mercoledì 19 dicembre 2012

Papa Ratzinger entusiasta per la proposta di ergastolo e pena di morte per i gay (di Luigi Tosti).


L’ex nazista Josef Raz­tin­ger, che si è autopro­cla­mato al­fie­re dei di­rit­ti umani, non ha avuto alcun pro­ble­ma o imbarazzo ad ac­co­glie­re e be­ne­di­re non solo chi i di­rit­ti umani li nega, ma propone addirittura la pena di morte o l’ergastolo per gli omosessuali. L’ex aderente alla gioventù hitleriana, Josef  Ratzinger,  ha infatti ri­ce­vu­to la spea­ker del Par­la­men­to ugan­de­se Re­bec­ca Kadaga, che so­stie­ne l’ap­pro­va­zio­ne di una legge che cri­mi­na­liz­za l’o­mo­ses­sua­li­tà e pu­ni­sce i gay anche con er­ga­sto­lo e pena di morte. Kadaga (da alcuni ribattezzata Kagada), pre­sen­te alla messa in Va­ti­ca­no in­sie­me a mi­glia­ia di pel­le­gri­ni, è stata ri­ce­vu­ta senza alcun im­ba­raz­zo dal papa in­sie­me alla de­le­ga­zio­ne di po­li­ti­ci dal­l’U­gan­da. Si tratta della promotrice del famigerato ‘Kill the Gays bill’, che  ha descritto in termini estatici l’incontro con il papa: “un momento irripetibile”, “una cosa che mi ricorderò tutta la vita, è un momento molto grande e ringrazio Dio per questa opportunità”. L’approvazione del testo anti-gay, che Kadaga aveva promesso come ‘regalo di Natale‘ ai cristiani, dovrebbe avvenire prossimamente, anche se ci sono speranze che questo progetto di legge non venga approvato, come sostiene l’attivista per i diritti lgbt Frank Mugisha. Come diffuso dall’Agenzia Fantacronacavera, la RAI ha diffuso la notizia dell’incontro tra Ratzinger e la Kagada a rete unificate: il Premier Mario Monti, Pierferdinando Casini, Vendola, Bersani, Fini, Antonio Di Pietro, Beppe Grillo e tutti i politici italiani hanno plaudito all’iniziativa del Santo Padre, tessendone le lodi per le sue frequentazioni ed invitandolo anche a presenziare al Parlamento per farsi promotore di analoga legge anti-froci, magari ripristinando la santa usanza cattolica dei roghi all’essenza di finocchio selvatico.

 

L'UE "BENEDICE" L'ASSOCIAZIONE MAFIOSA STATO-CHIESA (di Luigi Tosti)'

L’ICI, I POLITICI ITALIANI E LA CHIESA: LA PIU’ GRANDE ASSOCIAZIONE MAFIOSA DEL PIANETA TERRA VIENE OGGI “BENEDETTA” DALL’UNIONE EUROPEA.
Dopo aver traccheggiato per anni e anni, insabbiando le denunce presentate dai radicali contro il criminale e mafioso accordo tra le gerarchie cattoliche e i politici italiani, in base al quale la Chiesa è stata esentata per decenni dall’imposta ICI sulle attività commerciali, la Commissione europea è stata alla fine costretta a pronunciarsi su questo criminale “voto di scambio di stampo mafioso” ed ha deliberato che, in effetti, i nostri augusti mafiosi politici hanno favorito indebitamente la Chiesa Cattolica con un beneficio fiscale che, solo relativamente all’ICI, si aggira sugli 800 milioni di euro all’anno. Si tratta, tuttavia, di una presa per il culo dei sudditi italioti: gli enti ecclesiastici, infatti, non dovranno restituire nemmeno un centesimo del “malloppo” che è stato loro assicurato dalla banda trasversale Berlusconi-Bersani & Company perché -come candidamente ha affermato il commissario Ue alla Concorrenza Joaquin Almunia- il Governo italiano (alias Mario Monti, testa di legna del cardinal Bagnasco) si trova oggi nell’oggettiva impossibilità di stabilire quanto la Chiesa dovrebbe restuire alle tasche degli italiani. In pratica, la Chiesa evasora e collusa mafiosamente coi politici mafiosi, non dovrà restituire nulla perché i nostri augusti politici mafiosi non sono  in grado di stabilire quanto la Chiesa, collusa e mafiosa, ha rubato agli italiani! E agli italiani il cardinal Bargnasco e Monti hanno chiesto sacrifici e ricordato che il pagamento delle tasse è un obbligo "morale" e "religioso" Vergognatevi, miserabili! L’U.E. ha poi addirittura consacrato, come lecita, l’IMU che ha sostituito l'ICI, pur trattandosi di un’imposta che, come l’ICI, è destinata, grazie ai farraginosi meccanismi inventati dal duetto cardinal Bagnasco-Mario Monti, a garantire l’esenzione fiscale allo sterminatio patrimonio della Chiesa.
Che dire? Come commentare questa stupenda notizia che nessun TIGGI’ diffonde? Il mio personale commento è che gli italioti si meritino questo e ben altro, Seguitate pure a votare i mafiosi che garantiscono ai preti di mettervela nel sedere o, se preferite il romanesco, a mettervela nel culo, e, soprattutto, seguitate a pagare l'IMU al posto della Chiesa, così come avete pagato per decenni e decenni l'ICI al posto della Chiesa! Votate, votate, pecoroni! Affrettatevi a votare Casini, Monti, Bersani, Berlusconi, Bossi, Maroni, Di Pietro, Di Dietro, Vendola, Fini e il nuovo re Borbone, Napolitano I°. Sono questi gli uomini nuovi e collaudati che garantiranno la difesa della “sana” “laicità” sponsorizzata dal pastore tedesco Ratzinger!

mercoledì 21 novembre 2012

ANCHE ODIFREDDI COME GIORDANO BRUNO

Una presa di posizione molto critica nei confronti dell'aggressione israeliana a Gaza, accusata di “logica nazista” nei confronti dei palestinesi, ha portato alla censura e alla rottura tra il quotidiano e il matematico Piergiorgio Odifreddi.
E' scattata ancora una volta la mordacchia verso chiunque critichi la politica israeliana. Non solo sui giornali italiani è praticamente impossibile trovare un'intervista con un palestinese su quanto accade a Gaza, ci sono solo interviste a israeliani di tutti i tipi (oltranzisti, pacifisti, problematici, sionisti, progressisti, ma sempre e solo israeliani), ma agisce anche un killeraggio del pensiero che in questi anni ha "ripulito" testate giornalistiche e televisioni da ogni voce dissonante su Israele. Stavolta è toccato anche al matematico e commentatore Piergiorgio Odifreddi.
Un passaggio, soprattutto, sembra aver provocato la "reazione pavloviana" di redattori, proprietario, un po' di lettori e spin doctor del Mossad.
In questi giorni si sta compiendo in Israele l’ennesima replica della logica nazista delle Fosse Ardeatine. Con la scusa di contrastare gli “atti terroristici” della resistenza palestinese contro gli occupanti israeliani, il governo Netanyahu sta bombardando la striscia di Gaza e si appresta a invaderla con decine di migliaia di truppe. Il che d’altronde aveva già minacciato e deciso di fare a freddo, per punire l’Autorità Nazionale Palestinese di un crimine terribile: aver chiesto alle Nazioni Unite di esservi ammessa come membro osservatore! Cosa succederà durante l’invasione, è facilmente prevedibile“.
La rimozione del suo intervento dal sito di Repubblica.it non è stato proprio digerito da Piergiorgio Odifreddi (matematico, divulgatore scientifico, diventato noto anche per le sue critiche verso il Vaticano). Il suo post, nel blog “Il non senso della vita”, non c’era più. Tanto è bastato, comunque, perché Odifreddi decidesse di scrivere un ultimo intervento, di commiato, per salutare i numerosi lettori sul sito di Repubblica.
“Per 809 giorni Repubblica.it ha generosamente ospitato le mie riflessioni – scrive Odifreddi nel suo saluto – che spesso non coincidevano con la linea editoriale del giornale, e ha offerto loro l’invidiabile visibilità non solo del suo sito, ma anche di un richiamo speciale nella sezione Pubblico. Da parte mia, ho approfittato di questa ospitalità per parlare in libertà anche di temi scabrosi e non politically correct, che vertevano spesso su questioni controverse di scienza, filosofia, religione e politica. Naturalmente, sapevo bene che toccare temi sensibili poteva provocare la reazione pavloviana delle persone ipersensibili. Puntualmente, vari post hanno stimolato valanghe (centinaia, e a volte migliaia) di commenti, e aperto discussioni che hanno fatto di questo blog un gradito spazio di libertà. Altrettanto naturalmente, sapevo bene che la sponsorizzazione di Repubblica.it poteva riversare sul sito e sul giornale proteste direttamente proporzionali alla cattiva coscienza di chi si sentiva messo in discussione o criticato”.

“Immagino che il direttore del giornale e i curatori del sito abbiano spesso ricevuto lagnanze, molte delle quali probabilmente in latino – ammette – Ma devo riconoscere loro di non averne mai lasciato trasparire più che un vago sentore, e di aver sempre sposato la massima di Voltaire: ‘Detesto ciò che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo’. Mai e sempre, fino a ieri, quando anche loro hanno dovuto soccombere di fronte ad altre lagnanze, questa volta sicuramente in ebraico”. Ma poi, ieri, ecco la cancellazione del post che “non è, di per sé, un grande problema: soprattutto nell’era dell’informatica, quando tutto ciò che si mette in rete viene clonato e continua comunque a esistere e circolare. Non è neppure un grande problema il fatto che una parte della comunità ebraica italiana non condivida le opinioni su Israele espresse non soltanto da José Saramago e Noam Chomsky, al cui insegnamento immodestamente mi ispiro, ma anche e soprattutto dai molti cittadini israeliani democratici che non approvano la politica del loro governo, ai quali vanno la mia ammirazione e la mia solidarietà”.

“Il problema, piccolo e puramente individuale, è che se continuassi a tenere il blog, d’ora in poi dovrei ogni volta domandarmi se ciò che penso o scrivo può non essere gradito a coloro che lo leggono: qualunque lingua, viva o morta, essi usino per protestare – Dovrei, cioè, diventare ‘passivamente responsabile’, per evitare di non procurare guai. Ma poiché per natura io mi sento ‘attivamente irresponsabile’, nel senso in cui Richard Feynman dichiarava di sentirsi in Il piacere di trovare le cose, preferisco fermarmi qui”. “Tenere questo blog è stata una bella esperienza, di pensiero e di vita, e ringrazio non solo coloro che l’hanno ospitato e difeso, ma anche e soprattutto coloro che vi hanno partecipato – conclude Odifreddi – La vita, con o senza senso, continua. Ma ci sono momenti in cui, candidamente, bisogna ritirarsi a coltivare il proprio giardino”.

La improvvisa rimozione del post aveva scatenato la reazione dei lettori più assidui del blog di Odifreddi che, utilizzando lo spazio del suo articolo precedente, non solo hanno chiesto insistentemente al matematico come mai quel testo fosse stato rimosso, ma lo hanno copiato e incollato a beneficio di chi non l’avesse letto. A quel punto, certo, si è sviluppato il dibattito tra chi è d’accordo con la tesi di Odifreddi – la gran parte - e chi non lo è.

AL CAPPELLANO NON FAR SAPERE QUANT’E’ BUONO L’ANO COL ...ERE (di Luigi Tosti)

 

Probabilmente deve essere stato il titolo di “cappellano”, appioppatogli da Santa Madre Chiesa Cattolica, che ha ingenerato in don Alberto Barin una certa confusione e commistione mentale sull’uso sessuale della “cappella” e dell’ “ano”. Fatto sta che don Alberto Barin, per l’appunto “cappellano”  del carcere di San Vittore, è stato ieri arrestato con l’accusa di concussione e violenza sessuale ai danni di sei detenuti africani (la stima sarebbe per difetto). Le violenze sarebbero state perpetrate sia nel "suo" ufficio “personale” all'interno del carcere che nella sua abitazione “personale”, cioè attigua al carcere, per la quale avrà sicuramente goduto del privilegio fiscale dell'esezione dall’IMU accordatagli dall’attuale Governo Bagnasco, che qualcuno si ostina a chiamare “Governo Monti”. Sembra che il predetto "don" ricattasse i detenuti e barattasse i favori sessuali con l'elargizione di dentifrici, schiume da barba, shampoo ed altri oggetti necessari per i bisogni elementari, "donati" con danaro “personale” del prete ma approfittando dello stato di bisogno e della condizione di inferiorità e sudditanza psicologica dei reclusi.

Il Governo Bagnasco, appresa la notizia, ha deciso, per venire incontro ai giusti appetiti sessuali dei cappell'ani cattolici, di maggiorare i loro stipendi per agevolare l'acquisto delle merci di scambio sessuale. La proposta ha trovato il pieno consenso del Ministro di Giustizia Severino, che ha sottolineato come "anche i detenuti africani" abbiano le loro esigenze sessuali durante la permanenza in carcere: e chi, meglio di un cappell-ano cattolico, potrebbe soddisfarle? Per chi voglia approfondire tutti i risvolti di questa vicenda, consiglio di leggere il diffusissimo, puntualissimo e criticissimo articolo pubblicato dal laicissimo Marco Travaglio sul FATTO QUOTIDIANO: affrettatevi, però, perché questo encomiabile articolo del dott. Travaglio potrebbe essere oscurato dalla censura cattolica.

Pubblicato da FANTACRONACAVERA addì 21 novembre d.i.C. (dopo l’invenzione di Cristo)

DIFENDI ANCHE TU IL “DIRITTO” (DEI CATTOLICI) A NASCERE STORPI” (di Luigi Tosti)


 
La Corte europea per i diritti dell’uomo ha condannato l’Italia -pardòn, la Colonia Pontifica di Vaticalia- perché con la sua eccelsa e sublime Legge n. 40 -che è stata direttamente ispirata dal Signore barbuto che regna nei cieli seduto sopra le nuvole- ha sancito che una coppia di genitori costretta a ricorrere alla fecondazione assistita non possa eseguire una diagnosi preimpianto per verificare se l'embrione sia o meno portatore di una malattia genetica, ma debba al contrario effettuare l’impianto dell'ovulo fecondato alla cieca, salvo poi “abortire” in un momento successivo nel caso in cui il feto risulti affetto da malattia genetica. I giudici "ubriaconi" della Corte europea hanno ritenuto che fosse “un tantinello” illogico e contraddittorio espiantare dalla pancia della madre, con un aborto, un feto  in quanto “storpio”, piuttosto che verificare, prima dell’impianto dell'ovulo fecondato nella pancia della madre, se esso fosse o meno affetto da malattia genetica, così da consentire al cucciolo del primate homo sapiens di nascere sano, anziché storpio. Ebbene, il Governo Bagnasco (che qualcuno per motivi misteriosi si ostina a chiamare “Governo Monti”) ha criticato questa sentenza ed ha preannunciato ricorso alla Grande Camera della CEDU, asserendo che la logica dei giudici ubriaconi è contraria alla "sana" “dottrina cattolica”, la quale annovera tra i “principi”e “valori irrinunciabili e non negoziabili” quello di “nascere storpi, anziché sani”. E’ dalla “storpitudine”, infatti, che scaturisce la salvezza dell’ "anima" del primate homo sapiens e la sua glorificazione nel Signore barbuto di cui sopra. Al contrario, il diritto primario del bambino di nascere sano, anziché storpio, non è un valore ma un'evenienza deprecabile. Prova ne è che la maggior parte dei Papi è stata scelta e selezionata tra i portatori di malattie genetiche ed altre infermità congenite e che, inoltre, quando i cattolici sono affetti da malattie -siano o meno genetiche- non ricorrono ai medici ma ringraziano il Signore barbuto di cui sopra.
Orbene, stanno oramai per scadere i termini per la proposizione del ricorso, ma il Governo Monti non l' ha ancora depositato: difendi dunque anche tu il diritto di nascere “storpi” -anziché sani- ed invia dunque una e.mail di sollecito al prof. Monti, acciocché la delirante sentenza dei giudici “ubriaconi” sia ribaltata.

sabato 6 ottobre 2012

Paolo Gabriele condannato a 18 mesi di carcere: assolti, invece, 212.000 preti “perché la pedofilia non costituisce reato” (di Luigi Tosti).



Città del Vaticano, 6 ottobre 2012. Il Tribunale Vaticano, presieduto da Giuseppe Dalla Torre, ha condannato l'ex maggiordomo del Papa Paolo Gabriele. Sono stati invece assolti i 212.000 prelati cattolici che, in ogni angolo del pianeta Terra, hanno sodomizzato e stuprato bambine e bambini affidati alle loro amorevoli cure. E’ stato sentenziato che la pedofilia non costituisce reato ma, al più, un pericolo di disdoro per la Chiesa: pericolo cui può porsi rimedio con trasferimenti dei sacerdoti pedofili in altra parrocchia, acciocché seguitino a sodomizzare con maggior "discrezione". Il direttore della Sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha avuto cura di rimarcare che il Papa, dal profondo della sua bontà, concederà la grazia a Paolo Gabriele. Ha soggiunto che la condanna a tre anni è arrivata in base all'applicazione del codice vaticano Zanardelli, ma che ''gli è stata poi concessa una riduzione della pena in base alla legge sulle attenuanti e la riduzione di pena introdotta da Paolo VI, la legge 50. Quella del Tribunale -ha concluso- è stata un'applicazione magnanima di questa legge''. Sulle motivazioni dell’assoluzione dei 212.000 preti pedofili padre Lombardi è stato deciso e lapidario: “La Chiesa è stata sempre equa e ponderata nell’applicazione della legge penale: sanzionare con tre anni di reclusione chi sottrae la corrispondenza è un atto di somma giustizia, perché si tratta di un atto gravissimo; sanzionare penalmente chi si limita a sodomizzare uno e più bambini affidati alle proprie cure pastorali -magari anche sordomuti- sarebbe un atto di bieca inciviltà”.
Grandi “apprezzamenti” sono stati anticipati dalle più Alte cariche istituzionali della laicissima Repubblica italiana. Il Guardasigilli Paola Severino ha lodato l’eccellente funzionamento della giustizia del confinante Stato della Città del Vaticano, e lo ha fatto dall’interno del Vaticano, cioè parlando a margine della Festa della Gendarmeria che si è ieri tenuta nel piazzale del Governatorato: ''Si è lavorato con grandissima professionalità, e di questo va dato atto”, ha affermato il Ministro. “C'è stata una immediata individuazione della persona, del presunto autore degli atti, e indagini celeri. Si è dimostrata, in somma, una grande efficienza. L’Italia dovrebbe imitare la Giustizia del Vaticano. Da parte nostra, il Governo Monti ha in animo di seguire le direttive del Vaticano: il reato di pedofilia sarà depenalizzato, anche perché -ha chiosato il Ministro- la realtà è che sono i bambini che adescano i poveri preti''.

venerdì 5 ottobre 2012

IL CORTILE DEI (POLLI) GENTILI (di Luigi Tosti)


 

RAGIONE e FEDE, SCIENZA E RELIGIONE

Il Pater Patrum Ratzinger e la sua succursale italiana, la Conferenza Episcopale, si affannano ossessivamente a sostenere che la ragione e la fede non sono incompatibili e che, dunque, il “connubio” tra scienza e religione è ammissibile e, anzi, proficuo. Per dimostrare questo teorema hanno allestito il “cortile dei (polli) gentili”, cioè un gruppo di finti atei (in realtà atei prezzolati) con i quali aprire un dialogo “costruttivo” allo scopo di dimostrare che la scienza e la religione non sono incompatibili, ma addirittura complementari. Si tratta, in realtà, dell’ennesima operazione mediatica per tentare di arginare il crollo disastroso dei pilastri e dei dogmi sui quali la fede e le religioni si fondano: crollo che è perlopiù imputabile ai progressi delle scienze, che hanno dimostrato come le religioni si fondino sulle più assurde credulonerie e che i fatti e i prodigi soprannaturali, da esse millantati, nient’altro sono se non falsità e mistificazioni ciclopiche, architettate da sciamani vissuti 2.000 anni or sono per gabbare i creduloni e percepire da loro danaro od altre utilità.
Affermare che scienza e religione non sono opposte, bensì complementari, è come affermare che la legalità e la criminalità non sono incompatibili tra loro ma, anzi, possono convivere e collaborare per perseguire intenti comuni. Si tratterebbe di un’affermazione paradossale, dal momento che i poliziotti e la magistratura hanno il compito istituzionale di difendere la legalità e, dunque, di combattere il crimine. Orbene, se la camorra, la mafia e la ‘ndrangheta organizzassero un “cortile dei gentili” per dimostrare che queste associazioni criminali ben possono convivere con la legalità e se alcuni poliziotti e magistrati, poi, aderissero entusiasti a questo invito, non dubito che vi sarebbe un’indignazione generale e che questi poliziotti e magistrati verrebbero bollati ed inquisiti come corrotti e venduti. Alla stessa stregua, pertanto, è squisitamente paradossale affermare che la scienza, il cui compito istituzionale è quello di ricercare la VERITA’ secondo i canoni della razionalità e della sperimentazione (e questo in tutti i campi, dall’elettricità alla medicina, dalla fisica alla chimica, dall’astronomia alla matematica etc.), possa “sposarsi” e convivere con la “religione” e con la “fede” che, al contrario, propugnano verità assiomatiche (dogmi) che, alla luce della scienza e della ragione, si sono peraltro dimostrate nient’altro che delle FALSITA’ e delle MISTIFICAZIONI. Nessuno scienziato od ateo che sia degno del nome che porta -ovverosia che sia realmente e seriamente uno scienziato o un ateo- potrebbe mai collaborare con i gerarchi delle varie fedi religiose per accreditare, pubblicamente, la tesi che è possibile il connubio e la collaborazione tra la scienza e la religione e tra la ragione e la fede. Questi soggetti, al contrario, dovrebbero essere a buon diritto bollati come dei corrotti che si sono venduti al “nemico”. E la riprova immediata è nel fatto che i gerarchi della Chiesa cattolica non hanno aperto il dialogo con TUTTI gli atei e, in particolare, con gli atei delle associazioni più rappresentative, ma hanno accuratamente selezionato alcuni “atei” che si sono dichiarati “devoti”, cioè dei soggetti disposti a collaborare a questa farsa mediatica perché, al pari dei magistrati e dei poliziotti corrotti e venduti alla criminalità organizzata, avevano già tradito i canoni basilari sui quali si fonda il metodo scientifico: la ragione e la sperimentazione. Gli atei VERI -cioè quelli forniti di coerenza, rigore ed onestà morale- sono stati invece accuratamente “scartati” dai gerarchi della Chiesa cattolica, perché non avrebbero mai collaborato a questa ingannevole farsa mediatica. In ogni caso saranno i fatti a dimostrare chi, tra gli invitati a questo "cortile", dimostrerà di non essere prezzolato, cioè dichiarerà che tra scienza e religione -al pari che tra legalità e criminalità- non vi può essere alcun connubio.

 

sabato 29 settembre 2012

IL CASO SALLUSTI (di Luigi Tosti)


L'indignazione plebiscitaria e la solidarietà trasversale che è stata tributata a Sallusti da pressoché  tutti i giornalisti italiani (cito Marco Travaglio, Enrico Mentana etc.), da tutti i cosiddetti "politici" italiani e dai gerarchi della Chiesa cattolica, e che ha addirittura provocato l’interferenza del presidente Napolitano sui giudici della Cassazione penale al fine di influenzarne la decisione pro-Sallusti, dimostrano (semmai ce ne fosse ancora bisogno) che l'Italia è una repubblica della banane nella quale non vige né la legalità né il principio dell'eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Sallusti non è stato condannato perché ha manifestato liberamente la propria opinione -come falsamente si vuole far credere da tutti questi soggetti- ma perché ha diffuso notizie FALSE e diffamatorie sul conto di un giudice e di altri soggetti. Diffondere sulla stampa la notizia che il presidente della repubblica Giorgio Napolitano e i giornalisti Marco Travaglio ed Enrico Mentana hanno adescato dei bambini e li hanno  poi sodomizzati non significa esercitare il diritto di libertà di pensiero e di opinione, ma diffondere notizie FALSE e diffamanti sul conto di persone innocenti. Trovo vergognoso che il Presidente Napolitano, la corporazione dei giornalisti e l'egregia corporazione dei nostri stimatissimi politici si siano fatti paladini di un criminale, privilegiandolo ai danni di coloro che sono stati vittime di quel criminale. Soggiungo anche che questo atto criminale è stato compiuto con l'usuale e proditoria vigliaccheria di chi non ha neppure il coraggio delle proprie azioni: l'articolo diffamatorio pubblicato da Libero è stato infatti sottoscritto con uno pseudonimo, al fine manifesto di assicurare l'impunità al criminale autore. E questo è avvenuto grazie alla fattiva collaborazione, alla complicità e all'omertosa copertura da parte del Sallusti, che si è ben guardato dal rivelare alla magistratura e alle vittime della diffamazione chi fosse l'autore del pezzo criminale. Trovo vergognoso che il Governo, i giornalisti e i politici denuncino l’eccessiva repressività del codice penale, addebitandola al ministro fascista Rocco, solo perché oggi è stato condannato il Sallusti,  ma che nulla abbiano fatto per le centinaia di migliaia di giornalisti, meno blasonati, che negli ultimi 80 anni hanno subito identiche condanne per lo stesso reato.
Trovo vergognoso e squallido che ci si indigni per le condanne inflitte a delinquenti del calibro del Sallusti, che in realtà ha diffamato persone  in carne ed ossa, provocando loro sofferenze morali e fisiche, e non ci si indigni, invece, per le condanne che sono state inflitte e che seguitano ad essere inflitte a coloro che non diffamano persone in carne in ossa ma si limitano ad esprimere delle critiche satiriche contro astratte ideologie religiose. Ricordo che nella Repubblica pontificia italiana vengono ancor oggi puniti, grazie all’imposizione ideologica del Papa e della Chiesa cattolica, sia la “bestemmia” -ovverosia i vaniloqui contro soggetti, non meglio identificati, che con ostinazione si seguitano a chiamare “Dei”- sia il “vilipendio della religione”, cioè le critiche che vengono mosse contro le più strampalate credulonerie, contro le truffe e le falsità che sono state inventate, di sana pianta, da sciamani impostori vissuti duemila anni fa e che tutt’oggi teorizzano l'esistenza dell'aria fritta e di altre astruse amenità come i diavoli, i paradisi, gli inferni, i giudizi universali, i profeti, i miracoli, gli angeli, le resurrezioni e gli accoppiamenti degli dei con primati dell’ homo sapiens, rigorosamente vergini e sposate, per generare pargoli divini da inchiodare sulle croci per salvare non si sa da che cosa l’intera specie umana. Stranamente nessuno si indigna per queste condanne penali inflitte ai danni di chi critica e denuncia l’abuso della credulità popolare da parte di questi sciamani: condanne penali che non hanno nulla di diverso rispetto ai roghi inflitti dai criminali gerarchi della Chiesa cattolica ai danni degli eretici e dei liberi pensatori e che, tutt’oggi, vengono tranquillamente inflitte in altre parti del mondo dagli islamici e da altri fanatici adepti di sette religiose ai danni dei liberi pensatori e degli atei. E' squisitamente vergognoso che i credenti possano impunemente offendere il Darwinismo, l'Ateismo, il Relativismo e che i Darwinisti, i Relativisti e gli Atei non possano fare altrettanto nei confronti delle ideologie religiose.
 
La libertà di stampa, la libertà di pensiero e la libertà di espressione sono le colonne portanti della democrazia; esse sono insostituibili per ogni stato che voglia garantire la convivenza civile. La diffamazione a mezzo stampa è l’unica che può distruggere e screditare la libertà d’espressione e, con essa, la facoltà di partecipare alla vita pubblica attraverso la penna e l’opinione dei cittadini. La condanna di Sallusti, in quanto non informatore ma diffamatore, è stato un atto di sacrosanta difesa di tutti coloro che credono nella libertà d’espressione.

lunedì 20 agosto 2012

LE PUSSY RIOT E IL CORAGGIO DELLE IDEE.





La storia ha inchiodato Putin e il patriarca ortodosso di Mosca al palo della vergogna, entrambi spaventati dalla possibilità che una banale canzoncina, cantata da tre donne coraggiose, potesse veicolare l'opposizione al regime repressivo di Putin e della chiesa ortodossa.

Prima l'arresto, poi la condanna a due anni per aver espresso una opinione.

Putin non si è lasciata sfuggire l'occasione di misurare la sua forza vigliacca, in un vomitevole sodalizio con il potere religioso.

Povera Russia, quanto ancora dovrà soffrire prima di liberarsi dei suoi carnefici.

Un pensiero di solidarietà lo esprimiamo anche per i figli delle ragazze oggetto della repressione religiosa e politica, che rischiano di essere tolti alle madri per essere adottati, quale pena accessoria alla condanna, e auspichiamo che gli avvocati riescano ad evitare questa ulteriore bestialità.

E pensare che abbiamo sopportato per circa venti anni a capo del nostro governo un fraterno amico di Putin.

Carla Corsetti

Segretario nazionale di Democrazia Atea

domenica 12 agosto 2012

NO ALLA CIRCONCISIONE E A TUTTE LE PRATICHE RELIGIOSE SUL CORPO DEI BAMBINI (di Luigi Tosti)

Vi  piacerebbe che qualche troglodita vi tagliasse un po' di pelle del vostro "uccello" o una porzione della vostra "passerina" perché "Allah, Jeova o Manitù lo vogliono"? Se questo vi sembra assurdo e criminale, perché il "mondo" intero -magistratura in testa- tollera che i bambini, cioè soggetti incapaci e indifesi- debbano subire impunemente le cosiddette "mutilazioni genitali religiose" ?