Quando le immagini "parlano" più delle parole. Le foto, tratte del blog di Beppe Grillo, non sono "fotomontaggi", come orgogliosamente puntualizza il comico ligure. Complimenti.
giovedì 21 aprile 2016
martedì 19 aprile 2016
Com’è “buono” Papa Francesco: ritorna da Lesbo con 12 migranti! (di Luigi Tosti)
Segue imperterrito il marketing pubblicitario della Chiesa
Cattolica per creare su di sé l’aurea di ente solidale dispensatore di opere
buone, per poter poi reclamare ulteriori privilegi economici da parte dell’
appecorata classe politica italiota.
L’ultima trovata della Chiesa -che può essere considerata
geniale solo dagli idioti disposti ad abboccarvi- è quella di avere fatto fare
a papa Francesco un viaggio a Lesbo, dove attualmente gli immigranti vengono respinti in Turchia grazie ad un accordo siglato dalla “cattiva” Europa- al
fine di far risaltare, di contrapporre e di magnificare -in via mediatica- l’estrema “bontà”
della Santa Apostolica Cattolica Romana Chiesa. Il Papa ha infatti fatto “selezionare” (!!) dodici soggetti di fede islamica (gli atei sono stati infatti scartati a priori
perché considerati dei frammenti fecali) ai quali è stato poi concesso un “passaggio”
sull’aereo (pagato dagli italioti) che ha riportato in Italia il papa. E
questo allo scopo di “accogliere” nel Regno del Vaticano i 12 migranti selezionati.
In
Vaticano, direte voi? Col cazzo! I 12 soggetti saranno in realtà accolti e
mantenuti in Italia dalla “Comunità di Sant’Egidio”, cioè da quella Comunità,
salita non proprio agli onori della cronaca, che viene mantenuta e foraggiata
sempre con i soldini dei contribuenti italioti.
Ora vi chiederete: ma qual è la sorte degi altri 3.459.982
profughi che sono approdati in Europa? Chi li acccoglie e li mantiene? Forse il
Vaticano o Josè Bergoglio, in arte Papa Francesco, o magari Sua Eccellenza
Eminentissima il Cardinal Bertone nella sua povera stamberga romana?
E no, che cazzo pretendete, laicisti di merda che altro non
siete!! La Chiesa ha fatto la “sua parte” con questo esempio di inaudita magnificenza, di solidarietà e di accoglienza
nei confronti dei migranti, accogliendone 12 a spese … dei contribuenti
italioti!! Ora, agli altri 3.500.000 circa -che in fondo sono una bazzecola- secondo
Papa Francesco ci debbono pensare gli europei, a loro spese!!
La genialità e la coerenza della Chiesa Cattolica sono sempre
più ammirevoli. Ma ancor più ammirevoli sono la RAI e i cosiddetti “giornalisti”
italioti, che fanno da cassa di risonanza alle diffusioni di questi ipocriti spot
pubblicitari della CCAR, senza battere ciglio e senza osare accennare alla
minima critica di falsità e di incoerenza che anche il più cretino degli
italioti sarebbe in grado di esprimere. D’altra parte i giornalisti “tengono
famiglia” e possono sparare tranquillamente a zero solo sui più anonimi e indifesi “mafiosi”
che vivono, come topi, nei nascondigli ricavati nelle fogne o nei vespai: giammai sui potenti monarchi e prelati che vivono in superattici e che hanno
stretto secolari rapporti mafiosi con i governanti della Repubblica Pontificia
italiana.
Dunque, Viva il Papa e Viva il Regno di Vaticalia!
Addì 19.4.2016 d.i.C.
Luigi Tosti
lunedì 4 aprile 2016
LA PASSACAGLIA DELLA VITA
Oh come t'inganni
se pensi che gl'anni
non hann’ da finire,
bisogna morire,
bisogna morire,
bisogna morire.
È un sogno la vita
che par sì gradita,
è breve gioire,
bisogna morire.
Non val medicina,
non giova la china,
non si può guarire,
bisogna morire,
bisogna morire,
bisogna morire.
Non voglion sperate,
minarie, bravate
che caglia l'ardire,
bisogna morire.
Dottrina che giova,
parola non trova
che plachi l'ardire,
bisogna morire,
bisogna morire,
bisogna morire.
Non si trova modo
di scoglier 'sto nodo,
non vale fuggire,
bisogna morire.
Commun’ è statuto,
non vale l'astuto
'sto colpo schermire,
bisogna morire,
bisogna morire,
bisogna morire.
La morte crudele
a tutti è infedele,
ognuno svergogna,
morire bisogna.
È pur ò pazzia
o gran frenesia,
par dirsi menzogna,
morire bisogna,
morire bisogna,
morire bisogna.
Si more cantando,
si more sonando
la cetra, o zampogna,
morire bisogna.
Si muore danzando,
bevendo, mangiando
con quella carogna,
morire bisogna,
morire bisogna,
morire bisogna.
I giovani, i putti
e gl'huomini tutti
s'hann da incenerire,
bisogna morire
I sani, gl'infermi,
i bravi, gl'inermi
tutt'hann'a finire,
bisogna morire.
E quando che meno
ti pensi, nel seno
ti vien a finire,
bisogna morire.
Se tu non vi pensi
hai persi li sensi,
sei morto e puoi dire:
bisogna morire,
bisogna morire,
bisogna morire,
bisogna morire,
bisogna morire,
bisogna morire,
bisogna morire,
bisogna morire,
bisogna morire.
giovedì 4 febbraio 2016
COLOSSALE RADUNO A ROMA DI NECROFILI E NECROFAGI CATTOLICI ATTORNO ALLA SACRA CARCASSA DEL SANTO IMPOSTORE (di Luigi Tosti)
Il neo
poverello di Assisi Jorge Bergoglio, in arte Papa Francesco, ha deciso di
rimpinguare ulteriormente le asfittiche casse del Vaticano e della Chiesa
Cattolica Apostolica Romana con un colossale raduno a Roma di necrofili e
necrofagi cattolici, devoti adoratori della carcassa imbalsamata di un soggetto
che è stato a suo tempo santificato per le sue eccezionali doti di impostore e
simulatore di stigmate. La salma imbalsamata del Santo Impostore, più noto come
Padre Pio, è stata traslata dall’umile e dimessa Piramide edificatagli a suon
di miliardi su progetto dell’architetto ateo Renzo Piano, per essere poi
trasferita, con una scorta riservata agli Imperatori e costata alla Repubblica
Pontificia Italiota circa 7 miliardi di euro, nella città di Roma, dove verrà
esposta ai fedeli cattolici nell’ambito dello show imbastito da Bergoglio con
il marchio canonico di “Giubileo della Misericordia”. Il macabro corpo di padre
Pio è stato sistemato in una urna, rigorosamente cristallina per incentivare
l’appetito degli italioti durante i Tiggì rigorosamente dispensati da
TeleRaiVaticano nelle ore pasti, per esser poi traslata, con la scorta dei
25.000 agenti delle Forze dell’Ordine, a Roma. Per «evitare danni» al salmone
del Santo, che ultimamente ha accusato acciacchi causati da «vibrazioni e
sollecitazioni», la reliquia imbalsamata è stata accomodata su «materassini
ammortizzanti» appositamente creati dalla NASA con la collaborazione della
Tempur.
I
festeggiamenti tribali saranno seguiti e teletrasmessi in mondovisione da
TELERAIVATICANO con un servizio che andrà in onda su tutte le reti
(1,2,3,4,5,6,7,8,9,10 etc.) 25 ore al giorno per sei mesi. Il Governo della
Repubblica Pontificia Italiota ha disposto il "No fly zone" su tutto
il territorio dell'italica Colonia del Vaticano per l'altezza di 100.000
miliardi di Km. Il
Presidente del Consiglio Renzi e il Presidente della Repubblica Mattarella
hanno previsto l’afflusso di circa 30 miliardi di fedeli a Roma -23 dei quali
provenienti da altri Pianeti del sistema solare gemellati con la Terra- per
rendere omaggio e per pregare davanti alla carcassa del Santo. Quest’ultimo, da
parte sua, ha già fatto sapere, per il tramite di nota diffusa da Padre
Federico Lombardi, che dispenserà miracoli a iosa, anche al Ministro Padoan.
25 milioni di
fedeli si sono già accalcati in fila e per ore di attesa per entrare nella
basilica di San Lorenzo “fuori le mura” che, per l’occasione, è stata
trasferita con provvedimento d’urgenza dal Sindaco Tronca “dentro le mura”. Al
cimitero monumentale del Verano, per il secondo giorno consecutivo, vi è stato
un bagno di folla di circa 150 milioni di fedeli che hanno aspettato il proprio
turno per accedere alla chiesa. I primi sono arrivati già alle 0.30 del mattino
e, durante la giornata, i pellegrini sono andati aumentando, con tempi di
attesa per l'ingresso che hanno superato le 422 ore e mezza, mentre ieri sera
gli accessi per rendere omaggio al santo di Pietrelcina sono proseguiti fino
alle ore 48. Questa sera le reliquie di San Pio da Pietrelcina saranno
trasferite nella chiesa di San Salvatore Lauro e venerdì saranno portate in
processione fino alla basilica di San Pietro.
Ai fedeli
disposti a versare un obolo di 450 euro saranno consegnati i pasticcini
benedetti di San Pio a forma di mano con stimmate centrale di marmellata di
more.
Postato da
FANTACRONACAVERA il 4.2.2016 d.i.C.
giovedì 28 gennaio 2016
Virus Zika: una manna inviata da Dio per l’Umanità (di Luigi Tosti).
Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale
della sanità, Margaret Chan, ha lanciato un allarme per la rapida diffusione
del virus Zika, una malattia virale trasmessa da zanzare del genere
«Aedes», le stesse che trasmettono la dengue o la chikungunya. La malattia è
pericolosa per le donne incinta perché causa una microcefalia nei feti. Secondo
una prima stima il virus
potrebbe infettare 3-4 milioni di persone nelle Americhe, 1,5 milioni delle
quali in Brasile, dove - da meno di un anno a questa parte - sono nati più di
4mila bambini con microcefalia, una malformazione neurologica che comporta una
crescita ridotta del volume del cervello e della circonferenza cranica.
Comitato di emergenza.
Lunedì si riunirà un comitato di
emergenza per determinare se Zika costituisca un’emergenza sanitaria di portata
internazionale. Ad oggi si è diffuso in 22 Paesi dell’America Latina. Il più colpito è il Brasile, dove i primi casi sono stati
individuati a maggio dello scorso anno; solo a ottobre però è stato ipotizzato
il collegamento con l’aumento dei casi di microcefalia in bambini nati
soprattutto nella zona nord-ovest del Paese. In Brasile ci sono stati finora
oltre un milione e mezzo di casi di Zika e circa 4.180 casi di microcefalia,
siamo assolutamente tranquilli».
L’appello degli scienziati
La presa di posizione dell’OMS arriva
a poche ore dalla pubblicazione sulla rivista Jama di un appello di due scienziati dell’O’Neill Institute for National and
Global Health Law di Georgetown (Usa), Daniel Lucey - specializzato
in malattie infettive - e Lawrence O. Gostin. Gli esperti hanno richiamato il
caso Ebola e spiegato che in quel contesto la mancanza di un intervento deciso
dell’Oms nella fase iniziale della crisi probabilmente è costata migliaia di
vite. Una lezione da non dimenticare perché, avvertono, anche oggi potrebbero
verificarsi gravi conseguenze se non si intraprendono immediatamente decise
azioni contro il virus.
La posizione del Vaticano e della
Chiesa Cattolica.
Ben diverse le posizioni di Papa
Francesco e dei Vertici della Chiesa Cattolica, che considerano la diffusione a
livello planetario della microcefalia una vera manna del Cielo, piuttosto che
una catastrofe sanitaria. “La Chiesa ha già fattivamente e cristianamente
operato per la diffusione del virus dell’AIDS, vietando l’uso del preservativo, e sono stati raggiunti ragguardevoli risultati positivi in Africa, dove il
virus dell’AIDS si è oramai diffuso in modo esponenziale”, ha dichiarato in una
nota il portavoce del Papa, Padre Federico Lombardi-Piemontesi. “La propagazione
del nuovo virus Zika è dunque una vera e propria manna inviata da Dio per
diffondere nei feti la microcefalia, che non è una malattia -come i relativisti
vorrebbero far credere- ma la base indispensabile per l’infusione della fede nei
bambini e negli esseri umani”.
La Pontificia Università Veterinaria
di Massaciuccoli ha avviato una ricerca scientifica, sovvenzionata dalla Regione
Lombardo/Veneta con un fondo di 122 miliardi di euro, per la riproduzione e il ripopolamento
massivo dell’intero territorio italiano con larve di zanzare del
genere «Aedes», infettate da Zika. Da parte sua, la Conferenza Episcopale
Italiana è stata convocata d'urgenza per il 2 febbraio prossimo per la riforma
del matrimonio canonico, che dal 15 marzo 2016 sarà dispensato solo a donne
contagiate dal virus Zika.
Postato da FANTACRONACAVERA, addì
28.1.2016 d.i.C.
Hassan Rouhani e la Venere capitolina: storie di ordinaria ipocrisia italiota (di Luigi Tosti)
Che bel Paese, l'Italia di merda! Quando sette mesi fa il Sig. Jorge Mario Bergoglio, in arte Papa Francesco, ha visitato Torino, cioè una città dell'italica Colonia del Vaticano, sono stati rimossi tutti i cartelloni della mostra su Tamara de Lempicka per "non offendere" la sensibilità del Legale rappresentante in Terra del Dio Uno e Trino (ma soprattutto Quattrino) dei Cattolici, senza che nessun giornalista e/o politico starnazzasse o si indignasse. Oggi che si è adottato lo stesso riguardo nei confronti di Hassan Rouhani, un "ospite" musulmano "di riguardo" (nel senso che ci sta particolarmente a cuore per gli affari miliardari che speriamo di concluderci) la nostra Augusta Stampa e i nostri Augusti Politici starnazzano e si indignano come le oche del Campidoglio. Che ammirevole "coerenza"! Come si spiega tutto ciò? Forse per il fatto che i "cattolici" sono una razza superiore e gli "islamici" sono invece dei frammenti fecali? Attendo un'illuminata risposta e nel frattempo, da ateo quale sono, ritengo che il principio di laicità vada rispettato sia dal Legale rappresentante sul Pianeta Terra dell'UFO dei Cattolici, sia dai Legali rappresentanti degli altri UFO venerati dai musulmani, dagli induisti, dai buddisti, dai totemisti e dai devoti di FRIZZIQUIZZI, l'unico Dio di cui esiste un'immagine fotografica. L'esposizione delle statue degli antichi greci o romani -così come le opere d'arte di Tamara de Lempicka o di altro artista- sono pienamente legittime e non contravvengono ad alcuna norma dell'ordinamento italiano, sicché non vanno rimosse o oscurate o censurate per rispetto di un qualche primate, appartenente alla specie homo sapiens, che per suoi strampalati convincimenti ideologici le ritiene offensive o immorali. La verità è che "Parigi val bene una messa" e gli ipocriti Governanti italiani si prostituiscono di fronte al Governante straniero di turno, facendo poi la sceneggiata di "quelli che non sapevano nulla", solo perché sperano di risollevare le sorti di questo Paese in stato vegetativo/comatoso vendendo 2 o 3 miliardi di cordame ad uno Stato che, facendo largo uso dell'impiccagione, ne ha un impellente bisogno.
Addì 28 gennaio 2016 d.i.C.
Addì 28 gennaio 2016 d.i.C.
martedì 26 gennaio 2016
Don Angelo Chizzolini: Santo subito!
Don Angelo Chizzolini, parroco di Arnasco, è
salito agli onori della cronaca perché si è rifiutato, in una cerimonia funebre
celebrata nella sua “Chiesa”, di “benedire” la salma di Aida Bellamoudden, moglie
di un “cristiano cattolico” defunto, come lei, in seguito al crollo di una
palazzina per una fuga di gas (non proprio miracolosa).
Don Chizzolini è stato oggetto di un feroce
attacco mediatico per questo suo rifiuto, che è stato connotato sia dalla stampa che
dalla RAI come una forma di “razzismo” “ripudiata” dal “buon” Papa Francesco
che, invece, predicherebbe l’ “accoglienza”, la “tolleranza” e la “misericordia”
nei confronti dei credenti in dei diversi da quello cattolico.
L’ipocrisia e la falsità della Stampa italiota e
della RAI della Repubblica Pontificia Italiana sono a dir poco rivoltanti,
posto che Don Chizzolini si è in realtà attenuto al rispetto delle strampalate,
intolleranti e razzistiche “norme” del “codice canonico”, vigente ed approvato
dal “buon” Papa Francesco, sicché il rifiuto di accoglienza, l’intolleranza e
la spietata mancanza di misericordia nei confronti della “salma” della
musulmana (infedele) è da ascrivere alla criminale associazione denominata “Chiesa
Cattolica”, di cui Bergoglio è capo e responsabile, e non all’ultima ruota del
carro che, come i soldati nazisti, ha obbedito agli ordini criminali imposti
dai Vertici.
Va peraltro soggiunto che l’imposizione di un
rito (sciamanico) cattolico ad un musulmano è un atto di prevaricazione illegittimo
e inconcepibile, al pari dell’imposizione di un rito (sciamanico) musulmano ad
un cattolico, sicché meraviglia che nessuno degli asserviti giornalisti abbia
fatto notare o si sia indignato del fatto che era aberrante che uno sciamano
cattolico “benedisse” con strampalati riti e con l’aspersione di gocce di monossido di diidrogeno la “salma” di un musulmano.
Personalmente non me ne frega un bel tubo di
quella che sarà la sorte della mia carcassa, una volta chiuso il ciclo
biologico: certo è che non ci tengo che uno sciamano cattolico o di altra
strampalata setta religiosa “benedica” (??!!) la mia carcassa, in aperta violazione dei
miei convincimenti atei. Da buon ateo sono immune alle superstizioni e so perfettamente che le benedizioni o le
maledizioni non servono a nulla: ma vi sono credenti dementi che sono convinti
che cambiare religione (=convertirsi) o subire i riti di altre religioni è un “peccato”
che sarà sanzionato dal proprio UFO nell’aldilà. Quindi: perché mai è stato
imposto ad Aida Bellamoudden il funerale religioso della setta cattolica, posto
che questa era musulmana?
La risposta, ipocrita, dei cattogiornalisti è
che la stessa “aveva in animo di convertirsi” al Supremo ed Unico Vero Dio: quello UNO e TRINO cattolico. E poi, come al solito, che male fa l’imposizione di un
crocifisso, di un battesimo, di una cresima, di un funerale a chi non è
cristiano o è ateo?
Luigi Tosti, 26.1.2016
martedì 5 gennaio 2016
Morto a 68 anni Luigi Tosti, il giudice “anticrocifisso”
Oggi, 5
gennaio 2016, è stata diffusa dal sito WEB il Picchio News la notizia della mia
morte, intervenuta all'età di 68 anni per cause che non mi sono state
comunicate. Un giornalista di Macerata, appresa la notizia, ha telefonato alla
mia utenza domestica e ha chiesto a mia moglie -che ha risposto alla chiamata-
se era o meno vero che ero morto. Fortunatamente ero presente in casa e la cosa
si è risolta senza traumi (per mia moglie), con un’allegra risata e senza alcun
gesto scaramantico, che sarebbe peraltro risultato inopportuno per chi ha fatto
del raziocinio il proprio cavallo di battaglia. La notizia è stata
rimossa ma, essendo rimbalzata su Facebook, sono stato raggiunto da altre
telefonate di altri giornalisti, di amici e parenti.
Pur
essendo consapevole dell’oramai prossima scadenza biologica e che l’evento odierno
è solo rinviato a data da destinarsi, rassicuro i lettori sulla mia attuale
persistenza in vita (almeno così mi sembra di percepire), sperando che quest’ultima
notizia non risulti particolarmente sgradita ai crociati e ai fans del
crocifisso e di altri simboli religiosi.
Riporto qui di seguito il testo
del necrologio pubblicato oggi, avendo cura di rimarcare che non sono mai stato
un giudice amministrativo e che il menzionato Luigi Tosti, Presidente del TAR
del Lazio è, per sua fortuna, soltanto un mio omonino.
Morto a 68 anni Luigi Tosti, il giudice “anticrocifisso”
5 gennaio
2016 di Picchio News
E’ morto all’età di 68
anni il magistrato Luigi Tosti, originario di Cingoli e diventato famoso in
tutta Italia per essere stato il primo giudice che tolse il crocifisso
dall’aula di giustizia.
La sua battaglia era cominciata a Camerino. Nel suo
ufficio, all’interno del piccolo tribunale ora dismesso, aveva preteso che si
togliesse il crocifisso o che si esponesse anche la menorah ebraica. Poi la
stessa presa di posizione si era estesa anche per quanto riguardava le aule
delle udienze civili e penali. Era l’ottobre del 2002. Inevitabilmente la
carriera professionale del magistrato subì una interruzione, con sospensioni e
giudizi davanti al CSM. Ma Tosti aveva deciso di condurre fino alla fine la sua
battaglia, insieme alla associazione degli atei e agnostici d Italia.
Nel 2006 la sezione disciplinare del Consiglio
superiore della magistratura lo sospese dalle funzioni e dallo stipendio in
seguito alla condanna a sette mesi di reclusione e all’interdizione dai
pubblici uffici per un anno inflittagli dal Tribunale dell’Aquila nel novembre
2005, poi nel 2009 viene assolto in Cassazione. Nel 2010 è stato
definitivamente espulso dalla Magistratura. «Del resto lo stesso Tosti,
difendendosi da sé, aveva in qualche modo considerata logica questa
conclusione: “O date ragione a me e rimuovete i crocefissi da tutte le aule di
giustizia” aveva detto ai suoi giudici “oppure non potete fare altro che
cacciarmi dalla magistratura”» (Giorgio Dell’Arti)
Nel 2008 il suo rifiuto di fare udienza in aule dove
fosse presente il crocifisso gli è costato una nuova condanna ad un anno di
reclusione e un anno di interdizione dai pubblici uffici (pena sospesa), ma
venne assolto in appello nel 2012, “a mia insaputa e contro la mia volontà. Il
primo motivo che avevo scritto nel ricorso alla sentenza di primo grado era che
non avevo commesso nessun reato perché le udienze erano state tenute da altre
persone. Ho rinunciato a questo motivo, perché volevo che i giudici si
pronunciassero su altre questioni. Alla fine io sono stato assolto d’ufficio
per quel motivo”.
Nel giugno 2008 era presidente della II sezione del
Tar del Lazio che, accogliendo il ricorso presentato dal Codacons e da un
comitato di residenti del quartiere Ostiense contro le aree di parcheggio a
pagamento, invalidò le strisce blu in tutta la capitale (il Comune qualche
giorno dopo le ripristinò nel centro storico).
A Camerino, dopo le note vicende, non era più tornato
e si era ritirato a vivere a Rimini. Aveva un blog e l’ultimo post porta la
data del 26 novembre.
giovedì 26 novembre 2015
LA GUERRA DI RELIGIONE ESISTE E VA SUPERATA (di Massimo Maiurana)
Pubblico con piacere il seguente articolo di Massimo Maiurana, tratto dal sito dell'UAAR, non solo perché lo condivido, ma anche perché lo merita. Buona lettura.
Il mito del decadimento dell’umanità
a causa di se stessa ricorre in diverse religioni. Per gli antichi greci tutto
ebbe inizio nel momento in cui Pandora aprì il vaso in cui erano stati
rinchiusi i mali del mondo, nonostante Zeus le avesse raccomandato di non
farlo. Per la Bibbia ebraica, alla base anche di cristianesimo e islam, fu
sempre per disobbedienza che Eva raccolse e mangiò il frutto proibito
dell’albero della conoscenza del bene e del male. L’uomo causa del suo mal,
quindi, l’uomo che sfida puerilmente la divinità e che per questo viene punito,
privato dell’immortalità e vittima perenne delle conseguenze della sua azione.
Anzi, per quanto riguarda il genere non l’uomo ma in realtà la donna, e qui ci
sarebbe ulteriormente da ridire ma è un altro discorso.
Se l’umanità è stata dannata per
essersi allontanata dalla divinità, ne consegue che l’unica possibilità di
salvezza è la redenzione, l’obbedienza cieca al dettato divino, con l’estrema
punizione come inevitabile alternativa. Non a caso la Bibbia è piena di
annientamenti di massa, dal Diluvio universale a Sodoma e Gomorra, passando per
le piaghe d’Egitto e altri orrori vari. Sempre non a caso, la storia è zeppa di
stermini e crimini giustificati attraverso la religione, dai nativi americani
alle comunità valdesi. Fino ai giorni nostri. Fino a Parigi.
È la religione il suo ingrediente principale, lo dimostrano gli obiettivi
individuati negli attacchi
Il terrorismo islamista è un
fenomeno troppo complesso, vasto e organizzato per essere ridotto
semplicisticamente a puro fondamentalismo religioso, ma non si può negare che
sia prevalentemente basato su quello. È la religione il suo ingrediente
principale, lo dimostrano gli obiettivi individuati negli attacchi alla
capitale francese. È stata colpita l’irriverenza blasfema di Charlie
Hebdo a gennaio, sono stati colpiti luoghi percepiti come simbolo di
empietà a novembre, come spiegato nel comunicato di rivendicazione dell’Isis.
Certo: è anche stata colpita una nazione militarmente impegnata laddove l’Isis
agisce, ma il fatto che essi stessi usino principalmente la religione per
giustificare gli attacchi non può e non deve passare in secondo piano.
Per il sociologo Khosrokhavar l’identikit del
jihadista è in prima istanza quello di un giovane che impara a odiare la
società perché escluso da essa, costretto a vivere ai margini. Va bene, l’ambiente
delle banlieue è intriso di islam e di disagio sociale, ma bisognerebbe allora
spiegare perché le altre periferie del mondo producano in genere borseggiatori
e spacciatori, non certo aspiranti kamikaze. E bisognerebbe anche spiegare come
mai tra gli islamisti arrestati a Merano ci fossero
un sussidiato dal Comune con 2.000 euro al mese e un altro a cui era stato
assegnato un appartamento perché, a suo dire, perseguitato in Iraq. È evidente
che i conti non tornano. Nemmeno quando Khosrokhavar dice che in seconda
istanza ci sono quei giovani non emarginati che lui definisce come
“romanticisti naif”, presumibilmente anche annoiati, che vanno a combattere in
Siria ma tra cui non sarebbero emerse figure di rilievo.
I conti tornano invece tragicamente
quando si cerca di capire qual è il sentire comune dei musulmani. Secondo
una ricerca del Pew Research Center c’è
sì, nei Paesi islamici, una maggioranza di musulmani con un’opinione negativa
nei confronti dell’Isis, ma ci sono anche una fetta preoccupante di favorevoli
e una consistente di dubbiosi. E poiché non si tratta di un sondaggio sulle
preferenze alimentari, percentuali medie del 10% di sostenitori del terrorismo
sono a dir poco drammatiche. Specialmente quando si parla di un Paese come la
Turchia, membro della Nato e aspirante membro dell’Ue, in cui ogni 12 persone
ce ne sono una che si dice a favore dell’Isis e due che preferiscono non
esprimersi. Se poi guardiamo dentro casa nostra, sembra che le cose vadano
addirittura peggio che in Turchia; secondo un’indagine di Ipr, presentato alla trasmissione
televisiva Porta a porta, addirittura il 12% dei musulmani in
Italia giustificherebbe in qualche modo la strage di Parigi.
Seguano ulteriori passi, nel senso di una graduale secolarizzazione
dell’identità islamica
In questo contesto ben venga la
campagna “Not in my name”, che ha portato musulmani di tutto il mondo a
condannare apertamente l’Isis prima attraverso i social network, fotografandosi
con cartelli recanti lo slogan della campagna, e poi in piazza, a Roma e Milano, per dirlo
tutti insieme con parole forti e chiare. Finalmente! Da tempo veniva chiesta da
più parti ai musulmani moderati una condanna senza riserve della strategia del
terrore e del fondamentalismo, e dopo una lunga striscia di sangue siamo giunti
al primo passo, sebbene con un livello di partecipazione tutt’altro che
entusiasmante. Non possiamo che sperare che adesso seguano ulteriori
passi, nel senso di una graduale secolarizzazione dell’identità islamica.
Da questo punto di vista noi
occidentali abbiamo il dovere di porre le basi perché questo processo possa
iniziare e poi proseguire nella giusta direzione, il che vuol dire fare
esattamente il contrario di ciò che finora è stato fatto. O meglio, il
contrario di quello che alcuni hanno fatto e continuano purtroppo a fare,
opponendo l’identità cristiana al fondamentalismo islamico e contribuendo
quindi ad alimentare il conflitto interreligioso. Ha forse senso proporre
l’esposizione del crocifisso in tutte le scuole, come hanno fatto Ilaria Giorgetti, in veste di presidente del
quartiere Santo Stefano di Bologna, e il consigliere regionale
dell’Umbria Marco Vinicio Guasticchi? O invitare le scuole
ad allestire tutte il presepe, come ha fatto il quotidiano La Nazione? In altre
parole, qualcuno veramente pensa che il rimedio al terrorismo passa per
l’ostentazione di un “orgoglio cristiano”?
“Orgoglio laico”, di una società basata non su un clericalismo diverso ma
sull’assenza di clericalismi
Chiaramente la risposta è no. La
ricetta migliore contro il terrorismo religioso non può che essere la
rivendicazione di un“orgoglio laico”, di una società basata non su un
clericalismo diverso ma sull’assenza di clericalismi. Che ovviamente non
equivale all’assenza di religioni. Non si tratta di de-cristianizzare i
cristiani o di de-islamizzare i musulmani, si tratta di avere come obiettivo
una laicizzazione di tutti intesa come rispetto verso qualunque cultura e fede,
intesa come primato della libertà, intesa come baluardo contro ogni
clericalismo, Isis compreso. Del resto è proprio questo che gli islamisti non
accettano: la libertà occidentale, che per loro assume la forma dell’empietà.
Non l’accettano per la stessa ragione di fondo per cui anche il cristianesimo,
come le altre religioni, lo ha fatto storicamente. Perché una società laica è
libera, e una società libera non è per definizione controllabile. Loro, i
clericalismi, invece vogliono assolutamente controllarla, e quindi cercano di
codificarne ogni comportamento attraverso l’imposizione di morali e dottrine
pretese universali.
Ecco perché armarsi di crocifissi
non è solo sbagliato ma anche deleterio. Perché la prospettiva che si offre è
solo un mondo con una diversa cultura dominante sulle altre, quando invece
dovrebbe essere un mondo in cui tutte le culture sono libere e nessuna è
egemone. Se si riuscirà a far capire questo ai musulmani che hanno sfilato con
i cartelli anti Isis, magari loro stessi potrebbero farsi promotori di un islam
più rispettoso dei diritti dell’uomo. E tutti potremmo solo beneficiarne.
Massimo Maiurana
lunedì 2 novembre 2015
Bergoglio e la sua Chiesa: copertura mafiosa per i preti “inculabambini” e carcere duro per chi diffonde documenti veri.
La coerenza criminale della Chiesa cattolica seguita a manifestarsi in tutto il suo fulgore, ovviamente in mezzo all’indifferenza della stampa italiota e dei politici-lacchè che governano la Repubblica Pontifica italiana. L’ultima chicca è avvenuta ieri, quando la Gendarmeria e la Magistratura Vaticane hanno arrestato il monsignore spagnolo Lucio Angel Vallejo Balda, 54 anni, segretario della Prefettura degli Affari economici della Santa Sede e, altresì, la Pr italiana Francesca Immacolata Chaouqui, 33 anni, rispettivamente segretario e membro della Cosea, Commissione referente di studio e indirizzo sull'Organizzazione delle Strutture economico-amministrative della Santa Sede, istituita dal Papa nel luglio 2013 poi sciolta dopo il compimento del suo mandato. Era dai tempi dei processi alle streghe che la Santa Inquisizione Cattolica non metteva in gatta buia una donna. Fatto sta che, forse per timore reverenziale nei confronti della Santissima Vergine, l'Immacolata Francesca è stata rilasciata dopo che aveva fatto delle ammissioni, non si sa se sotto tortura, come ai bei tempi delle streghe e degli eretici.
Particolarmente “grave” è il delitto di cui questi due lestofanti si sono macchiati. Sono infatti sospettati di avere sottratto e
divulgato "notizie e documenti riservati" che, poi, sarebbero alla base di due nuovi libri non ancora pubblicati:
«Avarizia», del cronista dell'Espresso Emiliano Fittipaldi, e «Via Crucis», del
giornalista Mediaset Gianluigi Nuzzi.
L’Organo di informazione e propaganda di regime del
Monarca Bergoglio ci ha tenuto a sottolineare che la divulgazione di
notizie e documenti riservati è un gravissimo reato previsto dalla Legge n. IX dello Stato
della Città del Vaticano (13 luglio 2013) art. 10 (art. 116 bis c.p.): un reato
che va severamente represso e punito perché “non concorre in alcun modo a
stabilire chiarezza e verità, ma piuttosto a generare confusione e interpretazioni
parziali e tendenziose”, ovverosia, detto in termini più chiari, a sputtanare la Chiesa Cattolica, rendendo di pubblico dominio le sue immani
ricchezze e le disinvolte, occulte e criminose modalità con le quali esse vengono
gestite, allo scopo di ingrassare ulteriormente i preti e di metterla nel culo al cosiddetto gregge dei “poveri
di spirito”, il quale ultimo resta la vera risorsa della Chiesa e, sicuramente, la categoria di soggetti più graditi dai preti, in questo pianeta Terra, e
più privilegiata dal “Buon” “Dio degli eserciti”, nel Regno dei Cieli, dove sono stati allestiti -per questa categoria di beati "beoti"- dei pascoli sterminati, allietati da luci celestiali e da musiche soavi.
Certo, potrebbe suonare un tantinello stridente la
circostanza che i Papi e la Chiesa Cattolica non abbiano riservato una
centesima parte della stessa severità nei confronti dei loro preti pedofili, altrimenti
soprannominati “inculabambini”, che hanno sodomizzato a livello planetario i
minorenni affidati alle loro “amorevoli” cure. Certo, potrebbe anche suonare un tantinello
stridente che a questi criminali inculabambini la Chiesa non abbia riservato un
solo giorno di carcere ma che, al contrario, li abbia omertosamente coperti e aiutati per
garantirne l’impunità, consentendo loro di seguitare a pascolare negli oratori per inculare altri bambini
in altre parrochie. A pensarci bene, però, non esiste alcuna incoerenza in questi comportamenti di Mamma Chiesa, perché ciò
che i Papi hanno ritenuto -e ritengono veramente ignominioso- non è la pedofilia né altri crimini, ma è la circostanza che possano trapelare all'esterno delle VERITA’ che offuscano la falsa immagine che di sé si è data la Chiesa la quale, ad onta degli spots televisivi
quotidiani, brilla soprattutto per i suoi crimini, per le sue immense ricchezze,
accumulate senza mai lavorare e speculando sulla creduloneria dei poveri di
spirito, nonché per la gestione egoistica, disinvolta e sovente criminale dei suoi
sconfinati patrimoni mobiliari e immobiliari, oltre che per i laidi intrecci mafiosi che essa ha sempre intessuto con i governanti.
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