Vi ringrazio per tutto il bene che mi avete voluto. Per i fiori, le candele, i messaggi, l'affetto espresso in mille modi.
Ringrazio il mio caro papà Peppino che per 17 anni ha vissuto dignitosamente il mio Calvario. Grazie, per il tuo coraggio, la tua onestà, la tua etica.
Dico “grazie” alle suore misericordine che tante cure mi hanno prodigato.
Ringrazio tutti i movimenti per la vita, anche quelli cattolici, per aver fatto di me una bandiera per tutelare la vita “dall'inizio al suo naturale tramonto”.
Però, però... adesso che vedo le cose nella luce, senza veli né squame di fanatismi e fondamentalismi, vorrei esortarvi a vedere le cose da un altro punto di vista.
A coloro che hanno fatto di me una campagna “per la vita”;
a coloro che hanno organizzato e partecipato a fiaccolate, veglie notturne, sit-in, battaglie politiche e religiose, a tutti voi che siete stati in ansia attorno al mio capezzale, mi viene da dire:
sorelle e fratelli, se vi sta proprio a cuore la VITA (“dall'inizio al suo naturale tramonto”), perché non fate la stessa campagna per quei milioni e milioni di bambini ai quali viene impedito di vivere non perchè gli hanno staccato il sondino dell'idratazione e della alimentazione, ma per molto meno? Forse che la mia vita vale più della loro? Perché non lottate perché gli venga riconosciuto il diritto minimo vitale ad un pezzo di pane?
Perché non fate ogni notte una fiaccolata per loro? Magari davanti al palazzo di vetro (ONU), oppure davanti al palazzo d'ogni governo, oppure davanti al Vaticano? Se gridaste almeno quanto avete urlato per me (sui media, in parlamento, nei TG), non sarebbe una buona maniera per scuotere la coscienza del mondo, svegliare le religioni?
Se amate la VITA sul serio, come dite, perché non chiamate per nome i “boia, gli assassini”, (non mio padre!), che per omissione, per omertà globale, “uccidono” tanti bambini con le armi della fame, della denutrizione, della dissenteria, dell'AIDS?
Per loro non c'è bisogno né di sondini né di costosissime macchine speciali, ma solo di buoni piatti di riso e di pastasciutta.
Un dubbio vi rilancio dalla mia nuova Vita: perché mi avete costretta a vivere mio malgrado per 17 anni, sottraendo, rubando agli affamati quello che spettava loro, non a me? Mi avete riconosciuto un diritto o un sopruso? Perché mi avete ridotto a vegetare?
Forse perché sono nata a nord del mondo la mia vita vale di più di quella di chi nasce a sud del mondo? Ma allora il fatto di essere bianca e cristiana è un privilegio o un castigo?
Care sorelle, voi, le “misericordine”, invece di curare dei morti, perché non correte a liberare dalla morte ingiusta e prematura tutti i bambini condannati a morte da tanta ignavia globale? Hanno meno diritto di tutti coloro come me, che sono condannati al supplizio di vivere ad ogni costo? Giorno e notte con aghi, sondini, marchingegni. Altro che accanimento terapeutico... è un accanimento di morte.
Qui, nella nuova vita, le vittime della denutrizione e delle guerre, continuano ad urlare: “Se sondini e macchinari sofisticati per il nord del mondo sono mezzi ordinari per vivere, perché per noi non vale lo stesso principio, quando ci accontenteremmo di molto meno? Avete forse diviso il mondo nella razza del nord e in quella del sud? Ieri si celebrava la razza ariana, oggi quella primo-mondiale? Ci sono popoli che, per il solo fatto di trovarsi per caso nell'emisfero nord del mondo, hanno più valore di quelli del sud del mondo? Sprecate sono le vittime della seconda guerra mondiale se abbiamo ancora a che fare con super-popoli, che si permettono quello che vogliono alle spalle dei non-popoli del sud del mondo? Che cosa è proprio naturale: la nostra morte per fame o il vostro vegetare grazie a un sondino del tutto artificiale?
Suvvia! Non potete neppure giustificarvi con quelle parole che continuano a scendere dai Calvari collettivi di oggi (favelas, baraccopoli, Gaza, Darfur, ecc.): “Padre della Vita, perdona loro, non sanno quello che fanno...”. Ma come? Con tanta teologia, tanta biotecnologia, tanta... non sapete far vivere i bambini che nascono per morire a causa di inezie come l'acqua potabile? E voi, “dottori della legge”, voi che vi fate chiamare “padri”, come fate a non sapere che un vero padre prima si preoccupa di dare da mangiare ai figli e poi, se ne avanza, mangia lui?”.
“Lasciateci andare...”, dicono più di 2.500 creature in stato di coma permanente, “non fateci vegetare ad ogni costo. C'è il diritto di vivere ma anche quello di passare a miglior vita. Se volete proprio fare i kamikaze per la vita, fatelo per i bambini che in Africa sono condannati a morire di AIDS o di fame solo perché viene negato loro una medicina, un piatto di cibo, un bicchiere d'acqua potabile”.
Per favore: non dite a mio padre che è un assassino, un boia. Questo sì che mi farebbe morire una seconda volta.
E a te, reduce dalla missione, a te condannato a fare da becchino ai “bambini nati per morire”, proprio loro ti mandano questo messaggio: “ Aveva ragione il Cristo a dirci: “Beati voi che piangete, perché riderete in eterno”. E' proprio vero: oggi ce la ridiamo dei politici prepotenti e anche dei prelati onniscienti, che impongono con la forza della legge civile ciò che non hanno saputo trasmettere con la forza dell'amore”.
Fausto Marinetti
mercoledì 11 marzo 2009
martedì 3 marzo 2009
lunedì 2 marzo 2009
sabato 14 febbraio 2009
giovedì 12 febbraio 2009
IL VATICANO INVADE L'ITALIA
Pubblico, qui di seguito, l'articolo pubblicato l'11.2.2009 sul quotidiano francese Le Monde, significativamente titolato "IL VATICANO INVADE L'ITALIA", a dimostrazione di quanta "considerazione" goda, all'Estero, la nostra Italica COLONIA del VATICANO.
La Chiesa non demorde. "Eluana Englaro è stata uccisa", ha scritto Avvenire, il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, martedì 10 febbraio, all’indomani della morte di questa donna caduta in coma da diciassette anni. "Eluana non è morta di morte naturale, è stata assassinata", ha dichiarato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al quotidiano Libero. "Uccisa"? E da chi? Si può supporre che questa accusa è stata indirizzata al padre della giovane donna, che ha voluto questa fine, ai giudici della Corte di cassazione, che l’hanno consentita, ai medici laici, che l'hanno preparata, e al Presidente della della Repubblica, Giorgio Napolitano, che si è opposto, venerdì 6 febbraio, ad un decreto-legge che avrebbe potuto "salvarla".
Raramente la Chiesa e lo Stato italiano, come in questo momento, hanno dato l'impressione di andare d’accordo. Strumentalizzata, ridotta alle dimensioni di una disputa tra i "sostenitori della vita" -il campo dei cattolici- e "i sostenitori della morte" -il campo dei laici- la controversia ha consentito alla Chiesa italiana ed al Vaticano di dimostrare la loro potenza. "La legge di Dio è superiore a quella degli uomini", ha addirittura teorizzato l'arcivescovo di Torino, senza che nessuno del governo si sia mosso.
Ottanta anni dopo il Concordato, l'Italia resta ancora sotto l’influenza costante del più piccolo paese del mondo? "La Chiesa si sente forte in Italia”, spiega Marco Impagliazzo, uno dei responsabili della comunità di San Egidio. “Non cerca di intimidire, ma esercita il suo magistero nel nome della parola di Dio e del Vangelo. Anche se perde delle battaglie, deve portarle avanti comunque." Le battaglie perse? L'introduzione del divorzio, nel 1975, l'aborto nel 1981 -accomapagnato dal diritto dei medici di far valere l’ "obiezione di coscienza". Le battaglie vinte? La pillola del giorno dopo è introvabile; i PACS non hanno visto la luce; la legge sul testamento biologico si fa ancora attendere dopo anni; il risultato del referendum del 2005 sulla procreazione assistita non ha potuto essere convalidato a causa del mancato raggiungimento del numero sufficiente dei votanti dopo che la Chiesa e il Vaticano avevano invitato all’astensione.
Nell’ufficio del direttore de L'Osservatore Romano, il "Giornale ufficiale" del Vaticano, Gian Maria Vian assicura: "Sono soprattutto la storia e la geografia che spiegano la peculiarità dell'influenza della Chiesa in Italia. Il Vaticano è in Italia, non ci si può far nulla. Già nel Purgatorio, Dante affermava: "Cristo è Romano". Questa "peculiarità" -confermata anche dal fatto che lo Stato si fa carico degli stipendi dei preti - da altri viene considerata un’ "ingerenza permanente" e ricordano l’epoca in cui il Vaticano spingeva Alcide de Gasperi ad allearsi ai fascisti del Movimento Sociale Italiano e scomunicava i comunisti. Oggi, questo scontro frontale non c’è più. Ma, ogni settimana, il Cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato della Curia Romana, incontra i ministri e i dignitari dello Stato italiano. Tentativi di intimidazione? "Piuttosto la preoccupazione, spiega il Sig. Vian, per i cambiamenti, per le opinioni manifestate da gruppi di pressione, per la rivendicazione di nuovi diritti".
Tuttavia, dopo il crollo della Democrazia Cristiana (DC) nel 1992 -momento in cui Giovanni Paolo II pronunciò una “preghiera per l'Italia"- si poteva pensare che la Chiesa avrebbe perso la sua influenza. Ma sebbene il papa non sia più italiano dal 1978, la Penisola resta il "giardino" del Vaticano, il Paese dove esso ha stabilito la sua linea di difesa. Assieme alla DC, numerosi piccoli partiti laici di sinistra e di destra che avevano saputo tenere un atteggiamento critico nei suoi confronti sono scomparsi nella tempesta dell’operazione "mani pulite". L'elettorato cattolico si è allora spalmato nel centro destra e nel centro sinistra.
"I partiti sopravvalutano il peso di tale elettorato, dice Marco Politi, il Vaticano del quotidiano La Repubblica e autore di La Chiesa del no (Mondadori). Ma nell'attuale sistema bipolare, nel quale la maggioranza dipende da 20.000 voti, nessuno può rischiare di inimicarseli, anche se, secondo i sondaggi, la maggioranza degli italiani vuole l'indipendenza del potere legislativo".
"Sub-appaltando" alle parrocchie e alle associazioni assistenziali cattoliche una buona parte della politica sociale, lo Stato ha fatto della Chiesa una potente protagonista del dibattito pubblico. Ma è sbagliato pensare che non si esprima che a favore della destra reazionaria. Su alcuni punti (immigrazione, razzismo, sicurezza) ha seguito le posizioni della sinistra. Alternando ripiegamenti freddolosi e dichiarazioni accese, la Chiesa fa convergere il dibattito sulle sue posizioni e lo Stato, che ha realizzato la sua unità riducendo la superficie dei vecchi Stati pontifici alle dimensioni di un fazzoletto da tasca, le concede una forza che non ha altrove. "La Chiesa è una delle poche istituzioni che è uscita quasi indenne dal periodo fascista, afferma Jean-Dominique Durand, professore di storia a Lione-III, che è appena stato nominato consulente per il Pontificio Consiglio per la cultura. Il vescovo resta ancora il difensore della città. Ha l’autorità ed, secondo lui, il diritto di intervenire nel dibattito pubblico."
Questo "diritto" gli viene contestato dalla piccola Unione degli atei e agnostici razionalisti (UAAR). Come ogni anno, essa di appresta a "celebrare" a suo modo l’anniversario dei Patti Lateranensi. Per il 2009, aveva previsto, come a Londra e Barcellona, di far circolare a Genova degli "ateo-bus". Protesta del sindaco, protesta dei vescovi, protesta dei conducenti che si appellavano all’ “obiezione di coscienza” e ritiro della campagna. Tuttavia, secondo Raffaelle Cascano, uno dei dirigenti, “sempre di più gli italiani sono stanchi dell’influenza del cattolicesimo divenuto una sorta di religione civile”. L’UAAR si sta preparando ad aprire una sede a Roma, nel cuore del cattolicesimo. Ma il sindaco, che è disposto a sostenere parte dei costi delle associazioni della città, non ha trovato 1 euro per aiutarla.
Philippe Ridet
Articolo pubblicato nell'édizione del 12.02.09
La Chiesa non demorde. "Eluana Englaro è stata uccisa", ha scritto Avvenire, il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, martedì 10 febbraio, all’indomani della morte di questa donna caduta in coma da diciassette anni. "Eluana non è morta di morte naturale, è stata assassinata", ha dichiarato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al quotidiano Libero. "Uccisa"? E da chi? Si può supporre che questa accusa è stata indirizzata al padre della giovane donna, che ha voluto questa fine, ai giudici della Corte di cassazione, che l’hanno consentita, ai medici laici, che l'hanno preparata, e al Presidente della della Repubblica, Giorgio Napolitano, che si è opposto, venerdì 6 febbraio, ad un decreto-legge che avrebbe potuto "salvarla".
Raramente la Chiesa e lo Stato italiano, come in questo momento, hanno dato l'impressione di andare d’accordo. Strumentalizzata, ridotta alle dimensioni di una disputa tra i "sostenitori della vita" -il campo dei cattolici- e "i sostenitori della morte" -il campo dei laici- la controversia ha consentito alla Chiesa italiana ed al Vaticano di dimostrare la loro potenza. "La legge di Dio è superiore a quella degli uomini", ha addirittura teorizzato l'arcivescovo di Torino, senza che nessuno del governo si sia mosso.
Ottanta anni dopo il Concordato, l'Italia resta ancora sotto l’influenza costante del più piccolo paese del mondo? "La Chiesa si sente forte in Italia”, spiega Marco Impagliazzo, uno dei responsabili della comunità di San Egidio. “Non cerca di intimidire, ma esercita il suo magistero nel nome della parola di Dio e del Vangelo. Anche se perde delle battaglie, deve portarle avanti comunque." Le battaglie perse? L'introduzione del divorzio, nel 1975, l'aborto nel 1981 -accomapagnato dal diritto dei medici di far valere l’ "obiezione di coscienza". Le battaglie vinte? La pillola del giorno dopo è introvabile; i PACS non hanno visto la luce; la legge sul testamento biologico si fa ancora attendere dopo anni; il risultato del referendum del 2005 sulla procreazione assistita non ha potuto essere convalidato a causa del mancato raggiungimento del numero sufficiente dei votanti dopo che la Chiesa e il Vaticano avevano invitato all’astensione.
Nell’ufficio del direttore de L'Osservatore Romano, il "Giornale ufficiale" del Vaticano, Gian Maria Vian assicura: "Sono soprattutto la storia e la geografia che spiegano la peculiarità dell'influenza della Chiesa in Italia. Il Vaticano è in Italia, non ci si può far nulla. Già nel Purgatorio, Dante affermava: "Cristo è Romano". Questa "peculiarità" -confermata anche dal fatto che lo Stato si fa carico degli stipendi dei preti - da altri viene considerata un’ "ingerenza permanente" e ricordano l’epoca in cui il Vaticano spingeva Alcide de Gasperi ad allearsi ai fascisti del Movimento Sociale Italiano e scomunicava i comunisti. Oggi, questo scontro frontale non c’è più. Ma, ogni settimana, il Cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato della Curia Romana, incontra i ministri e i dignitari dello Stato italiano. Tentativi di intimidazione? "Piuttosto la preoccupazione, spiega il Sig. Vian, per i cambiamenti, per le opinioni manifestate da gruppi di pressione, per la rivendicazione di nuovi diritti".
Tuttavia, dopo il crollo della Democrazia Cristiana (DC) nel 1992 -momento in cui Giovanni Paolo II pronunciò una “preghiera per l'Italia"- si poteva pensare che la Chiesa avrebbe perso la sua influenza. Ma sebbene il papa non sia più italiano dal 1978, la Penisola resta il "giardino" del Vaticano, il Paese dove esso ha stabilito la sua linea di difesa. Assieme alla DC, numerosi piccoli partiti laici di sinistra e di destra che avevano saputo tenere un atteggiamento critico nei suoi confronti sono scomparsi nella tempesta dell’operazione "mani pulite". L'elettorato cattolico si è allora spalmato nel centro destra e nel centro sinistra.
"I partiti sopravvalutano il peso di tale elettorato, dice Marco Politi, il Vaticano del quotidiano La Repubblica e autore di La Chiesa del no (Mondadori). Ma nell'attuale sistema bipolare, nel quale la maggioranza dipende da 20.000 voti, nessuno può rischiare di inimicarseli, anche se, secondo i sondaggi, la maggioranza degli italiani vuole l'indipendenza del potere legislativo".
"Sub-appaltando" alle parrocchie e alle associazioni assistenziali cattoliche una buona parte della politica sociale, lo Stato ha fatto della Chiesa una potente protagonista del dibattito pubblico. Ma è sbagliato pensare che non si esprima che a favore della destra reazionaria. Su alcuni punti (immigrazione, razzismo, sicurezza) ha seguito le posizioni della sinistra. Alternando ripiegamenti freddolosi e dichiarazioni accese, la Chiesa fa convergere il dibattito sulle sue posizioni e lo Stato, che ha realizzato la sua unità riducendo la superficie dei vecchi Stati pontifici alle dimensioni di un fazzoletto da tasca, le concede una forza che non ha altrove. "La Chiesa è una delle poche istituzioni che è uscita quasi indenne dal periodo fascista, afferma Jean-Dominique Durand, professore di storia a Lione-III, che è appena stato nominato consulente per il Pontificio Consiglio per la cultura. Il vescovo resta ancora il difensore della città. Ha l’autorità ed, secondo lui, il diritto di intervenire nel dibattito pubblico."
Questo "diritto" gli viene contestato dalla piccola Unione degli atei e agnostici razionalisti (UAAR). Come ogni anno, essa di appresta a "celebrare" a suo modo l’anniversario dei Patti Lateranensi. Per il 2009, aveva previsto, come a Londra e Barcellona, di far circolare a Genova degli "ateo-bus". Protesta del sindaco, protesta dei vescovi, protesta dei conducenti che si appellavano all’ “obiezione di coscienza” e ritiro della campagna. Tuttavia, secondo Raffaelle Cascano, uno dei dirigenti, “sempre di più gli italiani sono stanchi dell’influenza del cattolicesimo divenuto una sorta di religione civile”. L’UAAR si sta preparando ad aprire una sede a Roma, nel cuore del cattolicesimo. Ma il sindaco, che è disposto a sostenere parte dei costi delle associazioni della città, non ha trovato 1 euro per aiutarla.
Philippe Ridet
Articolo pubblicato nell'édizione del 12.02.09
mercoledì 11 febbraio 2009
APPELLO PER UN'AZIONE GIUDIZIARIA COLLETTIVA CONTRO LA LEGGE-TRUFFA SUL TESTAMENTO BIOLOGICO
Mi preme divulgare le mie prime riflessioni giuridiche in merito alla disposizione, contenuta nell’attuale progetto di legge sul testamento biologico, che vieta -nonostante la contraria volontà espressa dall’interessato- il distacco di sondini di alimentazione e di idratazione.
Tale norma si profila, a mio avviso (ma non solo a mio avviso), palesemente incostituzionale, al punto tale da legittimare qualsiasi medico a non ottemperarvi per legittimo esercizio del diritto di libertà di coscienza.
La norma in questione, infatti, viola sia il diritto primario di rifiutare, per motivi non sindacabili, le cure che non si desidera ricevere, sia l’opposto diritto di ricorrere alle cure mediche per tutelare la propria salute.
E’ infatti evidente che chi, ad esempio, vuole sottoporsi ad un intervento chirurgico per sanare un’infermità -ma non intende però accettare il rischio di trovarsi in stato vegetativo permanente- in caso di approvazione di questa norma si troverà nella condizione:
1°) o di dover rifiutare l’intervento, per non correre il rischio di trovarsi in stato vegetativo permanente;
2°) o di dover rifiutare l’intervento, perché il protocollo prevede l’applicazione provvisoria di sondini di alimentazione o idratazione che, però, non potrebbero più essere rimossi in caso di riduzione in stato vegetativo permanente;
3°) o, infine, di imporre preventivamente ai medici l’obbligo di non applicargli sondini di alimentazione ed idratazione nel decorso operatorio e post-operatorio, correndo però in questo caso il rischio altissimo di morire o di riportare danni alla salute nell’ipotesi in cui l’applicazione dei sondini di alimentazione e di idratazione si profili come l’unico rimedio praticabile per superare momenti critici.
Orbene, dal momento che il “divieto di distacco dei sondini di alimentazione e di idratazione” -che i parlamentari “illuminati” dal Vaticano ci vogliono imporre- non appare minimamente giustificato da finalità di salute (come potrebbe esserlo, ad esempio, il divieto di trasfusione di sangue infettato da virus HIV), bensì solo e soltanto da superstizioni indotte dal credo di una particolare specie di “teopitechi” (vedi P.G. Odifreddi), appare ben chiaro che la norma che si vuole approvare finisce per fare, letteralmente, “carne di porco” dell’art. 32 della Costituzione, sicché qualsiasi medico potrebbe rifiutarsi, per “diritto di libertà di coscienza”, di obbedire ad una norma che lede in modo immediato ed irreversibile il diritto inviolabile alla salute dei pazienti.
Propongo allora di programmare -per il caso che la legge venga approvata nel testo proposto dai catto-teopitechi italici- l’attivazione di una VALANGA di ricorsi, anche d’urgenza, all’autorità giudiziaria: e questo sia su iniziativa di tutti i parlamentari dissenzienti che su impulso di tutte le decine di milioni di italiani che non accetteranno che il loro diritto primario di salute debba subire limitazioni incostituzionali indotte da superstiziose credenze di una specie di teopitechi che, credendosi gli unici depositari dei “veri” valori, funestano l’Italia con le loro presunzioni di superiorità.
D’altro canto, se i catto-teopitechi non accetterebbero mai una legge imposta dai jahvè-teopitechi, che ad esempio impedisca loro di usufruire delle trasfusioni di sangue, non si vede perché tutti gli antropitechi -cioè quelli che non hanno rinunciato a far uso delle capacità cognitive e critiche- nonché tutti i teopitechi di specie diversa da quella cattolica debbano essere costretti a subire limitazioni di diritti che non sono affatto previste e/o giustificate dalla Costituzione e che, al contrario, poggiano soltanto su una credenza di stampo religioso: cioè quella che “la vita è dono di un non meglio identificato UFO, chiamato dio, e che, dunque, a nessuno è dato disporne rifiutando l’acqua e il cibo”.
A prescindere dalla circostanza che a nessuno può essere imposta -nemmeno ad opera di una “maggioranza”- la credenza che esista un UFO chiamato dio, il principio giuridico che realmente è scritto nella nostra Costituzione è quello diametralmente opposto, e cioè che chiunque è libero di non mangiare e non bere -magari suicidandosi per inedia- e che a nessuno, in questo caso, è dato il diritto di scongiurarne la morte con alimentazioni e idratazioni forzate.
Pertanto, il principio del buon samaritano invocato dai cattolici -secondo cui a nessuno si può rifiutare acqua e cibo- si profila di una capziosità evidente: non ci si trova qui, infatti, di fronte ad un obbligo di solidarietà -cioè al cospetto di soggetti che “chiedono acqua e cibo” perché hanno sete e fame- bensì di fronte a soggetti che, al contrario, rifiutano l’acqua ed il cibo perché non intendono protrarre la vita in un stato vegetativo che risulta, per un loro insindacabile giudizio, innaturale e intollerabile.
E allora appare ben chiaro che l’imposizione coatta dell’alimentazione e dell’idratazione si profilerebbe come un atto invasivo e intrusivo che prevarica e che viola in modo illegittimo i diritti di libertà di cura e di salute e, quindi, la dignità di qualsiasi persona.
Luigi Tosti
Tale norma si profila, a mio avviso (ma non solo a mio avviso), palesemente incostituzionale, al punto tale da legittimare qualsiasi medico a non ottemperarvi per legittimo esercizio del diritto di libertà di coscienza.
La norma in questione, infatti, viola sia il diritto primario di rifiutare, per motivi non sindacabili, le cure che non si desidera ricevere, sia l’opposto diritto di ricorrere alle cure mediche per tutelare la propria salute.
E’ infatti evidente che chi, ad esempio, vuole sottoporsi ad un intervento chirurgico per sanare un’infermità -ma non intende però accettare il rischio di trovarsi in stato vegetativo permanente- in caso di approvazione di questa norma si troverà nella condizione:
1°) o di dover rifiutare l’intervento, per non correre il rischio di trovarsi in stato vegetativo permanente;
2°) o di dover rifiutare l’intervento, perché il protocollo prevede l’applicazione provvisoria di sondini di alimentazione o idratazione che, però, non potrebbero più essere rimossi in caso di riduzione in stato vegetativo permanente;
3°) o, infine, di imporre preventivamente ai medici l’obbligo di non applicargli sondini di alimentazione ed idratazione nel decorso operatorio e post-operatorio, correndo però in questo caso il rischio altissimo di morire o di riportare danni alla salute nell’ipotesi in cui l’applicazione dei sondini di alimentazione e di idratazione si profili come l’unico rimedio praticabile per superare momenti critici.
Orbene, dal momento che il “divieto di distacco dei sondini di alimentazione e di idratazione” -che i parlamentari “illuminati” dal Vaticano ci vogliono imporre- non appare minimamente giustificato da finalità di salute (come potrebbe esserlo, ad esempio, il divieto di trasfusione di sangue infettato da virus HIV), bensì solo e soltanto da superstizioni indotte dal credo di una particolare specie di “teopitechi” (vedi P.G. Odifreddi), appare ben chiaro che la norma che si vuole approvare finisce per fare, letteralmente, “carne di porco” dell’art. 32 della Costituzione, sicché qualsiasi medico potrebbe rifiutarsi, per “diritto di libertà di coscienza”, di obbedire ad una norma che lede in modo immediato ed irreversibile il diritto inviolabile alla salute dei pazienti.
Propongo allora di programmare -per il caso che la legge venga approvata nel testo proposto dai catto-teopitechi italici- l’attivazione di una VALANGA di ricorsi, anche d’urgenza, all’autorità giudiziaria: e questo sia su iniziativa di tutti i parlamentari dissenzienti che su impulso di tutte le decine di milioni di italiani che non accetteranno che il loro diritto primario di salute debba subire limitazioni incostituzionali indotte da superstiziose credenze di una specie di teopitechi che, credendosi gli unici depositari dei “veri” valori, funestano l’Italia con le loro presunzioni di superiorità.
D’altro canto, se i catto-teopitechi non accetterebbero mai una legge imposta dai jahvè-teopitechi, che ad esempio impedisca loro di usufruire delle trasfusioni di sangue, non si vede perché tutti gli antropitechi -cioè quelli che non hanno rinunciato a far uso delle capacità cognitive e critiche- nonché tutti i teopitechi di specie diversa da quella cattolica debbano essere costretti a subire limitazioni di diritti che non sono affatto previste e/o giustificate dalla Costituzione e che, al contrario, poggiano soltanto su una credenza di stampo religioso: cioè quella che “la vita è dono di un non meglio identificato UFO, chiamato dio, e che, dunque, a nessuno è dato disporne rifiutando l’acqua e il cibo”.
A prescindere dalla circostanza che a nessuno può essere imposta -nemmeno ad opera di una “maggioranza”- la credenza che esista un UFO chiamato dio, il principio giuridico che realmente è scritto nella nostra Costituzione è quello diametralmente opposto, e cioè che chiunque è libero di non mangiare e non bere -magari suicidandosi per inedia- e che a nessuno, in questo caso, è dato il diritto di scongiurarne la morte con alimentazioni e idratazioni forzate.
Pertanto, il principio del buon samaritano invocato dai cattolici -secondo cui a nessuno si può rifiutare acqua e cibo- si profila di una capziosità evidente: non ci si trova qui, infatti, di fronte ad un obbligo di solidarietà -cioè al cospetto di soggetti che “chiedono acqua e cibo” perché hanno sete e fame- bensì di fronte a soggetti che, al contrario, rifiutano l’acqua ed il cibo perché non intendono protrarre la vita in un stato vegetativo che risulta, per un loro insindacabile giudizio, innaturale e intollerabile.
E allora appare ben chiaro che l’imposizione coatta dell’alimentazione e dell’idratazione si profilerebbe come un atto invasivo e intrusivo che prevarica e che viola in modo illegittimo i diritti di libertà di cura e di salute e, quindi, la dignità di qualsiasi persona.
Luigi Tosti
martedì 10 febbraio 2009
ANCHE IL PROFESSORE “ANTICROCIFISSO” SI APPRESTA AD ESSERE ARSO SUL ROGO.
Forse sarà per il freddo, ma il mese di febbraio si conferma come quello più gettonato per ardere gli “eretici” sui roghi.
Oltre al caso del giudice Luigi Tosti, per il quale si sta accatastando legna in vista dell’udienza del 17 febbraio 2009 dinanzi alla Sesta Sezione penale della Cassazione, anche per il professore Franco Coppoli, che insegna all’Istituto Casagrande di Terni, si profila un arrostimento a fiamma piuttosto vivace. Domani 11 febbraio 2009, infatti, l’insegnante dovrà comparire dinanzi al Consiglio di Disciplina dello Cnpi (Consiglio nazionale della pubblica istruzione) per rispondere di un “grave” crimine, e cioè per aver rimosso il sacerrimo crocifisso, che campeggia sulla parete dietro la cattedra, durante l'ora della sua lezione, per riappenderlo poi al termine. Con questo comportamento, veramente “oltraggioso” e “sacrilego”, l’insegnante ha osato rivendicare gli stessi diritti di eguaglianza religiosa che competono ai cattolici nonché il diritto di libertà di insegnamento e di libertà religiosa e il principio supremo di laicità dello stato e della scuola pubblica: non ha però tenuto conto che la “razza” cattolica è una razza superiore, perché il cattolicesimo è l’UNICA Religione VERA in quanto rivelata direttamente da Dio che, poi, ha nominato un suo Legale rappresentante sul Pianeta Terra: il Papa.
Da fonti riservate si è appreso che il Ministro di Giustizia e quello dell’Istruzione, al fine di limitare le spese per l’acquisto della legna, starebbero concertando di bruciare i due eretici su un unico rogo, che sarà allestito a Roma, in Campo de’ Fiori, martedì 17 febbraio 2009, per celebrare degnamente la ricorrenza del 409esimo anniversario del rogo su cui arse Giordano Bruno.
Oltre al caso del giudice Luigi Tosti, per il quale si sta accatastando legna in vista dell’udienza del 17 febbraio 2009 dinanzi alla Sesta Sezione penale della Cassazione, anche per il professore Franco Coppoli, che insegna all’Istituto Casagrande di Terni, si profila un arrostimento a fiamma piuttosto vivace. Domani 11 febbraio 2009, infatti, l’insegnante dovrà comparire dinanzi al Consiglio di Disciplina dello Cnpi (Consiglio nazionale della pubblica istruzione) per rispondere di un “grave” crimine, e cioè per aver rimosso il sacerrimo crocifisso, che campeggia sulla parete dietro la cattedra, durante l'ora della sua lezione, per riappenderlo poi al termine. Con questo comportamento, veramente “oltraggioso” e “sacrilego”, l’insegnante ha osato rivendicare gli stessi diritti di eguaglianza religiosa che competono ai cattolici nonché il diritto di libertà di insegnamento e di libertà religiosa e il principio supremo di laicità dello stato e della scuola pubblica: non ha però tenuto conto che la “razza” cattolica è una razza superiore, perché il cattolicesimo è l’UNICA Religione VERA in quanto rivelata direttamente da Dio che, poi, ha nominato un suo Legale rappresentante sul Pianeta Terra: il Papa.
Da fonti riservate si è appreso che il Ministro di Giustizia e quello dell’Istruzione, al fine di limitare le spese per l’acquisto della legna, starebbero concertando di bruciare i due eretici su un unico rogo, che sarà allestito a Roma, in Campo de’ Fiori, martedì 17 febbraio 2009, per celebrare degnamente la ricorrenza del 409esimo anniversario del rogo su cui arse Giordano Bruno.
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