sabato 16 maggio 2009

DISABILE SFRATTATA E PIGNORATA DALLA CHIESA, CHE SUCCHIA L'8 PER MILLE AGLI ITALIANI E NON PAGA L'ICI

I frati maroniti, dopo aver sfrattato una disabile perché pagava "soltanto" 700 euro di canone mensile, le hanno anche pignorato la casa in cui era stata costretta a traslocare, e questo per "recuperare" un credito di ben 12.000 euro per spese giudiziarie di sfratto. Questo è l'uso, altamente "cristiano", che la Chiesa fa delle immense ricchezze immobiliari e patrimoniali che ha accumulato, parassitariamente e senza mai lavorare, nei suoi 2.000 anni di storia criminale. Un patrimonio che la Chiesa, "grazie" all'8 per mille e grazie ai priviligi ed alle esenzioni fiscali, incrementa ed accumula tutt'oggi ai danni dei cittadini italiani, ridotti sempre più in povertà e miseria. Guardatevi questo servizio, mandato in onda dalle Jene il 15 maggio 2009, e confrontatelo con gli spot, ipocriti e ingannevoli, che la Chiesa diffonde sulle reti televisive per elemosinare l'8 per mille truffaldino accordatole da Craxi & C.: spero che i conati di vomito non vi impediscano di arrivare alla fine del filmato.


giovedì 14 maggio 2009

LE PAROLE DELLA CHIESA CHE NON COSTANO NIENTE


In quanto a scuse, la Chiesa cattolica non le lesina di certo: si scusa con gli ebrei (dopo aver revocato la scomunica ai lefevbriani), si scusa con le vittime dei preti pedofili (guardandosi bene dal cacciarli dalle gerarchie ecclesiastiche), e, dulcis in fundo, si scusa con gli indigeni del Canada per la "deplorevole condotta" dei sacerdoti e delle suore all'interno delle scuole residenziali canadesi.

Le scuse non solo non costano nulla e fanno fare bella figura, ma non cambiano neppure una virgola dello stato delle cose. Parole. Ecco: le scuse sono solo parole. Quanto ai fatti, c'è invece parecchio da dire.
Intanto, la notizia dell'incontro di Ratzinger con Phil Fontaine, Grande Capo dell'Assemblea delle Prime Nazioni del Canada, e con l'Arcivescovo James Weisgerber, presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici del Canada, insieme ad altri leader e rappresentanti indigeni, sui giornali è passata quasi sotto silenzio. Argomento scomodo, si sa, meglio non sollevare clamore.

Nel corso dell'incontro, Benedetto XVI ha ricordato, come sottolinea una nota del Vaticano "come fin dai primi giorni della sua presenza in Canada la Chiesa, soprattutto attraverso il suo personale missionario, abbia accompagnato da vicino le popolazioni indigene". Inoltre, il Papa ha "espresso il proprio dolore e l'angoscia provocati dalla deplorevole condotta di alcuni membri della Chiesa e ha mostrato la propria simpatia e solidarietà". L'arcivescovo James Weisgerber, inoltre, si è fatto portavoce delle difficoltà che gli indigeni canadesi vivono tuttora: "I popoli aborigeni continuano ad essere emarginati e impoveriti. Le loro necessità sociali, economiche e culturali sono oggi così urgenti che tutti i canadesi devono compiere nuovi e decisi sforzi per collaborare con le popolazioni indigene per assicurare loro rispetto, accettazione e uguaglianza". Nobilissimi sentimenti, nobilissime parole. Ma, di fronte ai fatti, si rivelano per quello che sono: parole e nient'altro. Vediamo di fare un po' di chiarezza.

La "conquista del Canada" avvenne ad opera prima dei francesi e poi degli inglesi. I francesi arrivarono nel 1534, e dal 1615 arrivarono in Canada i primi missionari cattolici, che tentarono di convertire gli indigeni dei luoghi dove si stabilirono. La dominazione francese durò fino al 1763, quando, al culmine della guerra dei Sette Anni, il Canada passò sotto la dominazione della Gran Bretagna. E' importante sottolineare che, quando i francesi giunsero sul territorio canadese, lo trovarono abitato da popoli giunti lì molte migliaia di anni prima, che si dedicavano alla coltivazione, alla caccia al bisonte e vivevano in comunione con la terra. In base a quale principio, dunque, presero possesso, in nome del re Francesco I, del territorio canadese?

Tutto comincia il 4 maggio 1493, con un Papa, Alessandro VI Borgia, e una bolla. La bolla è conosciuta come "Inter caetera Divinae", e con essa l'allora pontefice, in virtù della Donazione di Costantino (documento rivelatosi in seguito assolutamente ed incontrovertibilmente falso), "donava" a sua volta le terre scoperte da Colombo ai sovrani di Spagna e Portogallo, purchè si obbligassero a convertire i popoli indigeni alla religione cristiana. Un'altra bolla, emanata da Niccolò V nel 1455, autorizzava i popoli "civilizzatori" a invadere, ricercare, catturare, vincere e soggiogare i pagani, a schiavizzarli e a confiscare le loro proprietà. Del resto, le bolle trovavano legittimazione nel Deteuronomio:
"Quando il Signore tuo Dio ti avrà introdotto nel paese che vai a prendere in possesso e ne avrà scacciate davanti a te molte nazioni [...] quando il Signore tuo Dio le avrà messe in tuo potere e tu le avrai sconfitte, tu le voterai allo sterminio; non farai con esse alleanza né farai loro grazia. Non ti imparenterai con loro, non darai le tue figlie ai loro figli e non prenderai le loro figlie per i tuoi figli, perché allontanerebbero i tuoi figli dal seguire me, per farli servire a dèi stranieri, e l'ira del Signore si accenderebbe contro di voi e ben presto vi distruggerebbe. Ma voi vi comporterete con loro così: demolirete i loro altari, spezzerete le loro stele, taglierete i loro pali sacri, brucerete nel fuoco i loro idoli. Tu infatti sei un popolo consacrato al Signore tuo Dio; il Signore tuo Dio ti ha scelto per essere il suo popolo privilegiato fra tutti i popoli che sono sulla terra."

La sorte degli indigeni canadesi era quindi già scritta. Il potere religioso e quello politico-economico si allearono, come sempre accade, con due diversi obiettivi: il primo, quello politico-economico, mirava ad appropriarsi delle terre degli indiani canadesi per lo sfruttamento, soprattutto dei boschi, il secondo, quello religioso, mirava alla conversione (anche forzata) al cristianesimo. Per fare questo fu necessario approntare un'apposita commissione che affrontasse il problema dell'assimilazione degli indigeni. Nacque così la commissione Bagot, sostenuta dal Vaticano, che studiò il problema e indicò le linee guida di quello che sarebbe stato l'Indian Act, uno dei documenti più vergognosi che siano mai stati emessi.
Con l'Indian Act, gli indigeni divenivano "cittadini di seconda classe", e potevano essere arrestati, imprigionati, privati dei loro beni e delle loro terre anche senza giustificazioni. Ma non bastava. L'obiettivo dell'assimilazione prevedeva anche che i bambini indiani, alle soglie dell'età scolare, venissero sottratti (spesso forzatamente) alle loro famiglie, per essere rinchiusi in quelle che vennero chiamate Scuole Residenziali, che nei fatti si rivelarano veri e propri lager. La tutela legale dei bambini indiani veniva tolta ai genitori e assegnata al direttore della scuola di cui facevano parte, che in pratica poteva disporre delle loro vite come voleva. E quello che accadde ai bambini indigeni canadesi ha un unico nome: genocidio.

All'interno delle scuole residenziali, oltre il 60% delle quali era retta da religiosi cattolici, fu messo in opera il dictat alla base dell'Indian Act: l'assimilazione o l'annichilimento. E fu l'annichilimento, fin dal principio. Ai bambini veniva assegnato un numero, come nei campi di concentramento nazisti, e dovevano sottostare a regole rigidissime: era proibito parlare la propria lingua, era proibito qualsiasi contatto con la famiglia d'origine, era proibito professare la propria religione o dedicarsi ad attività "da indiani" come intagliare il legno, era proibito perfino ridere. La disciplina rigidissima mirava al totale annichilimento della volontà. I bambini furono torturati, picchiati, violentati e uccisi in modo terribile. Massacrati a calci e pugni, buttati fuori dalle finestre, impiccati, frustati fino alla morte, torturati e uccisi con scariche elettriche, passati di mano come merce sessuale, sodomizzati, sottoposti ad esperimenti medici terrificanti, forzatamente sterilizzati, deliberatamente esposti alla tubercolosi, costretti di fatto alla schiavitù e costantemente vittima del terrore.

I loro cadaveri furono sepolti ovunque, nei dintorni delle scuole residenziali, o gettati nei boschi e nei dirupi. In pochissimi sopravvissero alle infamie e alle torture. Legittimate dal governo canadese, le scuole residenziali furono i lager del Canada, votati allo sterminio di un intero popolo, colpendo dove era più falice e soprattutto dove i risultati sarebbero stati decisivi: distruggendo i bambini. I pochi sopravvissuti oggi sono in gran parte sbandati, spesso suicidi, votati all'autodistruzione perchè quello che hanno loro inculcato era la loro indegnità a vivere, spesso dipendenti da alcol e droghe, nel migliore dei casi senza più radici certe e con un bagliaglio di ricordi terrificanti.
Suonano dunque quasi beffarde, le parole di Giovanni Paolo II del 18 settembre 1984, quando rivolse un messaggio radiotelevisivo alle popolazioni indigene del Canada: "Sono al corrente della gratitudine che voi, popoli Indiano e Inuit, avete nei confronti dei missionari che hanno vissuto e sono morti tra di voi. Ciò che essi hanno fatto per voi è ben noto a tutta la Chiesa; è noto al mondo intero. Questi missionari hanno cercato di vivere la vostra stessa vita, di essere come voi per servirvi e per portarvi il Vangelo di salvezza di Gesù Cristo. [...] I missionari rimangono tra i vostri migliori amici, dedicano la loro vita al vostro servizio, perché predicano la parola di Dio."

Il governo canadese ha chiesto scusa alle popolazioni indigene appena un anno fa. Alle vittime, il governo canadese ha offerto un risarcimento di 5 miliardi di dollari. L'ultima scuola residenziale fu chiusa nel 1996. Solo sulla West Coast canadese vivevano 2.000.000 di indigeni. Oggi sono poco più di 20.000. Le scuole residenziali hanno funzionato, lo sterminio ha avuto successo.
Buona ultima, si dispiace anche la Chiesa cattolica, a cui non verranno chiesti risarcimenti, poichè il governo del Canada proibisce qualsiasi tentativo di rivalsa legale nei confronti degli esecutori materiali del genocidio: la Chiesa cattolica e la Chiesa Unita del Canada. A Ratzinger le scuse non costano quindi proprio nulla, e del resto il Vaticano si è ben guardato dall'assumersi responsabilità per quanto accaduto. Come nel caso dei preti pedofili, nel caso dei religiosi genocidiari si trattava di "casi isolati".

Suscita tuttavia perplessità il comportamento di Ratzinger, soprattutto alla luce di quanto avvenuto a luglio del 2008. Vale la pena ricordarlo, considerando che anche in quel caso sui giornali è comparso ben poco. Lo scorso anno il Concilio Internazionale delle 13 Anziane Indigene, un organismo che si occupa della tutela delle diverse culture mondiali, chiese udienza a Benedetto XVI. Lo scopo delle Tredici Anziane era quello di consegnare al Papa una dichiarazione con la quale si chiedeva di recedere dalla bolla papale che ha dato origine alla colonizzazione delle terre indigene e dai documenti e bolle papali che dimostrano come il papato abbia svolto un ruolo preponderante nel genocidio nordamericano. L'udienza pubblica fu concessa con un permesso scritto, ma le Anziane si ritrovarono di fronte ad un palazzo vuoto: Ratzinger aveva improvvisamente deciso di ritirarsi a Castel Gandolfo "per riposare in previsione del viaggio in Australia". Comportamento quanto meno poco cortese. Senza contare l'atteggiamento delle forze dell'ordine nei confronti delle Tredici Anziane che, comunque, si erano riunite in preghiera a piazza San Pietro: quattro funzionari di polizia del Vaticano chiesero alle donne di interrompere la cerimonia di preghiera sostenendo che tali preghiere fossero in contraddizione con gli insegnamenti della Chiesa, affermando che il gruppo violava la politica del Concilio Vaticano II e accusando le Tredici Anziane di idolatria.

A distanza di un anno, Ratzinger "ha sottolineato che gli atti di abuso non possono essere tollerati nella società. Ha pregato perché tutte le vittime sperimentino la guarigione e ha incoraggiato i Popoli delle Prime Nazioni ad andare avanti con rinnovata speranza" (Comunicato della Sala Stampa del Vaticano) ed ha espresso il proprio dolore.
Tanto, le parole non costano niente.

Fonte: Bispensiero
http://www.bispensiero.it/index.php?option=com_content&view=article&id=816&catid=816&Itemid=564

mercoledì 13 maggio 2009

LE IMPOSTURE DELLA RAI E DELLA STAMPA ITALIANA PER OCCULTARE I TRASCORSI NAZISTI DI PAPA RATZINGER


Ieri, 12 maggio 2009, la RAI e i quotidiani italiani hanno dato un'altra, ennesima, dimostrazione di come in Italia non esista un'informazione pubblica veritiera e corretta, ma un vero e proprio regime di "mistificazione della verità" per tutelare gli interessi di parte.
Chi ne ha beneficiato, nel caso specifico, è stato Papa Ratzinger che, ad onta dei suo trascorsi di nazista, è stato "riabilitato" dal portavoce del Vaticano, Padre Federico Lombardi, con la diffusione di notizie completamente FALSE che, guarda caso, sono state poi strombazzate e diffuse dalle reti della RAI e dai quotidiani italiani. Unica voce dissonante è stata quella della Reuters, che ha diffuso la VERITA' sui trascorsi hitleriani di Ratzinger, senza che la RAI o i mezzi di informazione italiani si siano sentiti in obbligo di riferirla ai sudditi "italioti".

Così ha titolato IL MESSAGGERO, 12 maggio 2009: “Lombardi: Papa non ha mai fatto parte della gioventù hitleriana”.
GERUSALEMME (12 maggio) - Il portavoce vaticano padre Federico Lombardi ha ricordato che Joseph Ratzinger non ha mai fatto parte della gioventù hitleriana. «Il papa - ha detto padre Lombardi durante una conferenza stampa - non è mai stato nella Hitler jugend, che era un corpo di volontari fanatici, mai ne ha fatto parte, mai»....Lombardi ha dunque ricordato che il papa era un seminarista che a 16 anni fu arruolato di forza nel corpo degli ausiliari per la difesa aerea, come accadde allora a tutti i giovani tedeschi. «Si trattava - ha sottolineato - di una forza ausiliaria dell'esercito, non aveva niente a che fare con i nazisti e l'ideologia nazista»..... A una domanda se il papa si senta «offeso» dall' atteggiamento dei media nei confronti dei suoi discorsi, padre Lombardi ha osservato che Benedetto XVI «non è uno che reagisca in modo superficiale o immediato, è molto paziente e pronto ad ascoltare gli altri, ognuno può fare il suo discorso, certo sente che non è stato capito, io - ha aggiunto il portavoce - sento lo stesso, ma sappiamo cosa è il mondo e quali sono gli atteggiamenti, non si è sempre pronti a capire bene, a volte ci sono pregiudizi, e non tutti sono pronti a un atteggiamento di ascolto: a volte abbiamo l'impressione che non tutti» siano preparati sui temi di cui parlano.

Così ha titolato l'AGI (Agenzia Giornalistica Italiana), 12.5.2009:
PAPA: PORTAVOCE, FALSO CHE SIA STATO IN GIOVENTU' HITLERIANA

(AGI) - Gerusalemme, 12 mag. - "Il Papa non e' mai stato nella Hitler-Jugend" la gioventu' hitleriana, che era un "corpo di volontari fanatici". Lo ha affermato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ricordando che "Joseph Ratzinger, all'epoca studiava in seminario, e a 16 anni e' stato arruolato di forza nel corpo ausiliario per la difesa delle citta' dai bombardamenti, come tutti i ragazzi della sua eta'". "Si trattava - ha ricordato - di una forza ausiliaria dell'esercito, non aveva niente a che fare con i nazisti e l'ideologia nazista". L'attuale Pontefice, ha aggiunto, "non ha niente a che fare con la violenza, e' una persona gentile e umile, dolce. Non e' mai stato contro gli ebrei".....

Così ha titolato ZENIT, un’agenzia internazionale di “informazione” no-profit” formata da “un’équipe di professionisti e volontari convinti della straordinaria ricchezza della Chiesa cattolica”:
Benedetto XVI non ha mai fatto parte della Gioventù hitleriana

Il portavoce lamenta informazioni errate o lacune informative

GERUSALEMME, martedì, 12 maggio 2009 (ZENIT.org).- Il portavoce della Santa Sede ha smentito che Benedetto XVI abbia fatto parte della "Hitlerjugend" (la Gioventù hitleriana), chiarendo alcune notizie pubblicate dai mezzi di informazione di Israele durante il suo pellegrinaggio.
P. Federico Lombardi, S.I., direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha spiegato questo martedì durante una conferenza stampa a Gerusalemme: "Ho letto una cosa non vera: il Papa non è mai, mai stato nella Hitlerjugend, che era un corpo di volontari fanatici e ideologici".
Benedetto XVI "non ha niente a che fare con la violenza, è una persona gentile e umile, dolce. Non è mai stato contro gli ebrei", ha spiegato il portavoce.
Il sacerdote ha sottolineato che il Papa in quel momento "era un seminarista che studiava teologia e, all'età di 16 anni, è stato coscritto nei corpi ausiliari della contraerea, come tutte le persone della sua età. Nulla a che vedere con la Hitlerjugend e l'ideologia nazista".
Il portavoce ha anche risposto alle critiche apparse sulla stampa israeliana e internazionale contro il Papa per non aver menzionato nel suo discorso al Memoriale di Yad Vashem i milioni di morti nell'Olocausto o la sua origine tedesca.
P. Lombardi ha spiegato che il Pontefice non può ripetere gli stessi concetti in ogni discorso. "Ha scelto il tema della memoria e ha sviluppato la questione dei nomi. Non è che dovesse fare un trattato sull'Olocausto. Della Germania, del suo passato e del nazismo ha già parlato altre volte. La mattina, inoltre, aveva già detto che ci sono sei milioni di ebrei morti che non possiamo dimenticare, che c'è ancora l'antisemitismo".
P. Lombardi ha rivelato che il Papa non si offende quando i mezzi di comunicazione alterano le sue parole.
"Non è uno che reagisca in modo superficiale o immediato, è molto paziente e pronto ad ascoltare gli altri, ognuno può fare il suo discorso. Certo sente che non è stato capito, io sento lo stesso, ma sappiamo cosa è il mondo e quali sono gli atteggiamenti. Non si è sempre pronti a capire bene, a volte ci sono pregiudizi, e non tutti sono pronti a un atteggiamento di ascolto", ha concluso.

Tutte queste FALSITA' sulla “non partecipazione” di Ratzinger alla gioventù hitleriana sono state smentite dalla REUTERS ITALIA con questo articolo del 12 maggio 2009:

Papa in Terra Santa, criticato in Israele
martedì 12 maggio 2009 21:25
di Philip Pullella e Jeffrey Heller
GERUSALEMME (Reuters) - Il portavoce ufficiale del Vaticano ha detto oggi che il tedesco Papa Benedetto XVI non è mai stato membro della gioventù di Hitler, mentre il disappunto di parte israeliana per la mancanza di emozione nelle sue dichiarazioni sull'Olocausto hanno marcato negativamente il suo primo viaggio in Terra Santa.
Il presidente del Parlamento israeliano Reuven Rivlin, facendo eco a molti suoi connazionali, ha accusato il Pontefice di aver mostrato distacco per il dramma degli ebrei sotto il regime nazista, e parlando di Papa Ratzinger lo ha definito "un tedesco che ha fatto parte della Gioventù Hitleriana e... dell'esercito di Hitler".
Padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano, ha negato in prima battuta che l'82enne Papa abbia mai fatto parte del movimento giovanile hitleriano. Ma quando i giornalisti gli hanno fatto notare che era stato lo stesso Ratzinger a scriverlo in un libro del 1996, ha spiegato che "è stato arruolato involontariamente nella Gioventù Hitleriana ma non ha avuto una partecipazione attiva".Nel libro "Il Sale della Terra", una raccolta di riflessioni religiose e autobiografiche del 1996, basato su interviste con il giornalista tedesco Peter Seewald, l'allora cardinale Joseph Ratzinger ha raccontato di essere stato automaticamente arruolato nella gioventù di Hitler.
Alla domanda se ne sia mai stato membro, l'attuale Papa rispose: "All'inizio non lo eravamo, ma poi quando nel 1941 l'ingresso nella gioventù di Hitler è diventato obbligatorio, mio fratello è stato obbligato ad arruolarsi. Io ero ancora troppo giovane, ma più avanti, quando ero in seminario, sono stato registrato nella gioventù di Hitler. Appena finito il seminario, ne sono uscito".
Ratzinger ha anche detto di aver fatto parte di batterie anti-aeree e di essere stato coscritto nella fanteria tedesca durante la guerra."La gioventù di Hitler era un corpo di volontari, ideologicamente e fanaticamente d'accordo con i nazisti", ha detto Lombardi. Il corpo ausiliario anti-aereo in cui il Papa era arruolato verso la fine della guerra "non aveva assolutamente niente a che fare con la gioventù di Hitler, con i nazisti, o con l'ideologia nazista", ha aggiunto il portavoce.
"E' importante dire ciò che è vero e non dire ciò che è falso su un argomento sensibile come questo".
La storia del corpo ausiliario anti-aerei, noto come "Flakhelfer", e quella della gioventù hitleriana, descrivono gli ausiliari come un'unità organizzata della Gioventù di Hitler.
INCONTRO DI TRE RELIGIONI
Il Pontefice, oggi descritto da un editorialista israeliano come "misurato, quasi freddo" durante la sua visita al memoriale dell'Olocausto di Yad Vashem, a Gerusalemme, ha pregato oggi al Muro del Pianto caro agli ebrei e ha visitato la Cupola della roccia, sacra per i musulmani, due luoghi al centro del conflitto israelo-palestinese.
Successivamente ha detto messa sotto le mura della Città Vecchia, nel giardino di Getsemani, davanti a centinaia di cattolici che hanno applaudito il discorso di benvenuto del patriarca di Gerusalemme, che ha parlato della "agonia del popolo palestinese" sotto l'occupazione.
In quello che sembra un tentativo di prendere le difese del Pontefice, il rabbino capo di Israele, Yona Metzger, ha detto di essere certo che il Pontefice condivida la preghiera che Papa Giovanni Paolo II ha lasciato al Muro del Pianto nove anni fa in cui chiedeva a Dio perdono per le sofferenze provocate agli ebrei nei secoli.
Nella sua preghiera lasciata in una fessura nel Muro del Pianto, quello che resta di un tempio dell'era romanica considerato il luogo più importante del giudaismo, Benedetto XVI ha parlato in generale della "sofferenza e della pena di tutte le vostre genti nel mondo" a ha pregato per la pace in Medio Oriente.
Alla Cupola della roccia il Papa ha incontrato il Gran Mufti, alta autorità religiosa musulmana palestinese, e ha ricordato le origini comuni del Giudaismo, dell'Islam e del Cristianesimo.
La Cupola è stata eretta nel punto in cui tutte le tre grandi religioni monoteistiche credono che Abramo abbia preparato il sacrificio di suo figlio a Dio, che non fu ucciso perché un angelo gli fermò il braccio.
In quel punto, re Salomone e i suoi successori costruirono templi ebraici prima che i romani radessero al suolo il Secondo Tempio nel 70 avanti Cristo e gli ebrei iniziassero la diaspora.
Nel settimo secolo, i conquistatori islamici costruirono lì la prima Cupola, nel posto in cui i musulmani credono che Maometto sia asceso al cielo. La zona circostante, che comprende anche la moschea di al-Aqsa, è al centro di una disputa da quando l'esercito di Israele ha conquistato Gerusalemme Vecchia nel 1967.
Quando il leader israeliano Ariel Sharon è andato su quello che gli ebrei chiamano il Monte del Tempio nel 2000, la rabbia dei palestinesi è sfociata in scontri sanguinosi, la cosiddetta Intifada, durati per anni contro l'occupazione. Sharon poi divenne primo ministro.
STRASCICO DI POLEMICHE
Facendo riferimento alla sua militanza da adolescente nell'esercito nazista e nella gioventù di Hitler, il presidente del Parlamento Rivlin ha rimproverato il Pontefice per il suo discorso di ieri allo Yad Vashem, che ricorda i sei milioni di ebrei uccisi nell'Olocausto nazista.
"E' venuto e ci ha parlato come se fosse uno storico, qualcuno che osserva da fuori, su qualcosa che potrebbe non essere successo", ha detto Rivlin in un'intervista a Radio Israele.
A Yad Vashem il Pontefice ha parlato dell'"orribile tragedia della Shoah", il termine ebraico che sta per Olocausto, ma ha deluso alcuni leader religiosi ebrei secondo i quali avrebbe dovuto scusarsi come tedesco e cristiano per il genocidio.
A proposito delle critiche suscitate dalle parole del Papa al museo Yad Vashem, Lombardi ha detto che il Pontefice ha affrontato la questione della sua nazionalità molte volte in passato, in particolare durante la visita al campo di concentramento di Auschwitz nel 2006.
"Non ritiene ogni volta di dover ripetere, in tutti i discorsi, tutti i punti sulla tragedia dell'Olocausto", ha detto Lombardi.

giovedì 23 aprile 2009

SCUSI, PER TROVARE DIO?


“Dateceli dai cinque ai dieci anni e saranno nostri per tutta la vita” affermava de Maistre riferendosi ai bambini. La dice lunga sull’abominevole e vergognoso indottrinamento religioso imposto ai bambini inducendoli a credere a personaggi di fantasia come fossero veri, come se il personaggio di fantasia denominato “dio” esistesse davvero. Axteismo consiglia ai genitori, nonni e zii di regalare questo libro ai propri bambini per metterli in guardia dalle menzogne che li attendono in agguato. Il piccolo maialino e il piccolo riccio avevano sempre creduto di non poter stare meglio di come stavano. Ma poi trovarono un manifesto, sul quale c’era scritto: “A chi non conosce Dio manca qualcosa!” Così si misero in cammino, per cercare Dio... Una divertentissima storia per grandi e piccini! Indicata per tutti quelli che non se la bevono... Salvato il piccolo maialino dalla censura del Ministro tedesco per la Famiglia. In Italia il libro è pubblicato e disponibile dall’editore www.asterios.it è stato al primo posto di Amazon.de nella sezione libri per bambini e ragazzi.

Scheda del libro:
“Mi scusi, per trovare Dio?”, domandò il piccolo maialino Un libro per tutti quelli che non se la bevono di Michael Schmidt-Salomon & Helge Nyncke
Asterios Editore www.asterios.it tel. 0403403342
cartonato formato 170x240 tutto a colori
ISBN: 9788895146133


“Pensi al deprimente contrasto
tra la radiosa intelligenza di un bambino sano
e la debolezza intellettuale dell’adulto medio.
È proprio possibile che una parte notevole di colpa
in questa relativa atrofia l’abbia l’educazione religiosa?”
Sigmund Freud, L’avvenire di un’illusione

“Se un libro e una testa si scontrano,
e quello che ne esce è un rumore sordo,
è sicuramente colpa del libro?”
Georg Christoph Lichtenberg

lunedì 13 aprile 2009

TRUFFATORI DI SERIE "A" E TRUFFATORI DI SERIE "B"

Mentre l'Autorità giudiziaria italiana persegue i vari maghi e le varie Vanne Marchi che abusano della credulità del popolino per trarne profitti economici ai loro danni, condannandoli a pene pesantissime che sfiorano i dieci anni di carcere, altri truffatori seguitano imperterriti ad operare in questo nostro bel Paese, sapendo di poter confidare nell'assoluta impunità. Si tratta di associazioni religiose cattoliche che, al pari dei maghi e della Marchi, abusano della credulità, delle paure e delle disgrazie del popolino, distribuendo "medaglie miracolose" di cui millantano prodigiosi poteri che, al pari dei vari amuleti, garantirebbero ai possessori strabilianti risultati: e questo "grazie" all'intercessione della "Dea" raffigurata nelle "medagliette" miracolose, cioè della "Madonna".
Ovviamente l'Autorità Giudiziaria nulla fa per incriminare queste associazioni di truffatori: la Giustizia, infatti, è solita adottare due pesi e due misure a seconda dello spessore di chi delinque. E incriminare per truffa e per associazione per delinquere queste associazioni cattoliche è molto pericoloso in un Paese, come l'Italia, che vanta il prestigioso titolo di Colonia del Vaticano.
Per gli increduli segnalo il sito http://www.medaglia-miracolosa.it/ dove si avrà la possibilità di leggere quanto segue:



Misure: 1,5 x 2,4 cm
* Il lato frontale della Medaglia
* Il retro della Medaglia
* La Medaglia non è un amuleto
Associazione Luci sull’Est

La straordinaria serie di apparizioni mariane è cominciata a Parigi nel 1830, nella Rue du Bac, dove la Madre di Dio ha ordinato di far coniare la Medaglia Miracolosa, è continuata a La Salette e a Lourdes, ed ha trovato una impressionante conferma a Fatima, dove la Madonna ha trasmesso il famoso messaggio ai pastorelli.
***

Il cuore di questa serie di messaggi dalla Madre di Dio è l’appello al cambiamento di vita, e serve come risposta alle incertezze e allo smarrimento di cui tanti nostri confratelli soffrono.

Luci sull´Est è una associazione riconosciuta e iscritta nel registro delle persone giuridiche tenuto presso l'ufficio territoriale del Governo di Roma con il numero 170/2003, e ha fra i suoi scopi e missioni quello di promuovere e diffondere la devozione alla Madre di Dio e dei suoi appelli alla conversione e al cambiamento di vita.
***

La diffusione della Medaglia Miracolosa é un mezzo potente e straordinario per raggiungere questi obbiettivi e aiutare così migliaia di italiani che hanno bisogno del potere di intercessione della Madre di Dio.

(Clicchi qui per ricevere la Medaglia Miracolosa e la sua novena)







"Tutte le persone che porteranno questa Medaglia riceveranno grandi grazie, specialmente portandola al collo"

"Le grazie saranno più abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia”.

Queste sono state le straordinarie parole pronunciate dalla Madonna in occasione delle sue manifestazioni a Santa Caterina Labouré, nel 1830.

Da allora e fino ad oggi, questo torrente di grazie che fluisce dall'eternità verso di noi, non si è mai fermato per tutti quelli che portano con fede la Medaglia Miracolosa.

Queste sono le ragioni che hanno spinto l’associazione Luci sull’Est a dare vita a questa campagna di distribuzione della Medaglia Miracolosa in tutta Italia.

Clicca qui per ricevere la sua Medaglia tramite posta.

Santa Caterina Labouré
Insieme con la Medaglia, Lei riceverà anche la novena alla Madonna della Medaglia Miracolosa per chiedere con fede e fiducia le grazie di cui ha bisogno. Oltre ad un riassunto della sua meravigliosa storia.

Ecco cosa ha detto la Madonna durante una delle sue apparizione a Santa Caterina Labouré:
"Tutte le persone che porteranno questa Medaglia riceveranno grandi grazie".

Da notare: La Madonna non ha detto "alcune persona”, ma "tutte le persone". Ed ha anche assicurato che "le grazie saranno abbondanti".

La invito a fare come migliaia di italiani che hanno già richiesto le loro Medaglie. E tramite questa devozione hanno ricevuto le grandi grazie promesse dalla Madonna. Clicchi qui per ricevere la sua Medaglia.



Alla scomparsa di Santa Catarina Labouré, nel 1876, il totale di Medaglie già distribuite oltrepassava il milione.

Lei avrà bisogno di una GRANDE grazia?

Porti la Medaglia e la chieda a Maria con fede e fiducia.

Con questa devozione, la Madonna opera sorprendenti conversioni; per mezzo di questa Medaglia, Ella protegge e guarisce l’anima.

O forse c'è qualcuno, caro al Suo cuore, che è agitato od esposto a qualche tentazione? Dia a questa persona una Medaglia e preghi con fiducia la novena della Medaglia Miracolosa!

Con certezza la Sua preghiera sarà ascoltata. Domandiamo:

* Che la Santa Vergine rafforzi i legami d'amore e di rispetto tra genitori e figli; che mantenga unite le famiglie, aumentando l'amore reciproco tra gli sposi;

* Che Ella restauri la pace e la felicità nelle famiglie sfortunate od affondate nelle sabbie mobili del vizio e della discordia;

* Che accordi la grazia del pentimento e della conversione a coloro che hanno smarrito la retta via.
Fronteggiare le difficoltà di questa vita senza l’aiuto e protezione del Cielo è temerario!

Ecco perché, oltre ad ordinare oggi stesso la sua Medaglia Miracolosa, la invito anche a fare tutto quello che potrà per diffonderla al più gran numero di persone.

Cliccando qui, e compilando il suo tagliando di adesione, Lei riceverà tramite Posta, e al più presto, la sua Medaglia.

Insieme con la Medaglia e la novena, Lei riceverà anche un’invito a partecipare a questa campagna tramite una sua offerta. Il bollettino di conto corrente postale che le sarà inviato non è una fattura, si tratta di una offerta libera e del tutto volontaria.

Ed oltre alle grandi grazie promesse dalla Madonna, Luci sull’Est augura a tutti i partecipanti a questa campagna di diffusione della Medaglia Miracolosa la benedizione della Madre Santissima.

Nelson Fragelli
Associazione Luci sull´Est

venerdì 10 aprile 2009

IL TERREMOTO IN ABRUZZO E' UN DONO DEL BUON DIO.

Secondo Radio Maria il terremoto dell'Aquila è stato voluto dal "buon" Dio per far sì che gli abruzzesi apprezzassero, nella settimana "santa" del 2009, le sofferenze che il suo figliolo, detto Gesù Cristo, ebbe a patire 2.000 anni or sono durante la sua....."passione"!!!

mercoledì 11 marzo 2009

SE ELUANA POTESSE PARLARE (di Fausto Marinetti)

Vi ringrazio per tutto il bene che mi avete voluto. Per i fiori, le candele, i messaggi, l'affetto espresso in mille modi.
Ringrazio il mio caro papà Peppino che per 17 anni ha vissuto dignitosamente il mio Calvario. Grazie, per il tuo coraggio, la tua onestà, la tua etica.
Dico “grazie” alle suore misericordine che tante cure mi hanno prodigato.
Ringrazio tutti i movimenti per la vita, anche quelli cattolici, per aver fatto di me una bandiera per tutelare la vita “dall'inizio al suo naturale tramonto”.

Però, però... adesso che vedo le cose nella luce, senza veli né squame di fanatismi e fondamentalismi, vorrei esortarvi a vedere le cose da un altro punto di vista.
A coloro che hanno fatto di me una campagna “per la vita”;
a coloro che hanno organizzato e partecipato a fiaccolate, veglie notturne, sit-in, battaglie politiche e religiose, a tutti voi che siete stati in ansia attorno al mio capezzale, mi viene da dire:
sorelle e fratelli, se vi sta proprio a cuore la VITA (“dall'inizio al suo naturale tramonto”), perché non fate la stessa campagna per quei milioni e milioni di bambini ai quali viene impedito di vivere non perchè gli hanno staccato il sondino dell'idratazione e della alimentazione, ma per molto meno? Forse che la mia vita vale più della loro? Perché non lottate perché gli venga riconosciuto il diritto minimo vitale ad un pezzo di pane?
Perché non fate ogni notte una fiaccolata per loro? Magari davanti al palazzo di vetro (ONU), oppure davanti al palazzo d'ogni governo, oppure davanti al Vaticano? Se gridaste almeno quanto avete urlato per me (sui media, in parlamento, nei TG), non sarebbe una buona maniera per scuotere la coscienza del mondo, svegliare le religioni?
Se amate la VITA sul serio, come dite, perché non chiamate per nome i “boia, gli assassini”, (non mio padre!), che per omissione, per omertà globale, “uccidono” tanti bambini con le armi della fame, della denutrizione, della dissenteria, dell'AIDS?
Per loro non c'è bisogno né di sondini né di costosissime macchine speciali, ma solo di buoni piatti di riso e di pastasciutta.
Un dubbio vi rilancio dalla mia nuova Vita: perché mi avete costretta a vivere mio malgrado per 17 anni, sottraendo, rubando agli affamati quello che spettava loro, non a me? Mi avete riconosciuto un diritto o un sopruso? Perché mi avete ridotto a vegetare?
Forse perché sono nata a nord del mondo la mia vita vale di più di quella di chi nasce a sud del mondo? Ma allora il fatto di essere bianca e cristiana è un privilegio o un castigo?
Care sorelle, voi, le “misericordine”, invece di curare dei morti, perché non correte a liberare dalla morte ingiusta e prematura tutti i bambini condannati a morte da tanta ignavia globale? Hanno meno diritto di tutti coloro come me, che sono condannati al supplizio di vivere ad ogni costo? Giorno e notte con aghi, sondini, marchingegni. Altro che accanimento terapeutico... è un accanimento di morte.
Qui, nella nuova vita, le vittime della denutrizione e delle guerre, continuano ad urlare: “Se sondini e macchinari sofisticati per il nord del mondo sono mezzi ordinari per vivere, perché per noi non vale lo stesso principio, quando ci accontenteremmo di molto meno? Avete forse diviso il mondo nella razza del nord e in quella del sud? Ieri si celebrava la razza ariana, oggi quella primo-mondiale? Ci sono popoli che, per il solo fatto di trovarsi per caso nell'emisfero nord del mondo, hanno più valore di quelli del sud del mondo? Sprecate sono le vittime della seconda guerra mondiale se abbiamo ancora a che fare con super-popoli, che si permettono quello che vogliono alle spalle dei non-popoli del sud del mondo? Che cosa è proprio naturale: la nostra morte per fame o il vostro vegetare grazie a un sondino del tutto artificiale?
Suvvia! Non potete neppure giustificarvi con quelle parole che continuano a scendere dai Calvari collettivi di oggi (favelas, baraccopoli, Gaza, Darfur, ecc.): “Padre della Vita, perdona loro, non sanno quello che fanno...”. Ma come? Con tanta teologia, tanta biotecnologia, tanta... non sapete far vivere i bambini che nascono per morire a causa di inezie come l'acqua potabile? E voi, “dottori della legge”, voi che vi fate chiamare “padri”, come fate a non sapere che un vero padre prima si preoccupa di dare da mangiare ai figli e poi, se ne avanza, mangia lui?”.
“Lasciateci andare...”, dicono più di 2.500 creature in stato di coma permanente, “non fateci vegetare ad ogni costo. C'è il diritto di vivere ma anche quello di passare a miglior vita. Se volete proprio fare i kamikaze per la vita, fatelo per i bambini che in Africa sono condannati a morire di AIDS o di fame solo perché viene negato loro una medicina, un piatto di cibo, un bicchiere d'acqua potabile”.
Per favore: non dite a mio padre che è un assassino, un boia. Questo sì che mi farebbe morire una seconda volta.
E a te, reduce dalla missione, a te condannato a fare da becchino ai “bambini nati per morire”, proprio loro ti mandano questo messaggio: “ Aveva ragione il Cristo a dirci: “Beati voi che piangete, perché riderete in eterno”. E' proprio vero: oggi ce la ridiamo dei politici prepotenti e anche dei prelati onniscienti, che impongono con la forza della legge civile ciò che non hanno saputo trasmettere con la forza dell'amore”.
Fausto Marinetti