorrebbero far credere- ma la base indispensabile per l’infusione della fede nei bambini e negli esseri umani”.
La Pontificia Università Veterinaria di Massaciuccoli ha avviato una ricerca scientifica, sovvenzionata dalla Regione Lombardo/Veneta con un fondo di 122 miliardi di euro, per la riproduzione e il ripopolamento massivo dell’intero territorio italiano con larve di zanzare del genere «Aedes», infettate da Zika. Da parte sua, la Conferenza Episcopale Italiana è stata convocata d'urgenza per il 2 febbraio prossimo per la riforma del matrimonio canonico, che dal 15 marzo 2016 sarà dispensato solo a donne contagiate dal virus Zika.
Postato da FANTACRONACAVERA, addì 28.1.2016 d.i.C.


Hassan Rouhani e la Venere capitolina: storie di ordinaria ipocrisia italiota (di Luigi Tosti)


Che bel Paese, l'Italia di merda! Quando sette mesi fa il Sig. Jorge Mario Bergoglio, in arte Papa Francesco, ha visitato Torino, cioè una città dell'italica Colonia del Vaticano, sono stati rimossi tutti i cartelloni della mostra su Tamara de Lempicka per "non offendere" la sensibilità del Legale rappresentante in Terra del Dio Uno e Trino (ma soprattutto Quattrino) dei Cattolici, senza che nessun giornalista e/o politico starnazzasse o si indignasse. Oggi che si è adottato lo stesso riguardo nei confronti di Hassan Rouhani,  un "ospite" musulmano "di riguardo" (nel senso che ci sta particolarmente a cuore per gli affari  miliardari che speriamo di concluderci) la nostra Augusta Stampa e i nostri Augusti Politici starnazzano e si indignano come le oche del Campidoglio. Che ammirevole "coerenza"! Come si spiega tutto ciò? Forse per il fatto che i "cattolici" sono una razza superiore e gli "islamici" sono invece dei frammenti fecali? Attendo un'illuminata risposta e nel frattempo, da ateo quale sono, ritengo che il principio di laicità vada rispettato sia dal Legale rappresentante sul Pianeta Terra dell'UFO dei Cattolici, sia dai Legali rappresentanti degli altri UFO venerati dai musulmani, dagli induisti, dai buddisti, dai totemisti e dai devoti di FRIZZIQUIZZI, l'unico Dio di cui esiste un'immagine fotografica. L'esposizione delle statue degli antichi greci o romani -così come le opere d'arte di Tamara de Lempicka o di altro artista- sono pienamente legittime e non contravvengono ad alcuna norma dell'ordinamento italiano, sicché non vanno rimosse o oscurate o censurate per rispetto di un qualche primate, appartenente alla specie homo sapiens, che per suoi strampalati convincimenti ideologici le ritiene offensive o immorali. La verità è che "Parigi val bene una messa" e gli ipocriti Governanti italiani si prostituiscono di fronte al Governante straniero di turno, facendo poi la sceneggiata di "quelli che non sapevano nulla", solo perché sperano di risollevare le sorti di questo Paese in stato vegetativo/comatoso vendendo 2 o 3 miliardi di cordame ad uno Stato che, facendo largo uso dell'impiccagione, ne ha un impellente bisogno.
Addì 28 gennaio 2016 d.i.C.

martedì 26 gennaio 2016

Don Angelo Chizzolini: Santo subito!


Don Angelo Chizzolini, parroco di Arnasco, è salito agli onori della cronaca perché si è rifiutato, in una cerimonia funebre celebrata nella sua “Chiesa”, di “benedire” la salma di Aida Bellamoudden, moglie di un “cristiano cattolico” defunto, come lei, in seguito al crollo di una palazzina per una fuga di gas (non proprio miracolosa).
Don Chizzolini è stato oggetto di un feroce attacco mediatico per questo suo rifiuto, che è stato connotato sia dalla stampa che dalla RAI come una forma di “razzismo” “ripudiata” dal “buon” Papa Francesco che, invece, predicherebbe l’ “accoglienza”, la “tolleranza” e la “misericordia” nei confronti dei credenti in dei diversi da quello cattolico.
L’ipocrisia e la falsità della Stampa italiota e della RAI della Repubblica Pontificia Italiana sono a dir poco rivoltanti, posto che Don Chizzolini si è in realtà attenuto al rispetto delle strampalate, intolleranti e razzistiche “norme” del “codice canonico”, vigente ed approvato dal “buon” Papa Francesco, sicché il rifiuto di accoglienza, l’intolleranza e la spietata mancanza di misericordia nei confronti della “salma” della musulmana (infedele) è da ascrivere alla criminale associazione denominata “Chiesa Cattolica”, di cui Bergoglio è capo e responsabile, e non all’ultima ruota del carro che, come i soldati nazisti, ha obbedito agli ordini criminali imposti dai Vertici.
Va peraltro soggiunto che l’imposizione di un rito (sciamanico) cattolico ad un musulmano è un atto di prevaricazione illegittimo e inconcepibile, al pari dell’imposizione di un rito (sciamanico) musulmano ad un cattolico, sicché meraviglia che nessuno degli asserviti giornalisti abbia fatto notare o si sia indignato del fatto che era aberrante che uno sciamano cattolico “benedisse” con strampalati riti e con l’aspersione di gocce di monossido di diidrogeno la “salma” di un musulmano.
Personalmente non me ne frega un bel tubo di quella che sarà la sorte della mia carcassa, una volta chiuso il ciclo biologico: certo è che non ci tengo che uno sciamano cattolico o di altra strampalata setta religiosa “benedica” (??!!) la mia carcassa, in aperta violazione dei miei convincimenti atei. Da buon ateo sono immune alle superstizioni e so perfettamente che le benedizioni o le maledizioni non servono a nulla: ma vi sono credenti dementi che sono convinti che cambiare religione (=convertirsi) o subire i riti di altre religioni è un “peccato” che sarà sanzionato dal proprio UFO nell’aldilà. Quindi: perché mai è stato imposto ad Aida Bellamoudden il funerale religioso della setta cattolica, posto che questa era musulmana?
La risposta, ipocrita, dei cattogiornalisti è che la stessa “aveva in animo di convertirsi” al Supremo ed Unico Vero Dio: quello UNO e TRINO cattolico. E poi, come al solito, che male fa l’imposizione di un crocifisso, di un battesimo, di una cresima, di un funerale a chi non è cristiano o è ateo?
Luigi Tosti, 26.1.2016

martedì 5 gennaio 2016

Morto a 68 anni Luigi Tosti, il giudice “anticrocifisso”

Oggi, 5 gennaio 2016, è stata diffusa dal sito WEB il Picchio News la notizia della mia morte, intervenuta all'età di 68 anni per cause che non mi sono state comunicate. Un giornalista di Macerata, appresa la notizia, ha telefonato alla mia utenza domestica e ha chiesto a mia moglie -che ha risposto alla chiamata- se era o meno vero che ero morto. Fortunatamente ero presente in casa e la cosa si è risolta senza traumi (per mia moglie), con un’allegra risata e senza alcun gesto scaramantico, che sarebbe peraltro risultato inopportuno per chi ha fatto del raziocinio il proprio cavallo di battaglia. La notizia è stata rimossa ma, essendo rimbalzata su Facebook, sono stato raggiunto da altre telefonate di altri giornalisti, di amici e parenti.
Pur essendo consapevole dell’oramai prossima scadenza biologica e che l’evento odierno è solo rinviato a data da destinarsi, rassicuro i lettori sulla mia attuale persistenza in vita (almeno così mi sembra di percepire), sperando che quest’ultima notizia non risulti particolarmente sgradita ai crociati e ai fans del crocifisso e di altri simboli religiosi.
Riporto qui di seguito il testo del necrologio pubblicato oggi, avendo cura di rimarcare che non sono mai stato un giudice amministrativo e che il menzionato Luigi Tosti, Presidente del TAR del Lazio è, per sua fortuna, soltanto un mio omonino.
Morto a 68 anni Luigi Tosti, il giudice “anticrocifisso”
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5 gennaio 2016 di Picchio News
E’ morto all’età di 68 anni il magistrato Luigi Tosti, originario di Cingoli e diventato famoso in tutta Italia per essere stato il primo giudice che tolse il crocifisso dall’aula di giustizia.
La sua battaglia era cominciata a Camerino. Nel suo ufficio, all’interno del piccolo tribunale ora dismesso, aveva preteso che si togliesse il crocifisso o che si esponesse anche la menorah ebraica. Poi la stessa presa di posizione si era estesa anche per quanto riguardava le aule delle udienze civili e penali. Era l’ottobre del 2002. Inevitabilmente la carriera professionale del magistrato subì una interruzione, con sospensioni e giudizi davanti al CSM. Ma Tosti aveva deciso di condurre fino alla fine la sua battaglia, insieme alla associazione degli atei e agnostici d Italia.
Nel 2006 la sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura lo sospese dalle funzioni e dallo stipendio in seguito alla condanna a sette mesi di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici per un anno inflittagli dal Tribunale dell’Aquila nel novembre 2005, poi nel 2009 viene assolto in Cassazione. Nel 2010 è stato definitivamente espulso dalla Magistratura. «Del resto lo stesso Tosti, difendendosi da sé, aveva in qualche modo considerata logica questa conclusione: “O date ragione a me e rimuovete i crocefissi da tutte le aule di giustizia” aveva detto ai suoi giudici “oppure non potete fare altro che cacciarmi dalla magistratura”» (Giorgio Dell’Arti)

Nel 2008 il suo rifiuto di fare udienza in aule dove fosse presente il crocifisso gli è costato una nuova condanna ad un anno di reclusione e un anno di interdizione dai pubblici uffici (pena sospesa), ma venne assolto in appello nel 2012, “a mia insaputa e contro la mia volontà. Il primo motivo che avevo scritto nel ricorso alla sentenza di primo grado era che non avevo commesso nessun reato perché le udienze erano state tenute da altre persone. Ho rinunciato a questo motivo, perché volevo che i giudici si pronunciassero su altre questioni. Alla fine io sono stato assolto d’ufficio per quel motivo”.
Nel giugno 2008 era presidente della II sezione del Tar del Lazio che, accogliendo il ricorso presentato dal Codacons e da un comitato di residenti del quartiere Ostiense contro le aree di parcheggio a pagamento, invalidò le strisce blu in tutta la capitale (il Comune qualche giorno dopo le ripristinò nel centro storico).
A Camerino, dopo le note vicende, non era più tornato e si era ritirato a vivere a Rimini. Aveva un blog e l’ultimo post porta la data del 26 novembre.